A volte le ricette vengono tramandate di generazione in generazione, altre si scoprono conoscendo altre persone e altre ancora sono dei ricordi di viaggio, vaghi o nitidi, poco importa. Insieme ad un gruppo di studiosi e ricercatori ero stata invitata nel cottage estivo, o meglio in una bellissima villa sul lago Ontario, di un importante intellettuale belga naturalizzato canadese per una riunione conviviale. Essendo l'italiana del gruppo ovviamente sono stata messa ai fornelli quasi immediatamente e ho scoperto un modo molto interessante di cucinare l'indivia belga, o witlof. La ricetta originale prevedeva una pentola con coperchio e non ricordo se prevedesse vino, birra o altro. Comunque ho preso spunto da quella per rielaborare una ricetta gustosa per cucinare questa verdura, attenuandone un po' l'amarognolo.
Indivia belga
Vino rosso
Olio extra vergine di oliva
Sale
Pangrattato a grana grossa o formaggio primosale
Far scaldare il forno ad almeno 200° C, tagliare per il lato lungo l'indivia belga. Se si taglia a metà poi si devono fare dei taglietti nella parte dura, oppure si può tagliare il cespetto in 8 parti circa. Mettere un dito di vino rosso in una teglia, appoggiarvi sopra l'indivia tagliata con la parte interna verso l'alto, condire con un filo d'olio, un pizzico di sale e qualche fettina sottile di primosale oppure cospargere con pangrattato a grana grossa e infornare per circa 20', fino a far evaporare il vino, servire caldi se col formaggio e anche freddi se col pangrattato.
venerdì 28 novembre 2014
giovedì 25 settembre 2014
Tortelli di zucca mantovani
tortelli di zucca mantovani sono un prodotto unico nel suo genere,
sono dolci, amari e piccantini allo stesso tempo. C'è chi li
trova squisiti e chi non li ama molto. In genere la cucina mantovana
è piuttosto elaborata e, al contrario di molti piatti tipici
italiani, è piuttosto ricca di ingredienti preziosi.
Probabilmente dalle cucine raffinate della corte dei Gonzaga-d'Este
le ricette si sono integrate con quelle popolari andando a creare dei
risultati davvero squisiti.
Zucca
Uova
Farina
Amaretti,
non quelli del Centro o del Sud Italia, sono un po' amari e
croccantissimi
Mostarda
mantovana
Facoltativo:
Grana padano grattugiato e noce moscata
Proporzione:
1,5 chili di zucca, 150 gr. di amaretti, 80 grammi di mostarda
Cuocere
la zucca in forno per circa un'ora, sbucciarla, strizzarla bene e
pesarla. Tritare gli amaretti nel robot con la zucca e la mostarda.
La ricetta tradizionale prevede il grana e la noce moscata
all'interno del ripieno, ma non è determinante, basta infatti
che vi sia il grana o il parmigiano nel condimento e la noce moscata
potrebbe alterare leggermente il sapore. Preparare una sfoglia molto
gialla, aggiungendo, se occorre, un paio di rossi d'uovo, se è
sottile è più gustosa ma va preparata sul momento
altrimenti i tortelli si bagnano e si rompe la sfoglia. La forma
tradizionale è un piccolo cono che somiglia ad una conchiglia,
ma va benissimo anche la forma tipica del raviolo. Cuocere in
abbondante acqua salata e condire con burro e salvia appena scaldati
nel pentolino e grana o parmigiano.
venerdì 12 settembre 2014
Mostarda mantovana di pere
La
mostarda è un metodo di conservazione della frutta, un po'
come le marmellate ma è piccante e un po' meno dolce della
marmellata. È squisita in abbinamento a formaggi, carni e
secondi oppure è un ingrediente fondamentale per la
preparazione di alcuni primi un po' elaborati.
Pere
durette e non molto mature, meglio se del giardino o dell'orto
Senape
bianca o gialla (sinapis albis)
Zucchero
Vino
Proporzione:
1 chilo di zucchero, 100 grammi di senape, 2 chili di frutta, vino
q.b.
Sbucciare
le pere, togliere il torsolo e affettarle più o meno come per
una torta, non sottilissime né troppo grandi. A parte
mescolare la polvere di senape, con la senape in grani macinata
sembrerebbe leggermente diverso il sapore per cui forse è
preferibile quella in grani macinata al momento, con il vino fino ad
ottenere un composto denso e cremoso. Far bollire il composto e
versarlo, insieme allo zucchero, nel recipiente con le pere.
Mescolare bene, coprire con la carta pellicola, lasciar riposare per
12 o 24 ore, filtrare, far bollire il liquido, versarlo sulle pere,
mescolare, coprire con la carta pellicola e far riposare, sempre a
temperatura ambiente, per altre 12 o 24 ore. Ripetere. Poi far
bollire tutto insieme per 10' o 1 ora in base alla consistenza
desiderata, soda ma non liquida. Versare nei barattoli, chiuderli e
farli bollire per almeno 30'.
mercoledì 10 settembre 2014
Mostarda mantovana di mele
Viaggiando
si scoprono nuovi sapori e nuovi modi di cucinare, l'Italia è
uno scrigno di tesori per i sapori e la creatività. Da alcuni
anni avevo sentito parlare della mostarda di frutta, non mi era mai
capitato, però, di sentir parlare di quella mantovana.
Premettendo che la cucina mantovana è semplicemente
meravigliosa, come la città che l'ha elaborata, non avevo idea
di cosa fosse questa mostarda. Dopo averla assaggiata sia da sola che
in combinazione con i tortelli di zucca, la decisione di imparare a
cucinarla è stata immediata.
Mele
cotogne, renette o comunque asprette, possibilmente dell'orto o del
giardino
Senape
bianca o gialla (sinapis albis) in grani
Zucchero
Vino
bianco
Proporzioni:
1 chilo di zucchero, 100 grammi di senape, 2 chili di mele, vino q.b.
Sbucciare
le mele, togliere il torsolo e affettarle non troppo grandi ma
neanche sottili, come per una torta di mele. Metterle in un
recipiente. A parte macinare la senape possibilmente col macina caffè
elettrico. Mettere la polvere così ottenuta in un pentolino
con un po' di vino fino ad ottenere un composto denso e cremoso, far
bollire girando bene per pochi minuti. Versare nel recipiente con le
mele lo zucchero e la crema di senape. C'è chi usa l'olio
essenziale di senape, è abbastanza difficile trovarlo se non
si abita a Mantova e pare che sia abbastanza nocivo, per cui la cosa
migliore è farla con la senape in grani, che si trova, non
sempre con facilità, presso i rivenditori specializzati in
frutta secca o in delicatessen e presso alcuni alimentari di cibi
biologici. Mescolare bene, coprire con la carta pellicola e lasciar
riposare a temperatura ambiente per 12 o 24 ore. Filtrare. Far
bollire il liquido. Mettere le mele nel recipiente e versarvi sopra
il liquido bollente. Ripetere. Finito il tempo di riposo, far bollire
tutto insieme, girando bene per 10' o 1 ora, fino ad ottenere la
consistenza desiderata. La mostarda può infatti essere
abbastanza morbida, seppur non liquida, e va benissimo per i
tortelli, oppure piuttosto gelatinosa e soda, squisita per i
formaggi. Inoltre, in base alle mele utilizzate si addensa più
o meno velocemente. Versare
nei barattoli, chiuderli e farli bollire per almeno 30'.
martedì 2 settembre 2014
Sugo fresco con Papaccelle
Gli
ingredienti dell'orto sono generosamente abbondanti quando è
il loro periodo e quindi capita che la cucina sia piena per qualche
tempo di un ortaggio e ci vuole un po' di fantasia per apprezzarne
sempre la fresca bontà.
Pomodori
dolci e freschi
Papaccelle
Aglio
Olio
extra vergine
Sale
Origano
Ginepro
Lavare
e tagliare la polpa di un paio di papaccelle, farle soffriggere con
uno spicchio d'aglio e il ginepro nell'olio caldo. Togliere l'aglio
quando è imbiondito, se necessario far cuocere qualche altro
minuto le papaccelle, aggiungere due o tre pomodori tagliati a
dadini, salare, aggiungere origano in abbondanza e far cuocere poco a
fuoco vivace. Usare come condimento per la pasta o per altri cereali,
anche in abbinamento a legumi.
lunedì 1 settembre 2014
Peperoni piccoli Papaccelle con spezie, in aceto di mele, vino e maraschino
Le
piante di peperoni Papaccelle possono essere molto produttive, non
essendo tipiche della nostra zona c'è spazio per esplorare sapori insoliti.
Aceto
di mele
Vino
bianco
Ginepro
Cardamomo
Semi
di finocchio
Maraschino
Peperoni
papaccelle
Lavare
con attenzione e asciugare perfettamente con un canavaccio
disinfettato e asciutto i peperoni papaccelle verdi e metterli nei
barattoli pulitissimi. A parte far bollire aceto di mele,
stemperandolo con del vino bianco e aggiungendo del maraschino per
aumentarne la gradazione alcolica, con il ginepro e le altre spezie.
Riempire i barattoli con l'aceto bollente e le spezie facendo
attenzione a non scottarsi, lasciar fare le bollicine e riempire di
nuovo fino all'orlo senza lasciare fuori dal liquido i peperoni,
tappare i barattoli, metterli in una pentola coprirli bene e farli
poi bollire per almeno 30'. Lasciar riposare per circa 2 mesi in
dispensa.
sabato 23 agosto 2014
Peperoni piccoli Papaccelle ripieni con tonno, datteri, mandorle e aneto
L'orto
dà tante soddisfazioni, si riscoprono sapori antichi e si
gustano prodotti freschissimi, è faticoso ma a volta presenta
delle sorprese. Mi è accaduto di piantare dei peperoni piccoli
e di trovare dei peperoni piccolissimi grandi quanto un pomodoro
ciliegino o quasi, quale meraviglia nello scoprire che avevo
semplicemente acquistato le piantine di una varietà differente
rispetto a quella che avevo in mente. Ho scoperto poi, dopo varie
ricerche di ricette, che si chiamano Papaccelle e sono una specialità
della zona di Napoli molto utilizzata anche nel cenone natalizio. Li
ho preparati in vari modi, forse quello più gustoso è
con il tonno, l'aneto, le mandorle e i datteri. Questi ultimi due
ingredienti in effetti non erano previsti nelle ricette che ho
consultato, in alcune di esse vi sono pinoli e uva sultanina, ma
cucinare è anche un po' creare con ciò che c'è
in dispensa.
Peperoni
piccoli Papaccelle
Olio
extra vergine di oliva
Aneto
Tonno
sottolio
Mollica
di pane sciapo rafferma ma non secca
Datteri
secchi non glassati
Mandorle
Nel
mixer triturare il pane raffermo ma non secco, il tonno scolato,
l'olio, un paio di datteri disossati, una manciata abbondante di
mandorle. A parte svuotare i peperoni papaccelle facendo attenzione a
non bucarli. Lavare i peperoni e asciugarli con un panno morbido.
Oliare una teglia da forno. Riempire i peperoni con il composto,
aggiungere un pizzico di aneto, richiudere con il 'coperchio'
naturale e disporre nella teglia. Infornare in forno già caldo
a 200°C per circa 35 minuti.
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