lunedì 30 marzo 2015

Pasqua cruelty free



Le festività pasquali si avvicinano e con esse la mattanza di animali da sacrificare, ripetendo un rituale antico, sull'altare della cristianità o, molto più prosaicamente su barbecue che vengono rispolverati per dare inizio alla bella stagione.


Chili e chili di carne vengono riversati nei supermercati e poi consumati da cristiani e atei nel rispetto di tradizioni che risalgono alla notte dei tempi. Ma cosa andiamo ad ingurgitare insieme a quella gustosa salsiccetta che poi, a ben guardare, tanto gustosa non è? Tossine. Nient'altro che tossine. La quantità di carne macellata e sprecata per le festività produce un inquinamento assurdo e immette nei nostri corpi aperti a respirare un po' di buona aria primaverile l'equivalente di un bel bicchiere di veleno. O quasi.


Esistono alternative alla Pasqua carnivora? Sì, ne esistono moltissime. Basta andare a fare un giro tra siti di ricette tradizionali italiane e cercare, per chi vuole qualcosa di un po' più esotico, ricette della straordinariamente ricca cucina indiana, o anche di quelle magrebina  e araba.


Proviamo ad immaginare un menù cruelty free per una Pasqua etica e all'insegna del benessere senza rinunciare al gusto.


Per cominciare si possono preparare degli ottimi antipasti a base di pani particolari, dal pane agli asparagi a quello di zucca, basta avere un po' di immaginazione, della farina buona, di un mulino di fiducia oppure biologica, macinata a pietra, etc. da unire alla più classica delle bruschette con olio buono, sale e, per chi lo gradisce, aglio, da arricchire eventualmente con cremine di olive, di funghi, di cavolfiore, asparagi, pomodorini secchi, etc.

La primavera è un'esplosione di colori e tantissimi fiori cominciano a fare capolino in parchi e giardini, è possibile utilizzarli sia per preparare dei fritti pastellati che per guarnire con un tocco di fantasia formaggi freschi, insalate e paste.

Il primo in Italia non manca mai e la pasta fatta in casa è un'ottima soluzione. Si possono preparare lasagne senza carne, con mozzarella e sugo con porcini oppure con i carciofi che in questa stagione abbondano, i vegani potranno preparare la sfoglia senza uova e farcirle con panna di mandorle, granella di anacardi crudi e asparagi o carciofi. Nella Sabina-Nomentana si possono preparare anche i maccheroni centinara, a base di acqua e farina, con un condimento cruelty free a base di verdure fresche di stagione e erbe di campo. Oppure si può ricorrere ai ravioli e alle paste ripiene.

Per secondo ai formaggi freschi con miele e confetture fatte in casa si possono abbinare pizze ripiene con ciò che la fantasia suggerisce, dall'ananas allo zenzero. Farro, orzo, miglio, grano saraceno sono delle basi perfette per insalatone rustiche, primaverili, chic, provenzali, esotiche o tradizionali. Le melanzane alla parmigiana, il gateau di patate o le teglie di patate e verdure di stagione sono un'ottima soluzione per piatti elaborati e di grande effetto. Per la giornata pasquale si possono anche utilizzare delle zuppe povere della tradizione contadina, farle restringere ben bene e reinventarle servendole in crosta di pane o su un letto di verdure. Una bella zuppa di ceci con gnocchetti espressi di farina di farro ben ristretta servita su un letto di carciofi alla giudia è sicuramente di grande effetto, molto gustosa, pasquale e cruelty-free. Per chi ama le uova le ricette sono davvero moltissime, dalla più classica delle frittate italiane, semplice o con la verdura di stagione alle tortillas spagnole, alle frittatine alle erbe aromatiche al sugo, oppure le scrippelle, crespelle o crepes, ripiene o arrotolate. Rolls di piadine vegane, cestini di parathas con verdure al vapore aromatizzate con Fruttaceto, fagioli piccanti su letto di arepas, sono soltanto alcune delle possibili soluzioni per evitare di inquinare il nostro corpo e l'ambiente in cui viviamo.

I contorni primaverili sono semplici, freschi, a base di carciofi, spinaci, asparagi e funghi. Insalate fresche impreziosite da frutta fresca e frutta secca, verdura di campo ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino, patate cotte sotto la cenere, carciofi alla matticella o anche, molto più semplicemente, una bella grigliata di verdure, cruditèes di verdure, arabeschi creati da carote julienne, funghi crudi col limone, finocchi e verdure da pinzimonio, o anche patate viola al forno con sale e maggiorana fresca.

Per il dolce la classica colomba da acquistare in un forno di fiducia e da abbinare a pizze dolci-salate con anice e maraschino, una bella macedonia di frutta di stagione e un po' di gelato artigianale. Oppure le ultime novità del Consorzio Sabina D.O.P. con creme di nocciole assolutamente Vegan approved.

Il tutto accompagnato da elementi tradizionali locali, quali la ciammella a cancellu, le pizze cresciute e le focacce pasquali e dalla voglia di stare insieme e divertirsi in pace con la natura, la primavera e l'ambiente.

sabato 10 gennaio 2015

Risotto dietetico piselli e gamberetti in padella vulcanica

Il risotto è veramente una squisitezza, peccato che non sia esattamente il piatto più dietetico che possa venire in mente, ma d'altronde il riso in bianco non a tutti piace, per fortuna la moderna tecnologia culinaria ci offre delle valide alternative al soffritto e al lesso.

Piselli fini surgelati
Cipolla, pochissima
Sale
Gamberetti surgelati sgusciati
Zenzero
Curry mild o hot a seconda dei gusti
Vino bianco misto ad acqua
Pepe appena macinato
Riso carnaroli


Far scaldare leggerissimamente una padella vulcanica aggiungere piselli surgelati, un pezzettino di cipolla tagliata sottilissima, lo zenzero, non tantissimo altrimenti copre gli altri sapori, il riso, il curry e salare leggermente, dopo aver salato aggiungere i gamberetti ancora surgelati e poi un bicchiere di acqua e poco vino bianco, abbassare la fiamma e girare costantemente. A cottura ultimata servire nei piatti con una spolverata di pepe nero macinato al momento. 

venerdì 9 gennaio 2015

Filetti di platessa al forno con erbe aromatiche

Dopo le feste si inizia quasi sempre una dieta e ci sono poche cose più dietetiche del pesce. Chi conosce bene il pesce può acquistarlo da un rivendintore di fiducia, io non sono da annoverare tra questo gruppo di esperti per cui preferisco andare nei negozi specializzati in surgelati. Il filetto di platessa è uno di quei pesci adatti anche a chi non ama particolarmente il pesce e sicuramente una delle ricette più note è quella del filetto infarinato e fritto ma la dieta non prevede fritti, per cui bisogna escogitare qualche strategia alternativa alla griglia e alla padella anti-aderente.

Filetti di platessa
Farina
Aglio
Rosmarino fresco
Timo fresco
Salvia fresca


Far scongelare i filetti, a parte fare un trito a mano o nel macinaspezie con aglio e le erbe aromatiche, preparare la farina mescolandovi il trito, infarinare i pesci, disporli in una teglia con la carta-forno e infornare a 180°-200° C per circa 20'.

giovedì 8 gennaio 2015

Cavolini di Bruxelles in padella

Dopo aver provato i cavolini al forno mi è rimasta la tentazione di cercare di capire in che modo potesse 'togliersi l'amaro'. Forse in padella?

Cavolini di Bruxelles
Cipolla
Zenzero
Birra
Kummel Carvi
Olio extra vergine di oliva
Sale
Pepe


Lavare abbondamente i cavolini, tagliarli a fettine. Far scaldare in padella l'olio con un po' d'acqua, la cipolla e lo zenzero tagliati finemente, aggiungere i cavolini, salare e far appassire leggermente, aggiungere un filo di birra e poi eventualmente aggiungere altra birra, i cavolini risulteranno morbidi ma non molli e non si sentirà l'amarognolo. 

mercoledì 7 gennaio 2015

Cavolini di Bruxelles al forno

Mi è capitato un'infinità di volte di aver visto i cavolini di Bruxelles, aver avuto la tentazione di assaggiarli senza però sapere in che modo cucinarli fino a che non ho deciso di provare in qualche modo. Il Belgio e la birra sono due cose che ben si abbinano e probabilmente nelle cucine fiamminghe è più facile trovare della birra avanzata che del vino per cucinare, quindi il primo tentativo è stato con la birra. Tentativo riuscito a metà, perché permane comunque un retrogusto amarognolo che può anche non piacere.

Cavolini di Bruxelles
Birra bionda
Sale
Noce moscata
Kummer carvi
Timo
Sale
Cipollina

Lavare con attenzione i cavolini, lasciandoli a mollo in acqua e bicarbonato per qualche minuto e poi sciacquandoli bene, praticare dei taglietti nel gambo, posizionarli in una teglia insieme alla cipollina intera e ricoprire con la birra e le spezie. Infornare in forno molto caldo, 230° C per circa 35', girandoli di tando in tanto e sentire con la forchetta quando sono morbidi.


martedì 6 gennaio 2015

Crocchette di miglio al forno

Le crocchette di miglio sono perfette per un secondo alternativo alla carne e sono relativamente semplici da preparare, quello che è importante scegliere con attenzione è la verdura da associare al composto, deve essere morbida e aver mantenuto un po' del liquido di cottura se cotta in padella, o deve essere scolata ma non strizzata se viene lessata.

Miglio
Verdure a piacimento
Erbe aromatiche
Sale
Acqua
Uova
Farina
Pangrattato


Lessare il miglio in abbondante acqua salata, scolarlo, lasciarlo raffreddare per qualche minuto, poi passarlo nel mixer. Se si utilizza della verdura lessata, quali spinaci, bieta, cicoria, condirla e poi triturare nel mixer anche la verdura ma non completamente, aggiungendola nel mixer quasi alla fine, insieme all'uovo. Comporre con le mani una palla, considerando che il composto non sarà particolarmente sodo, più della consistenza di una pastella ben ferma che degli gnocchi di patate, passare la palla nel pangrattato grattugiato grossolanamente, posizionare in una teglia con carta forno oppure cosparsa di olio extra vergine di oliva e infornare per circa 20' a temperatura abbastanza alta, 220° C.

lunedì 5 gennaio 2015

Cinghiale in padella

Il cinghiale non è difficilissimo da cucinare, richiede tempo e si deve un po' comprendere quello che la carne richiede. Ho iniziato a prepararlo dopo una vacanza nella Maremma Toscana, non lo mangio ma è sempre un ottimo piatto nelle cene tra amici che amano la cucina dai sapori forti. Il cinghiale ha una caratteristica: è selvatico, e anche se è di allevamento l'odore e il sapore debbono essere ammansiti con un buon ammollo in latte o vino, erbe e spezie.

Polpa di cinghiale
Vino rosso, preferibilmente Chianti o Montepulciano
Ginepro
Rosmarino
Aglio
Sale
Peperoncino
Pepe
Alloro
Timo
Salvia
Olio extra vergine di oliva
Acqua


Lasciare in ammollo il cinghiale ancora congelato (la polpa di cinghiale deve essere congelata per l'abbattimento dei germi) con le erbe aromatiche, le spezie, il vino e l'acqua quasi a coprire (circa 3/5 vino, 2/5 di acqua, dipende dalla corposità del vino) per almeno una notte intera, se non un giorno e due notti. Scolare facendo attenzione a non buttare il liquido di ammollo, sciacquare la polpa sotto l'acqua corrente e metterla in una padella capiente e antiaderente, fredda, senza olio né sale. Lasciar cuocere a fuoco medio fino a che non ha esaurito la sua acqua naturale, a quel punto aggiungere il liquido di ammollo, olio, sale, pepe, peperoncino (pochissimo), aglio, far bollire, poi abbassare la fiamma al minimo e far cuocere per almeno 4 ore. Se si dovesse asciugare completamente il liquido e lo spezzatino non fosse ancora pronto, aggiungere acqua e vino in proporzione variabile in base al livello di cottura, se deve cuocere ancora almeno un'ora metà vino e metà acqua, se si toglie dal fuoco dopo 10'-15' minuti, un bicchiere d'acqua e un dito di vino.