martedì 31 marzo 2026

Trofie integrali con salsiccia mentanese di Nonno Ercole, asparagi selvatici e funghi champignon

Il riconoscimento delle tipicità locali è un processo articolato che tende alla protezione e promozione delle tradizioni, memoria intangibile dei luoghi. Per ottenere tali riconoscimenti è utile creare dei consorzi che uniscano produttori di Comuni limitrofi e di una determinata area geografica. 

Questa ricetta è ispirata alla salsiccia mentanese di Nonno Ercole.


Trofie integrali

Acqua

Sale

Vino bianco

Asparagi selvatici

Funghi champignon

Olio evo

Salsiccia mentanese di Nonno Ercole

Rosmarino

Alloro

Salvia


Spellare le salsicce, circa una ogni due persone più una per la pentola, far scaldare leggermente l'olio evo in una padella in pietra con poco rosmarino, poca salvia e pochissimo alloro, aggiungere la salsiccia spellata e sbriciolata, far dorare un po', quindi togliere il rosmarino, la salvia e l'alloro e sfumare leggermente col vino bianco, quando è evaporato il vino, aggiungere i funghi champignon puliti e affettati non troppo sottili e gli asparagi lavati e spezzettati a pezzi non troppo grossi ma neanche piccolissimi, quindi salare, girare bene coprire con un coperchio, abbassare la fiamma al minimo e far cuocere fino a che la carne avrà assorbito il sughetto dei funghi e degli asparagi senza seccarsi. Lessare le trofie, scolarle senza buttare l'acqua di cottura, saltarle in padella con il condimento. Mangiare così oppure con del pecorino sabino grattugiato. 





venerdì 27 marzo 2026

Tisana con zesta di limone e menta

Il periodo che segna il passaggio dall'inverno alla primavera, che spesso coincide con festività e riti religiosi, la natura ci fornisce gli elementi per depurare il corpo dall'eccessivo accumulo di grassi invernali. Una rinascita del corpo e della mente che aiuta a stare bene e stimolare endorfine. La felicità è infatti un'emozione fuggevole la cui ricerca e godimento può essere alla base dell'organizzazione sociale e politica. Questa idea, che potrebbe sembrare bislacca, venne immaginata nel fermento culturale della società napoletana settecentesca e da lì venne esportata un po' in tutto il mondo per approdare alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America, un ponte che unisce le idealità e al contempo disgrega sudditanze. Gli Stati Uniti volevano l'indipendenza dall'Europa, volevano essere considerati al pari degli altri Stati europei. La storia ha poi rovesciato le carte geopolitiche, scompigliandole in relativamente poco tempo, per cui da quasi un secolo è l'Europa ad essere suddita degli Stati Uniti d'America, che nel frattempo sono diventati una enorme potenza mondiale. Il principio espresso nella Dichiarazione di Indipendenza, quello creato nel fermento culturale napoletano del XVIII secolo, non è stato implementato lì dove è stato inserito nei testi fondamentali e forse sarebbe opportuno rielaborarlo e ridefinirlo con la luce della contemporaneità proprio in Europa, che in questo momento sembra necessitare di una dichiarazione di indipendenza dalle varie sudditanze, per esprimersi con voce più propria verso la ricerca sociale e politica di quel principio di felicità, tanto effimero quanto declinabile anche nella elaborazione e pratica politica. La Costituzione degli Stati Uniti d'America ha nel suo preambolo anche la parola welfare. Il preambolo recita così: "We the People of the United States, in order to form a more perfect Union, establish Justice, insure domestic Tranquility, provide for the common defense, promote the general Welfare, and secure the Blessings of Liberty to ourselves and our Posterity, do ordain and establish this Constitution for the United States of America". Giustizia, tranquillità, difesa comune, benessere generale, assicurare la benedizione della libertà alle generazioni presenti e future sono i capisaldi degli Stati Uniti d'America che ha come sovrano We the People, Noi il Popolo. Conoscendo un pochino gli Stati Uniti d'oggi, ci si potrebbe chiedere dove sia il welfare. A ben guardare con sguardo europeo non lo si trova. In Europa educazione, sanità, culture, solidarietà sociale sono elementi imprescindibili della politica, nonostante siano forti le spinte verso l'annichilimento dei diritti faticosamente conquistati. L'Europa è l'avanguardia del benessere diffuso, la dignità del vivere. L'Unione europea oggi può recuperare il diritto alla felicità e le idee di Gian Battista Vico, Antonio Genovesi, Gaetano Filangieri, Eleonora de Fonseca Pimentel possono essere a pieno titolo reintegrate nel discorso politico italiano ed europeo.  

Questa ricetta è ispirata alla Scuola Napoletana. 

 

Acqua

Zesta di limone freschissimo e non trattato

Foglioline di menta fresca


In un pentolino porre acqua e zesta di limone ben pulita, portare ad ebollizione, poco prima del bollore, aggiungere foglioline di menta fresca e ben pulita. Bere calda o fredda, a piacere dolcificare con miele. 

lunedì 16 marzo 2026

Mela cotta con zesta di limone, menta e cannella

Il 16 marzo del 1978 Aldo Moro venne rapito a Via Fani da un commando delle Brigate Rosse, successivamente tradotto in prigionia e dunque assassinato. Il suo corpo venne ritrovato a pochi passi dal Centro di Studi Americani, non lontano dalla sede dell'allora Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano e da Largo Argentina, ove il 15 marzo del 44 a. C. venne assassinato Giulio Cesare, il Divo Giulio, pare pronunciando la famosa frase 'Tu quoque, Brute, fili mi'. Le modalità della vicenda non furono mai chiarite e forse soltanto la Storia potrà far luce su quel tragico accadimento, molti pensano che vi sia stata la complicità di servizi segreti, massoneria deviata, criminalità organizzata, senza il cui supporto sarebbe stato improbabile, nella Roma di quei tempi, agire in modo tanto indisturbato. Tra i tanti punti oscuri di quella criminale vicenda, vi fu una seduta spiritica, in cui esimi accademici, tra cui Romano Prodi, Mario Baldassarri, Alberto Clò riunitisi in una villa nel bolognese evocarono la parola Gradoli. Via Gradoli effettivamente fu uno dei covi in cui venne recluso lo statista ma le ricerche si orientarono verso un paese nel viterbese, l'epilogo fu quello noto alle cronache. Le sedute spiritiche pare siano tornate di gran moda in questo periodo storico della politica italiana, in particolare la campagna per il sì si è avvalsa dei contribuiti post-mortem di personaggi quali Berlusconi, Pannella ma anche Borsellino e Falcone, in una accozzaglia trashissima in cui neanche le pubblicità di una azienda funebre romana che ha fatto dell'umorismo macabro un marchio distintivo avrebbe osato avventurarsi. 

Questa ricetta è ispirata alla dignità e alla decenza.  


Mela

Zesta di limone

Cannella in stecca o in polvere

Menta fresca


In un pentolino far bollire la mela tagliata a pezzettini con zesta di limone, foglioline di menta e cannella. Gustare con il brodino di cottura o per accompagnare formaggi e pinzimoni.  

giovedì 5 marzo 2026

Intruglio depurativo

Con la fine dell'inverno e l'inizio della primavera corpo e mente hanno bisogno di eliminare le tossine accumulate durante la stagione fredda. Un modo per rinascere delicatamente, con gentilezza, una carezza, un gesto d'amore necessari a stare bene.

Questa ricetta è ispirata al ben essere. 


Aloe vera fresca 

Limone 


Sbucciare un pezzo di foglia di aloe vera, farla a pezzettini, aggiungere il succo di limone, mescolare d bere. 

giovedì 26 febbraio 2026

Mini piadine

Il Festival di Sanremo è un'ottima occasione per commentare in famiglia abiti e canzoni con degli snack fatti in casa. Guardare la kermesse dal Teatro Ariston è anche un modo per comprendere quali sono i fili narrativi della società contemporanea italiana, quali i simboli evocativi e quali quelli più o meno espliciti. A momenti intensi ed emozionanti si alterna musica di buon livello, di basso, medio e talvolta anche di ottimo livello. La politica in questa edizione ha fatto capolino brevemente, con una visita al Quirinale che ha preceduto la kermesse e una schermaglia tra la presidente del Consiglio e Carlo Conti, che l'ha invitata soltanto ad acquistare un biglietto, se avesse voluto essere presente. Disturbante è stato il maschile esteso. Perché i Maestri si scrivono la M maiuscola, mentre le maestre sono ancora considerate con la lettera minuscola, senza prestigio. Non è un dettaglio, è un tentativo di eradicare la storia dal linguaggio, di strappare l'evoluzione e il progresso dalla lingua italiana. Nel De Oratore Cicerone scriveva che «Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis» (Cicerone, De Oratore, II, 9, 36), cioè la storia è maestra di vita. Maestra, non maestro, e allora se la storia è Maestra per eccellenza, perché è luce di verità, testimone dei tempi, vita della memoria, nunzia dell'antichità, perché c'è tanto interesse, in questo torbido momento storico, a svilirne la funzione in nome di una ideologia maschilista, razzista e vetusta? Perché IL presidente del Consiglio, perché IL maestro d'orchestra e non LA? Forse, verrebbe da rispondersi, perché LE Maestre, sia quelle elementari dell'ideale esercito anti-mafia di Bufalino, sia LE Maestre di esoteriche verità, sia LA Maestra per eccellenza, la Storia, danno fastidio a chi quella storia vorrebbe cancellare non per vergogna, e ne dovrebbe provare, ma per vigliacca tracotanza. 

Questa ricetta è ispirata alle serate hygge, coccolose, a guardare il Festival di Sanremo. 


Acqua fredda

Farina


Impastare la farina con un po' di acqua fredda, così da ottenere, lavorandolo bene sulla spianatora pulita o sul piano di lavoro pulito, un impasto elastico e sodo, stendere col matterello una sfoglia di poco meno di un centimetro e ritagliare con le formine per i biscotti. Far scaldare molto bene una padella antiaderente o una piastra, eventualmente passando un goccio d'olio col tovagliolo leggerissimamente oliato, disporre sulla superficie le mini piadine, girarle quando necessario e quindi gustare con salumi, formaggi, olive, formaggio spalmabile o altre paste cremose oppure tal quali. 

lunedì 23 febbraio 2026

Rotolo rustico con cicoria, curcuma e lupini

Quanto sta accadendo in questo momento negli USA è indicativo del fallimento delle società umane fondate sul dominio. Malvagi ricchi e potenti, protetti da reti internazionali di altri più o meno malvagi ricchi e potenti, quando vengono messi sotto accusa, attaccano le fondamenta del sistema e, siccome sono evidentemente vigliacchi, attaccano la parte più debole e vulnerabile, creando un clima divisivo di odio. La lezione del Minnesota, di Minneapolis e tardivamente del Regno Unito è l'esempio più luminoso che la resistenza a questa ennesima forma di aggressione da parte di prepotenti messi sotto accusa e incarcerati, che prima di cedere i loro privilegi nefandamente accumulati aggrediscono malamente e con vigliaccheria, può essere quella della gioia, della luminosa felicità, dell'amore, della nonviolenza, della gentilezza, del coraggio e della legalità. E come sempre è stato nella storia, le rivoluzioni si fanno con semplici potentissimi gesti, quali quelli di sferruzzare un cappello rosso.

Questa ricetta è ispirata al coraggio dell'amore, alla forza della gentilezza.


Pasta sfoglia rettangolare

Ricotta

Cicoria

Curcuma in polvere

Sale

Qualche lupino in salamoia sbucciato


Condire la ricotta con cicoria lavata e tritata col coltello o la mezzaluna, oppure opportunamente scongelata in microonde, padella ecc. se è surgelata, sale, curcuma in polvere, lupini in salamoia sbucciati col coltellino, a piacere interi oppure tritati grossolanamente; stendere sul rettangolo di pasta sfoglia lasciando un bordo di circa 1 cm per lato, arrotolare la pasta sfoglia col composto all'interno, chiudere con le dita, spennellare con il rosso d'uovo, guarnire con semini, disporre su carta forno, in una teglia e cuocere a fuoco ventilato a circa 180°C in forno normale a circa 200°C per il tempo necessario, circa una mezzoretta col forno ventilato 3/4 d'ora col forno normale.

domenica 15 febbraio 2026

Rotolo rustico con ricotta, salame e fagiolini

La pace è un'abitudine mentale e una naturale propensione dell'essere umano. Generalmente gli esseri umani non fanno cose che richiedono un eccesso di fatica senza una forte motivazione e la guerra richiede enormi sforzi. Decisamente contraria al senso del piacere che determina le attività basilari della vita: mangiare, bere, danzare, suonare, stare insieme, fare movimento, rilassarsi, sopravvivere e generare vita, la guerra presuppone sentimenti negativi, che creano fastidio, sforzi superflui. Il nostro corpo, i nostri sentimenti, i segnali basilari per la vita ci dicono che la guerra non è una cosa sensata. Eppure la rabbia, il senso di rivalsa e finanche la lotta sono parte dell'umana natura. Gli esseri umani hanno una più che giusta e sensata innata repulsione per la guerra ma la praticano da millenni senza portare alcun beneficio al progresso dell'Umanità. Il coltello è uno strumento utilissimo in cucina, o per potare le piante, per tagliare arbusti, per intagliare il legno, per preparare imbarcazioni e altri strumenti utili alla vita, eppure talvolta viene usato per minacciare, ferire, uccidere, per fare qualcosa che provoca naturalmente ribrezzo o un senso di distorta, innaturale perversione. Dopo millenni di abitudine alla guerra, di abitudine alla repressione del principio del piacere, gli esseri umani si abituano alla pace non sempre con facilità ma se già sono abituati alla pace, la praticano nella quotidianità, la coltivano come un bene prezioso, ecco che la pace genera altra pace e prosperità. A volte per riabituare alla pace è necessario del tempo e sono necessarie alcune accortezze, come imparare ad ascoltare gli altri e non aver paura di essere felici, in ogni caso, il modo più efficace per generare pace è praticare la pace, certamente non preparare la guerra, certamente non innescare il rovesciamento del naturale buon senso per cui fare la guerra è uno sforzo che si può evitare.

Questa ricetta è ispirata alla walk for peace del gruppo di monaci buddisti e alla meravigliosamente bella resistenza di Minneapolis.     


Pasta sfoglia rettangolare

Ricotta

Grasso della pancetta rosolata (far rosolare la pancetta, scolarla e usare il grasso non caldo ma neanche freddo) per condire la ricotta 

Sale 

Olio evo

Fagiolini cotti al vapore

Salame a tocchetti

Un pizzico di pepe

Tuorlo d'uovo da spennellare sulla superficie

Semi di lino (o altri semi commestibili) per guarnire


Condire la ricotta con sale, olio, il grasso della pancetta, aggiungere il salame a tocchetti, un pizzico di pepe e i fagiolini tagliati a pezzetti; stendere sul rettangolo di pasta sfoglia lasciando un bordo di circa 1 cm per lato, arrotolare la pasta sfoglia col composto all'interno, chiudere con le dita, spennellare con il rosso d'uovo, guarnire con semini, disporre su carta forno, in una teglia e cuocere a fuoco ventilato a circa 180°C in forno normale a circa 200°C per il tempo necessario, circa una mezzoretta col forno ventilato 3/4 d'ora col forno normale.