La pace è un'abitudine mentale e una naturale propensione dell'essere umano. Generalmente gli esseri umani non fanno cose che richiedono un eccesso di fatica senza una forte motivazione e la guerra richiede enormi sforzi. Decisamente contraria al senso del piacere che determina le attività basilari della vita: mangiare, bere, danzare, suonare, stare insieme, fare movimento, rilassarsi, sopravvivere e generare vita, la guerra presuppone sentimenti negativi, che creano fastidio, sforzi superflui. Il nostro corpo, i nostri sentimenti, i segnali basilari per la vita ci dicono che la guerra non è una cosa sensata. Eppure la rabbia, il senso di rivalsa e finanche la lotta sono parte dell'umana natura. Gli esseri umani hanno una più che giusta e sensata innata repulsione per la guerra ma la praticano da millenni senza portare alcun beneficio al progresso dell'Umanità. Il coltello è uno strumento utilissimo in cucina, o per potare le piante, per tagliare arbusti, per intagliare il legno, per preparare imbarcazioni e altri strumenti utili alla vita, eppure talvolta viene usato per minacciare, ferire, uccidere, per fare qualcosa che provoca naturalmente ribrezzo o un senso di distorta, innaturale perversione. Dopo millenni di abitudine alla guerra, di abitudine alla repressione del principio del piacere, gli esseri umani si abituano alla pace non sempre con facilità ma se già sono abituati alla pace, la praticano nella quotidianità, la coltivano come un bene prezioso, ecco che la pace genera altra pace e prosperità. A volte per riabituare alla pace è necessario del tempo e sono necessarie alcune accortezze, come imparare ad ascoltare gli altri e non aver paura di essere felici, in ogni caso, il modo più efficace per generare pace è praticare la pace, certamente non preparare la guerra, certamente non innescare il rovesciamento del naturale buon senso per cui fare la guerra è uno sforzo che si può evitare.
Questa ricetta è ispirata alla walk for peace del gruppo di monaci buddisti e alla meravigliosamente bella resistenza di Minneapolis.
Pasta sfoglia rettangolare
Ricotta
Grasso della pancetta rosolata (far rosolare la pancetta, scolarla e usare il grasso non caldo ma neanche freddo) per condire la ricotta
Sale
Olio evo
Fagiolini cotti al vapore
Salame a tocchetti
Un pizzico di pepe
Tuorlo d'uovo da spennellare sulla superficie
Semi di lino (o altri semi commestibili) per guarnire
Condire la ricotta con sale, olio, il grasso della pancetta, aggiungere il salame a tocchetti, un pizzico di pepe e i fagiolini tagliati a pezzetti; stendere sul rettangolo di pasta sfoglia lasciando un bordo di circa 1 cm per lato, arrotolare la pasta sfoglia col composto all'interno, chiudere con le dita, spennellare con il rosso d'uovo, guarnire con semini, disporre su carta forno, in una teglia e cuocere a fuoco ventilato a circa 180°C in forno normale a circa 200°C per il tempo necessario, circa una mezzoretta col forno ventilato 3/4 d'ora col forno normale.
Nessun commento:
Posta un commento