giovedì 5 marzo 2026

Intruglio depurativo

Con la fine dell'inverno e l'inizio della primavera corpo e mente hanno bisogno di eliminare le tossine accumulate durante la stagione fredda. Un modo per rinascere delicatamente, con gentilezza, una carezza, un gesto d'amore necessari a stare bene.

Questa ricetta è ispirata al ben essere. 


Aloe vera fresca 

Limone 


Sbucciare un pezzo di foglia di aloe vera, farla a pezzettini, aggiungere il succo di limone, mescolare d bere. 

giovedì 26 febbraio 2026

Mini piadine

Il Festival di Sanremo è un'ottima occasione per commentare in famiglia abiti e canzoni con degli snack fatti in casa. Guardare la kermesse dal Teatro Ariston è anche un modo per comprendere quali sono i fili narrativi della società contemporanea italiana, quali i simboli evocativi e quali quelli più o meno espliciti. A momenti intensi ed emozionanti si alterna musica di buon livello, di basso, medio e talvolta anche di ottimo livello. La politica in questa edizione ha fatto capolino brevemente, con una visita al Quirinale che ha preceduto la kermesse e una schermaglia tra la presidente del Consiglio e Carlo Conti, che l'ha invitata soltanto ad acquistare un biglietto, se avesse voluto essere presente. Disturbante è stato il maschile esteso. Perché i Maestri si scrivono la M maiuscola, mentre le maestre sono ancora considerate con la lettera minuscola, senza prestigio. Non è un dettaglio, è un tentativo di eradicare la storia dal linguaggio, di strappare l'evoluzione e il progresso dalla lingua italiana. Nel De Oratore Cicerone scriveva che «Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis» (Cicerone, De Oratore, II, 9, 36), cioè la storia è maestra di vita. Maestra, non maestro, e allora se la storia è Maestra per eccellenza, perché è luce di verità, testimone dei tempi, vita della memoria, nunzia dell'antichità, perché c'è tanto interesse, in questo torbido momento storico, a svilirne la funzione in nome di una ideologia maschilista, razzista e vetusta? Perché IL presidente del Consiglio, perché IL maestro d'orchestra e non LA? Forse, verrebbe da rispondersi, perché LE Maestre, sia quelle elementari dell'ideale esercito anti-mafia di Bufalino, sia LE Maestre di esoteriche verità, sia LA Maestra per eccellenza, la Storia, danno fastidio a chi quella storia vorrebbe cancellare non per vergogna, e ne dovrebbe provare, ma per vigliacca tracotanza. 

Questa ricetta è ispirata alle serate hygge, coccolose, a guardare il Festival di Sanremo. 


Acqua fredda

Farina


Impastare la farina con un po' di acqua fredda, così da ottenere, lavorandolo bene sulla spianatora pulita o sul piano di lavoro pulito, un impasto elastico e sodo, stendere col matterello una sfoglia di poco meno di un centimetro e ritagliare con le formine per i biscotti. Far scaldare molto bene una padella antiaderente o una piastra, eventualmente passando un goccio d'olio col tovagliolo leggerissimamente oliato, disporre sulla superficie le mini piadine, girarle quando necessario e quindi gustare con salumi, formaggi, olive, formaggio spalmabile o altre paste cremose oppure tal quali. 

lunedì 23 febbraio 2026

Rotolo rustico con cicoria, curcuma e lupini

Quanto sta accadendo in questo momento negli USA è indicativo del fallimento delle società umane fondate sul dominio. Malvagi ricchi e potenti, protetti da reti internazionali di altri più o meno malvagi ricchi e potenti, quando vengono messi sotto accusa, attaccano le fondamenta del sistema e, siccome sono evidentemente vigliacchi, attaccano la parte più debole e vulnerabile, creando un clima divisivo di odio. La lezione del Minnesota, di Minneapolis e tardivamente del Regno Unito è l'esempio più luminoso che la resistenza a questa ennesima forma di aggressione da parte di prepotenti messi sotto accusa e incarcerati, che prima di cedere i loro privilegi nefandamente accumulati aggrediscono malamente e con vigliaccheria, può essere quella della gioia, della luminosa felicità, dell'amore, della nonviolenza, della gentilezza, del coraggio e della legalità. E come sempre è stato nella storia, le rivoluzioni si fanno con semplici potentissimi gesti, quali quelli di sferruzzare un cappello rosso.

Questa ricetta è ispirata al coraggio dell'amore, alla forza della gentilezza.


Pasta sfoglia rettangolare

Ricotta

Cicoria

Curcuma in polvere

Sale

Qualche lupino in salamoia sbucciato


Condire la ricotta con cicoria lavata e tritata col coltello o la mezzaluna, oppure opportunamente scongelata in microonde, padella ecc. se è surgelata, sale, curcuma in polvere, lupini in salamoia sbucciati col coltellino, a piacere interi oppure tritati grossolanamente; stendere sul rettangolo di pasta sfoglia lasciando un bordo di circa 1 cm per lato, arrotolare la pasta sfoglia col composto all'interno, chiudere con le dita, spennellare con il rosso d'uovo, guarnire con semini, disporre su carta forno, in una teglia e cuocere a fuoco ventilato a circa 180°C in forno normale a circa 200°C per il tempo necessario, circa una mezzoretta col forno ventilato 3/4 d'ora col forno normale.

domenica 15 febbraio 2026

Rotolo rustico con ricotta, salame e fagiolini

La pace è un'abitudine mentale e una naturale propensione dell'essere umano. Generalmente gli esseri umani non fanno cose che richiedono un eccesso di fatica senza una forte motivazione e la guerra richiede enormi sforzi. Decisamente contraria al senso del piacere che determina le attività basilari della vita: mangiare, bere, danzare, suonare, stare insieme, fare movimento, rilassarsi, sopravvivere e generare vita, la guerra presuppone sentimenti negativi, che creano fastidio, sforzi superflui. Il nostro corpo, i nostri sentimenti, i segnali basilari per la vita ci dicono che la guerra non è una cosa sensata. Eppure la rabbia, il senso di rivalsa e finanche la lotta sono parte dell'umana natura. Gli esseri umani hanno una più che giusta e sensata innata repulsione per la guerra ma la praticano da millenni senza portare alcun beneficio al progresso dell'Umanità. Il coltello è uno strumento utilissimo in cucina, o per potare le piante, per tagliare arbusti, per intagliare il legno, per preparare imbarcazioni e altri strumenti utili alla vita, eppure talvolta viene usato per minacciare, ferire, uccidere, per fare qualcosa che provoca naturalmente ribrezzo o un senso di distorta, innaturale perversione. Dopo millenni di abitudine alla guerra, di abitudine alla repressione del principio del piacere, gli esseri umani si abituano alla pace non sempre con facilità ma se già sono abituati alla pace, la praticano nella quotidianità, la coltivano come un bene prezioso, ecco che la pace genera altra pace e prosperità. A volte per riabituare alla pace è necessario del tempo e sono necessarie alcune accortezze, come imparare ad ascoltare gli altri e non aver paura di essere felici, in ogni caso, il modo più efficace per generare pace è praticare la pace, certamente non preparare la guerra, certamente non innescare il rovesciamento del naturale buon senso per cui fare la guerra è uno sforzo che si può evitare.

Questa ricetta è ispirata alla walk for peace del gruppo di monaci buddisti e alla meravigliosamente bella resistenza di Minneapolis.     


Pasta sfoglia rettangolare

Ricotta

Grasso della pancetta rosolata (far rosolare la pancetta, scolarla e usare il grasso non caldo ma neanche freddo) per condire la ricotta 

Sale 

Olio evo

Fagiolini cotti al vapore

Salame a tocchetti

Un pizzico di pepe

Tuorlo d'uovo da spennellare sulla superficie

Semi di lino (o altri semi commestibili) per guarnire


Condire la ricotta con sale, olio, il grasso della pancetta, aggiungere il salame a tocchetti, un pizzico di pepe e i fagiolini tagliati a pezzetti; stendere sul rettangolo di pasta sfoglia lasciando un bordo di circa 1 cm per lato, arrotolare la pasta sfoglia col composto all'interno, chiudere con le dita, spennellare con il rosso d'uovo, guarnire con semini, disporre su carta forno, in una teglia e cuocere a fuoco ventilato a circa 180°C in forno normale a circa 200°C per il tempo necessario, circa una mezzoretta col forno ventilato 3/4 d'ora col forno normale.

mercoledì 11 febbraio 2026

Azuki rossi con germogli di cipolla e timo

Celebrare il massacro delle Foibe e la tragedia dell'esilio dalla Jugoslavia di Josip Broz Tito è sicuramente un atto dovuto per la riconciliazione con una pagina oscura della storia europea. Utilizzare questa tragedia per affermare che 'anche i comunisti di Tito' hanno commesso crimini contro gli italiani, cercando in tal modo di screditare la memoria partigiana e le atrocità di Stato commesse dal fascismo è un altro paio di maniche. Senza sminuirne la portata in base al numero di persone coinvolte, ai territori coinvolti e al tempo in cui questo è accaduto - elementi che pure hanno il loro peso - forse ci si dimentica che i primi fiumani che furono devastati dalla furia ideologica furono proprio i dannunziani, coloro che avevano sottoscritto la Carta del Carnaro e che hanno visto i loro diritti, garantiti dalla costituzione fiumana, calpestati, vilipesi, rovesciati. 
Le recenti celebrazioni in pompa magna, poi, non si sono viste per il fondamentale anniversario della Repubblica Romana, la cui Costituzione, che in larga parte prese spunto da quella della Repubblica napoletana, redatta tra l'altro da una donna di straordinaria cultura, Eleonora de Fonseca Pimentel, è alla base della Costituzione della Repubblica Italiana.

Questa ricetta è ispirata alla storia, che usare come propaganda è un'offesa. 


Fagioli azuki rossi

Acqua

Sale

Germogli di cipolla

Timo

Olio evo

Vino bianco


Mettere a mollo i fagioli per il tempo necessario, circa 24 ore, sciacquarli. In una pentola col fondo spesso e il bordo non troppo alto far scaldare i grmogli di cipolla, il timo in poco olio, aggiungere i fagioli scolati, quindi sfumare col vino, salare, aggiungere l'acqua, coprire, abbassare la fiamma e far sobbollire per il tempo necessario alla cottura, circa un'oretta. Usare come contorno, oppure servire tal quale con crostini di pane leggermente insaporiti con aglio oppure come base per zuppetta. 

martedì 10 febbraio 2026

Yogurt con albicocche secche e miele

Le diete possono essere un ottimo modo per disintossicarsi di pensieri negativi e tossine accumulate durante le festività natalizie. Dolcetti e manicaretti hanno coccolato il corpo e lo spirito nel passaggio verso il giorno più buio dell'anno e la rinascita nel freddo dell'inverno che prelude alla primavera, un po' come un cappello di lana fatto a mano con dedizione e semplice gioia, rosso d'amore e di semplice resistenza alla banalità.

Questa ricetta è ispirata ai cappelli rossi, simbolo di libertà, e alla resistenza gentile di Minneapolis alla banalità del male. 


Yogurt magro

Albicocche secche

Miele di buona qualità

Cannella in polvere


Tagliare a pezzettini le albicocche secche, aggiungerle allo yogurt, con poco miele e cannella a volontà. Mescolare bene e gustare. 

venerdì 6 febbraio 2026

Crepes 'ladybug' con miele e burro d'arachidi

Le olimpiadi sono un evento di grande importanza sportiva con un notevole riscontro mediatico, in teoria dovrebbero esser un volano per il turismo. Le olimpiadi invernali Milano-Cortina hanno dimostrato che non sempre i grandi eventi smuovono il turismo, anzi può capitare, come sta accadendo, che le prenotazioni di locazioni turistiche crollino proprio in concomitanza con le kermesse. 

Questa ricetta è ispirata alla gestione della partecipazione, anche ai grandi eventi.  


Uova di buona qualità

Latte

Farina integrale o 2

Farina di mandorle (abbastanza ma non troppa altrimenti si sbriciola)

Acqua

Miele di buona qualità

Burro d'arachidi


Preparare l'impasto delle crepes sbattendo le uova e aggiungendo latte e farine, se necessario aggiungere un pochino di acqua tiepida fino ad ottenere una pastella densamente liquida, come una cioccolata calda abbastanza densa, versare un mestolo di composto nella padella lievemente oliata con il fazzoletto ben calda, girare quando è necessario. Farcire con burro d'arachidi e miele.