Il Festival di Sanremo è un'ottima occasione per commentare in famiglia abiti e canzoni con degli snack fatti in casa. Guardare la kermesse dal Teatro Ariston è anche un modo per comprendere quali sono i fili narrativi della società contemporanea italiana, quali i simboli evocativi e quali quelli più o meno espliciti. A momenti intensi ed emozionanti si alterna musica di buon livello, di basso, medio e talvolta anche di ottimo livello. La politica in questa edizione ha fatto capolino brevemente, con una visita al Quirinale che ha preceduto la kermesse e una schermaglia tra la presidente del Consiglio e Carlo Conti, che l'ha invitata soltanto ad acquistare un biglietto, se avesse voluto essere presente. Disturbante è stato il maschile esteso. Perché i Maestri si scrivono la M maiuscola, mentre le maestre sono ancora considerate con la lettera minuscola, senza prestigio. Non è un dettaglio, è un tentativo di eradicare la storia dal linguaggio, di strappare l'evoluzione e il progresso dalla lingua italiana. Nel De Oratore Cicerone scriveva che «Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis» (Cicerone, De Oratore, II, 9, 36), cioè la storia è maestra di vita. Maestra, non maestro, e allora se la storia è Maestra per eccellenza, perché è luce di verità, testimone dei tempi, vita della memoria, nunzia dell'antichità, perché c'è tanto interesse, in questo torbido momento storico, a svilirne la funzione in nome di una ideologia maschilista, razzista e vetusta? Perché IL presidente del Consiglio, perché IL maestro d'orchestra e non LA? Forse, verrebbe da rispondersi, perché LE Maestre, sia quelle elementari dell'ideale esercito anti-mafia di Bufalino, sia LE Maestre di esoteriche verità, sia LA Maestra per eccellenza, la Storia, danno fastidio a chi quella storia vorrebbe cancellare non per vergogna, e ne dovrebbe provare, ma per vigliacca tracotanza.
Questa ricetta è ispirata alle serate hygge, coccolose, a guardare il Festival di Sanremo.
Acqua fredda
Farina
Impastare la farina con un po' di acqua fredda, così da ottenere, lavorandolo bene sulla spianatora pulita o sul piano di lavoro pulito, un impasto elastico e sodo, stendere col matterello una sfoglia di poco meno di un centimetro e ritagliare con le formine per i biscotti. Far scaldare molto bene una padella antiaderente o una piastra, eventualmente passando un goccio d'olio col tovagliolo leggerissimamente oliato, disporre sulla superficie le mini piadine, girarle quando necessario e quindi gustare con salumi, formaggi, olive, formaggio spalmabile o altre paste cremose oppure tal quali.
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