mercoledì 7 settembre 2016

Tempeh piccantino con pomodori e origano


Vi sono luoghi che rimangono nella memoria per qualche motivo particolare, luoghi in cui si è cresciuti e poi vi sono posti in cui non si è mai stati prima e ci si sente quasi a casa. È rarissimo che accada di sentirsi completamente a proprio agio in un luogo estraneo o nuovo eppure vi sono taluni luoghi che sembrano avere memoria di noi. È difficile spiegarlo, è complicatissimo esprimere a parole il sentimento di profondo e assoluto rilassamento quando ci si sente a casa in un luogo in cui non si era mai stati prima di quel momento. Sembra quasi che finalmente, per qualche istante di cui non si conosce la durata temporale, si possa smettere di difendersi per godere in santa pace la libertà. Attimi, istanti in cui tutto sembra avere improvvisamente senso, tutto sembra essere perfettamente a posto e le preoccupazioni quotidiane sembrano rilassarsi anche loro, per qualche istante di perfetta armonia. Bisogna imparare a godere appieno e completamente di quegli istanti, di quei momenti e poi riprendere la propria strada pensando che forse in qualunque luogo c'è un posto, un istante, in cui si possono mollare le difese e librarsi liberamente nella bellezza della vita.
Questa ricetta è ispirata alla bellezza di un abbraccio assoluto.


Tempeh da agricoltura biologica italiana
Olio extravergine di oliva
Origano siciliano
Paprika dolce
Sesamo
Sale
Salsa di soia
Pomodori dell'orto
Noce moscata
Pepe nero



Tagliare il tempeh in fette di circa 8mm, metterlo a bagno nella salsa di soia. Lavare e tagliare i pomodori a fette, disporli in una padella oliata, salare e mettere sul fornello, cuocere a fuoco vivace, aggiungere l'origano, dunque il tempeh, poi la paprika dolce e una spolverata di pepe nero appena macinato e di noce moscata grattugiata all'istante, infine spolverare con sesamo biologico.

martedì 6 settembre 2016

Filetti di sgombri con friggitelli e pomodori



Il rispetto per l'ambiente si può apprendere anche se non si ha una particolare sensibilità per tutto ciò che è natura, verde e non si riesce ad entrare in empatia con l'universo. Non è necessario essere biologi marini per capire che fare il bagno in un mare inquinato e pieno di buste di plastica non è auspicabile né per noi né per le generazioni future, e non bisogna essere scienziati per comprendere che respirare un'aria densa di smog e inquinamento è dannoso per la salute.
Se queste cose sono semplici da comprendere dovrebbe essere altrettanto facile modificare lievissimamente talune abitudini per vivere meglio in un ambiente più gradevole. Una di questi semplici gesti che si possono fare è quello di non buttare nel lavandino l'olio delle conserve o delle fritture, bensì riporlo in un recipiente e buttarlo poi negli appositi secchi che dovrebbero essere messi a disposizione dalle amministrazioni locali.
Le azioni di civiltà e la responsabilità data dal senso civico sono e debbono essere sempre frutto di un dialogo tra società, società civile, amministrazioni e politici che sappiano fare il proprio mestiere onestamente, se si vuole creare sviluppo sostenibile.
Questa ricetta è ispirata all'importanza di buone amministrazioni per creare sviluppo sostenibile.


Filetti di sgombro sott'olio
Friggitelli
Pomodori
Olio extravergine di oliva
Sale



In una padella far scaldare l'olio lievemente, poi porvi i friggitelli precedentemente lavati e privati di semi e picciolo, salare lievemente e far cuocere una dozzina di minuti a fuoco vivace dunque andante e poi forte coprendo con un coperchio, se necessario. Aggiungere poi gli sgombri scolati dall'olio in eccesso, indi qualche pomodoro tagliato a dadotti per qualche minuto.  

lunedì 5 settembre 2016

Pasta di grano saraceno con pomodori e origano

Quest'anno ricorre il cinquantenario della fondazione del World Wildlife Fund meglio noto come WWF e conosciuto un po' ovunque per il simpatico simbolo che rappresenta un panda stilizzato con gli occhi un po' tristi ma fieri. Il Fund è una organizzazione nata da un'idea all'epoca un po' bizzarra e che col tempo è diventata quasi istituzionale, conosciuta da moltissime persone e riconducibile ad una generale sensibilità nei confronti della natura selvaggia. L'idea iniziale era quella di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di proteggere animali in via d'estinzione per opera dell'uomo, essere fondamentalmente incapace di vivere in armonia con l'universo, generalmente parlando, con qualche rara, significativa eccezione. In cinquant'anni molte cose sono cambiate e considerare importante una battaglia per preservare specie di animali che evocano immaginari fantastici e avventure rocambolesche è ormai abbastanza normale, eppure sembra tanto complicato comprendere che la protezione, tutela e preservazione dell'ambiente non è qualcosa di esterno a noi, non è qualcosa di cui possiamo fare a meno, è piuttosto qualcosa che implica azioni concrete che modifichino anche minimamente abitudini nuove e già sbagliate. Sprecare, consumare è un'abitudine recente, prendere aerei per andare a fare shopping, usare quantità industriali di plastica è qualcosa a cui ci si è abituati velocemente e altrettanto velocemente si dovrebbe apprendere a non fare male a noi stessi e all'ambiente in cui viviamo.
Questa ricetta, in cui gli ingredienti della tradizione trovano una collocazione innovativa, è ispirata alla necessità di rispetto per l'ambiente ed è un augurio di buon compleanno al WWF.


Pasta Felicia di grano saraceno
Pomodori
Origano siciliano
Olio extravergine di oliva
Sale iodato
Acqua



Lavare e tagliare i pomodori a fette spesse circa due cm., adagiarli in una padella abbondantemente ma non eccessivamente oliata, salare, aggiungere origano dunque porre su fuoco vivace con brio e girare un paio di volte fino a farli ammorbidire senza ammollare. Nel frattempo lessare la pasta in abbondante acqua salata, passarla sotto l'acqua fredda e poi ripassarla in padella con i pomodori.  

domenica 4 settembre 2016

Pasta Libera con spadellata ortolana




Una ragazzina che legge un libro scatena reazioni inspiegabilmente violente, spaventa terroristi, terrorizza fondamentalisti, disarma preti di tutte le religioni, scatena ire funeste di dittatori, attira su di sé le maledizioni di bigotti di qualunque angolo del Pianeta, incute timore tra i vertici delle organizzazioni criminali organizzate. Perché tanta furia? Verrebbe da chiedersi oppure perché tanto accanimento? Cosa sta facendo quella ragazzina di così inaccettabile? Sta leggendo, sta studiando e quindi sta scardinando l'oppressione. Aprendo la copertina di un libro, sfogliando le pagine, leggendo le parole ella crea libertà, è libera.
La libertà, però, non è un elemento particolarmente gradito a chi non ne capisce le potenzialità e soprattutto a chi è talmente poco potente da dover ricorrere al timor panico per imporre la propria presenza e le proprie convinzioni. Non che spiegare la bontà di una tesi per quanto giusta sia semplice, assolutamente no, però non è con la coercizione che si ottengono i risultati sperati se quello che si sta facendo è il bene della comunità di persone che si governa per motivi istituzionali o di altra natura.
Una bambina che legge è un simbolo potente, significa tante cose, libertà, libero pensiero, fantasia, immaginazione, cultura. Tutte parole che agli oppressori di ogni epoca e luogo suonano minacciose. Un terrorista armato fino ai denti può far ben poco contro una bambina che legge. Se le torce un capello rischia l'odio da parte della gente e quindi perde non soltanto la battaglia ma la guerra intera, se le impedisce di leggere rischia maggior interesse. C'è poco, pochissimo da fare contro una bambina che legge, non è un nemico che spara, non è un nemico contro cui battersi valorosamente, eppure al solo guardarla il terrorista sa che lei è pericolosa per la sua stessa esistenza, o meglio per l'esistenza del ruolo di cattivo che suo malgrado interpreta.
Le organizzazioni criminali organizzate sono molto attente a tenere la popolazione nell'ignoranza perché inferiore è il livello di istruzione e conoscenza, minori sono gli strumenti delle persone per creare sviluppo sostenibile e quindi libertà.
Questa ricetta, con la pasta prodotta da aziende liberate dall'oppressione malavitosa, è ispirata alla libertà da qualunque oppressione e a tutte le bambine che leggono.


Cipolla
Pomodorini
Zucchine
Melanzane
Origano siciliano
Olio extravergine di oliva
Sale iodato
Acqua
Pasta Libera



Lavare bene le verdure, tagliare le zucchine julienne, le melanzane a cubetti molto piccoli, inferiori al cm, e i pomodorini in quattro, scaldare l'olio con un trito di pochissima cipolla, aggiungere zucchine e melanzane, salare condire con l'origano e far cuocere a fuoco vivace, quasi a fine cottura aggiungere i pomodori salati. A parte lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e ripassarla in padella con il condimento. A piacere aggiungere ricotta fresca al forno oppure scamorza affumicata o granella di anacardi.

sabato 3 settembre 2016

Peperoni ajo e ojo


La semplicità è alla base dell'eleganza anche se spessissimo tale 'semplicità' tanto semplice non è, a ben guardare. Un vestito di seta di un notissimo stilista italiano può somigliare ad una sottoveste eppure non lo è, la differenza è nel taglio, nel disegno, nella stoffa, nell'artigianalità, nei gesti sapienti che distillano millenni di conoscenze artistiche e sartoriali e in tutto l'universo di lavoro e di senso che agisce intorno ad un semplicissimo vestito.
Questa ricetta, semplice e buona, è ispirata alle meravigliose capacità artigiane e alla conoscenza profonda di antichi e innovativi mestieri.


Aglio
Olio extravergine di oliva
Peperoncino
Origano siciliano



In una padella scaldare l'olio con l'aglio e il peperoncino facendo attenzione a non far bruciare l'aglio, togliere aglio e peperoncino e aggiungere i peperoni lavati e tagliati a listerelle sottili, aggiungere quindi l'origano e cuocere a fuoco lievemente vivace.  

venerdì 2 settembre 2016

Insalata di riso con pomodori e feta greca


Keep calm and... è uno di quegli slogan che spopolano da qualche anno su magliette, gadget, cartelle e articoli di cartoleria. La traduzione in italiano è 'mantieni la calma', 'stai calmo'. A parte il fatto che è quasi universalmente acclarato che quando si dice ad una persona su di giri di calmarsi il risultato più prevedibile che si ottiene è l'effetto uguale e contrario, cosa che farebbe inevitabilmente pensare che le magliette in questione siano un incitamento ad incavolarsi oltremodo. In poche parole, indossare una maglietta con scritto 'Keep calm and....' potrebbe essere considerata un'incitazione a delinquere, anzi, portando alle estreme conseguenze il nervosismo, il caldo che generalmente prelude allo sfoggio di tali magliette, nonché il messaggio che potrebbe essere riconducibile ad una sospetta attività di sobillazione degli animi al fine di creare un indistinto sentimento di rabbia e ottundimento delle capacità di generare pace, amore, armonia, arte e felicità dovuta per l'appunto all'incitazione a 'mantenere la calma', il romanesco 'bboni, state bbboni', si dovrebbe, per garantire la sicurezza dello stato, arrestare preventivamente tutti i sobillatori che, indossando tali gadget potrebbero essere potenziali ispiratori di azioni volte a turbare l'ordine costituito e l'ordine pubblico andando a costituire una evidente e palese minaccia per la sicurezza nazionale ed internazionale.
L'esempio è volutamente assurdo, volutamente inattuabile e volutamente inaccettabile eppure, a ben guardare, sono tantissime le persone che, se non per aver indossato una maglietta con l'incitazione a star calmi ma poco ci manca, vengono tacciate di comportamenti non consoni alla convivenza civile in nome di un'idea di sicurezza balzana quanto pericolosa.
L'incitazione a delinquere esiste ma esiste anche e soprattutto la responsabilità individuale e sociale negli atti che ciascun individuo in libertà di coscienza compie.
La libertà presuppone il rispetto profondo delle persone e questa ricetta, in cui il sapore intenso della Feta D.O.P. proveniente dalla culla della democrazia occidentale, la Grecia, si unisce, esaltando e non soffocando il carattere di ciascun elemento, alla delicata dolcezza dei pomodori appena raccolti è ispirata alla semplice bellezza che la libertà crea.


Riso parboiled
Pomodori
Olio extravergine di oliva
Sale
Feta greca
Acqua


Mettere l'olio in una padella e, a freddo, aggiungere i pomodori tagliati a fette spesse. Salare e mettere sul fuoco vivace per qualche minuto, girandoli di quando in quando. Nel frattempo lessare il riso in abbondante acqua salata, scolarlo e passarlo sotto l'acqua fredda. Quindi condire con i pomodori, aggiungere la feta lavorata con le mani e girare bene.