lunedì 21 agosto 2017

Insalata di riso con tomino filante

Insalata di riso con tomino filante

La settimana di Ferragosto è finita, cominciano i rientri dalle vacanze, le autostrade si ingorgano di traffico e le località turistiche riprendono un aspetto quasi normale. Chi lavora nel settore turistico riesce a tirare un sospiro e si prepara ad accogliere chi preferisce, per scelta o per necessità, rinfrancarsi per la pausa estiva durante gli ultimi giorni di agosto o a settembre, quando i luoghi preferite per le ferie estive cominciano a tornare ad una qualche forma di normalità dopo la pacifica e ben accolta ‘invasione’ ferragostana.

Questa ricetta, in cui si uniscono i freschi sapori dell’estate meridionale ai morbidi sapori del Nord, è ispirata a quei momenti in cui la quotidianità sembra svolgersi in un raro equilibrio tra eccezionalità e normalità. 

Riso basmati
Sale integrale siciliano
Tomino
Zucchine romanesche
Olio extravergine di oliva
Acqua


Lessare il riso in abbondante acqua bollente salata, scolarlo, passarlo sotto l’acqua fredda. A parte lavare le zucchine, tagliarle a dadini, far scaldare l’olio in una padella, versarvi le zucchine, far cuocere a fuoco medio, vivace ma non troppo. Condire il riso basmati lesso con le zucchine, nel microonde scaldare per qualche secondo il tomino, porlo al centro del piatto di riso così che quando lo si romperà con la forchetta l’interno cremoso possa comodamente spargersi sul riso. 

domenica 20 agosto 2017

Tomino con uva bianca

Tomino con uva bianca

La felicità a volte è composta da piccole cose, un gesto, un sorriso, una parola gentile. Azioni quotidiane semplici possono talvolta essere la base per un cambiamento radicale della società nel suo complesso, iniziando dalla base delle società, l’individuo nel suo nucleo familiare, amicale e relazionale.
Questa ricetta, semplicissima e gustosa, è ispirata all’importanza di quei gesti che rendono unica una giornata.

Tomino
Uva bianca


Lavare l’uva, tagliare a metà gli acini, togliere i semini, scaldare il tomino nel microonde per qualche secondo, coprire con gli acini d’uva e gustare. 

sabato 19 agosto 2017

Tricolore di tomino con insalata di pomodori

Tricolore di tomino con insalata di pomodori

Quando Garibaldi unì l’Italia comandando un gruppetto di idealisti e disperati, con l’opposizione di alti funzionari e regnanti da strapazzo e con l’appoggio della popolazione, si accorse che il Sud aveva enormi problemi di diseguaglianza sociale e che il governo torinese non aveva punto intenzione di prendere in considerazione la questione nella sua essenza. Da generale pressoché mai vinto con una intelligenza rara e una altrettanto rara capacità di empatia con la popolazione comprese che il suo ruolo non si sarebbe dovuto limitare alla guerriglia guerreggiata ma avrebbe dovuto esprimersi anche in forma istituzionale e, è facile immaginare con quale pena per un uomo dedito alla libertà e alle avventure, in qualità di parlamentare. Chiarì subito le sue idee e la sua funzione, quella di difendere per l’ennesima volta gli oppressi, presentandosi in parlamento, dopo essere stato eletto a Napoli, col suo poncho. L’usciere provò con scarsissimi risultati ad impedirgli il passo per ragioni di etichetta ma le sue parole rimangono agli atti, scolpite con la forza della libertà.
Questa ricetta, un tricolore che unisce la tradizione casearia piemontese ai sapori e colori del Sud, è ispirata all’importanza della libertà.

Pomodori freschi
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Timo fresco
Tomino

Lavare e tagliare a dadini i pomodori, condirli con sale, olio e timo fresco ben lavato. Scaldare il tomino nel microonde per qualche secondo, mettere al centro del piatto con i pomodori intorno. 

venerdì 18 agosto 2017

Tomino con pesto di zucchine, ricetta di Nonna Lucilla

Tomino con pesto di zucchine, ricetta di Nonna Lucilla

Nel momento in cui i genitori diventano nonni sembra che tutte le barriere morali, educative e sociali che avevano impedito di viziare sfacciatamente i pargoli cadano improvvisamente senza lasciare traccia alcuna nella memoria. Senza alcuna remora i nonni si beano per sorrisi e strilletti, guardano con adorazione i piccoletti di casa e sembra che comincino a pianificare nelle loro menti tutto quello che potranno far fare ai nipoti e che non hanno potuto far fare ai figli per le sopracitate barriere. Sembra quasi che si arrovellino per capire come poter dire quei ‘sì’ che i genitori talvolta, per ragioni educative e con grandi sforzi, debbono trasformare in ‘no’. Così come si impara ad essere genitori si apprende il difficilissimo e meraviglioso ruolo di nonni e ognuno lo crea un po’ a suo modo, con le modalità che preferisce, seppure alcune caratteristiche sembrerebbero comuni alla stragrande maggioranza.
Questa ricetta, creata da Mamma Lucilla, da qualche settimana Nonna Lucilla, è ispirata alla gioia infinita del diventare nonni.

Tomino
Zucchine freschissime romanesche piccoline
Menta fresca
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano


Lavare le zucchine e tagliarle a pezzettini minuscoli senza tritarle nel mixer, condirle con sale, olio e menta fresca, lasciar riposare. Scaldare il tomino nel microonde per qualche secondo, coprire con il pesto di zucchine e servire 

giovedì 17 agosto 2017

Pici con crema di Philadelphia al tartufo, ricetta di Claudio

Pici con crema di Philadelphia al tartufo, ricetta di Papà Claudio

La settimana di ferragosto è solitamente il punto di massima affluenza turistica nei luoghi di villeggiatura, i non-luoghi porti, aeroporti e stazioni vengono riempiti da un vociare allegro e caciarone, da un disordine che talvolta sfocia in un caos più o meno festoso, sulle autostrade si riversano automobili piene di qualunque ammennicolo assolutamente necessario alle vacanze, che ovviamente non verrà neanche tirato fuori dal portabagagli, e le grandi città sembrano sospese in un tempo senza traffico con saracinesche spesso chiuse e qualche punto di ristoro coraggiosamente in attività. Un’occasione unica per visitare monumenti e camminare tra strade e stradine normalmente affollate, riscoprire angoli ameni e innamorarsi sempre più delle bellezze italiane.

Questa ricetta, ideata da Claudio, da qualche settimana Papà Claudio, è ispirata al piacere di fare i turisti nella propria città di quando in quando. 

Pici
Acqua
Sale di rocca
Philadelphia al tartufo
Latte


Far bollire l’acqua, salarla, versarvi i pici. Nel frattempo coprire il fondo di una padella, abbastanza capiente per ripassarvi i pici, con il latte, far arrivare a bollore, quindi sciogliere il philadelphia, far amalgamare e quindi spegnere. Quando i pici sono cotti, scolarli lasciando da parte l’acqua di cottura e ripassarli in padella. Aggiungere acqua di cottura se necessario. 

mercoledì 16 agosto 2017

Conserva di pomodoro con odori di montagna mediterranea per cucinati

Conserva di pomodoro con odori di montagna mediterranea per cucinati

In qualunque paesino italiano che non sia un semplice quartiere dormitorio di una grande città la domanda ‘de chi si fijo?’, intendendo con questa espressione dialettale la parentela in senso più che ampio che potrebbe trovare ramificazioni fin nella notte dei tempi, è un modo come un altro per decidere se l’interlocutore meriti o meno attenzione e se vi sia una qualche forma di collegamento territoriale.
Una volta stabilito che effettivamente c’è una qualche parentela con gli oriundi, si cerca di rimestare nella memoria di narrazioni farcite di soprannomi, storielle più o meno inventate, odori e suoni di remote e talvolta remotissime infanzie, per avere un’idea della persona e per decidere se sia o meno il caso di offrire un caffè, un dolcetto o semplicemente del tempo per chiacchierare e conoscersi meglio, ma soprattutto per definire l’eventuale livello di identità locale e di possibile ‘appartenenza’ alla storia, alla memoria del paesino e delle terre che lo circondano.
Una volta stabilito con un buon margine di esattezza alberi genealogici di cui talvolta gli stessi interpellati non hanno conoscenza e fatti i dovuti paragoni nel modo di parlare o di apparire così da individuare il lontano o lontanissimo parente cui si dovrebbe o potrebbe somigliare ecco che si scatenano i paragoni e comincia la conversazione.
In un Paese con una tale cultura è quasi ovvio che viga il diritto di consanguineità per quanto concerne la cittadinanza legale e la proposta di un diritto di cittadinanza collegato al luogo di nascita e residenza è questione complessa che, infatti, sta incontrando molte difficoltà nel cammino normativo.
L’essere considerati cittadini di uno Stato perché un certificato dimostra che si è nati in quel luogo, che si sono frequentate le scuole in quel luogo, perché si parla quella lingua e si conoscono le usanze presuppone la percezione popolare dello Stato di diritto ovvero che il senso di appartenenza ad una Nazione dipenda in primo luogo dalla cittadinanza attiva, dalla partecipazione alla vita civile e dunque vuol dire dar credito alle istituzioni che rappresentano lo Stato quali enti preposti alla definizione dell’esistente e della narrazione dell’esistente.
Se nella cultura popolare italiana si potrebbe eventualmente accettare che un atto scritto possa certificare qualcosa, il senso di appartenenza, la cittadinanza attiva è considerata ancor oggi qualcosa che afferisce alla sfera della narrazione condivisa, finanche del pettegolezzo ma soprattutto di quei legami familiari che costituiscono la Nazione.
Ovviamente il discorso cambierebbe alquanto se lo Stato fosse più presente sui territori non quale entità di cui diffidare bensì quale elemento fondamentale per stare bene insieme, per condividere i momenti importanti del paese, della comunità di riferimento, ecc. A questi aspetti, però, solitamente pensano le chiese, di qualunque confessione con una predilezione per quella cattolica e, se è possibile trovare un campanile in ogni paesino, non è altrettanto facile trovare un luogo in cui lo Stato esprima la propria essenza partecipativa, senza contare il disamore profondo della cittadinanza nei confronti della Politica, che troppo spesso in Italia è politichetta da corrotti e corruttori.
Questa ricetta, che unisce tradizioni territoriali differenti, è ispirata alla bellezza della partecipazione.

Pomodori ben maturati sulla pianta
Sale di roccia siciliano
Olio extravergine di oliva
Rosmarino fresco
Ginepro bacche
Timo fresco


Lavare bene i pomodori, tagliarli a pezzettoni, porli nella pentola d’acciaio con olio e sale. Lavare gli odori, metterli nell’insaporitore Ipac I genietti, chiuderlo bene, mettere nella pentola. Far bollire, togliere l’insaporitore e metterlo da parte, passare i pomodori col passaverdure, far ribollire il sugo, rimettendo dentro la pentola l’insaporitore, fino a che il sughetto sarà abbastanza denso. Versarlo nei barattoli molto ben puliti, lavati nella lavastoviglie ad alte temperature oppure bolliti, chiudere, porre in una pentola coperti d’acqua, dal momento in cui l’acqua bolle vivacemente far bollire per almeno 40’. Far intiepidire, quindi porre i barattoli a testa in giù per ulteriore controllo di chiusura. Riporre in dispensa. 

martedì 15 agosto 2017

Pizza ortolana con Castelmagno

Pizza ortolana con Castelmagno

Ferragosto è un’antichissima festa celebrata dai tempi più antichi che venne poi riunita nelle Ferie d’Augusto istituite nel 18 a.C. e dunque spostata di quindici giorni dal cattolicesimo per farla coincidere con la nota festività mariana dell’Assunta.
In tutta Italia è una tradizione che ha resistito per millenni e che continua ad essere un momento di gioiosi festeggiamenti.
Questa ricetta è ispirata alla bellezza di festeggiare insieme e all’abitudine di ammantare le festività civili e popolari di un significato religioso

Zucchine
Melanzane
Olio extravergine di oliva
Aglio
Prezzemolo
Sale integrale siciliano
Castelmagno stagionato
Farina
Acqua
Lievito di birra
Mozzarella fior di latte


Lavare gli ortaggi, grigliarli su una piastra cosparsa di sale, mettere a riposare le zucchine in olio, aglio e prezzemolo e le melanzane in olio. Impastare la farina con l’acqua e il lievito, porre in un recipiente e lasciar lievitare a lungo. Stendere la sfoglia, porla su una teglia con cartaforno, cospargere di fiordilatte spezzettato a mano o passato col passaverdure e le melanzane spezzettate. Infornare in forno ben caldo a 220°C o 230°C per il tempo necessario, a cottura quasi ultimata, aggiungere le zucchine spezzettate, togliendo aglio e prezzemolo, quindi tirare fuori dal forno e aggiungere subito Castelmagno ben stagionato sbriciolato a mano.