sabato 7 maggio 2016

Cicoria piccantissima


Coltivare i peperoncini è un'arte antichissima, il loro utilizzo pare risalga agli albori delle civiltà Sud-Americane e da qualche anno anche in Italia stanno cominciando ad affermarsi esperti in peperoncini, che sanno maneggiare anche i peperoncini più piccanti. Non sempre, però, il grado di piccantezza di una pietanza è determinato dal grado di piccantezza del peperoncino. Se è vero che talune qualità possono essere maneggiate soltanto con guanti e mascherine, è altrettanto vero che alcuni accorgimenti possono rendere focosi anche piatti preparati con peperoncini che si trovano comunemente in dispensa.


Peperoncini
Passata di pomodoro
Cicoria
Aglio
Olio extravergine di oliva
Sale


Tagliare a fettine finissime l'aglio e spezzettare due o tre peperoncini piccoli, un po' di più di quello che servirebbe normalmente per un sugo piccantino, far soffriggere l'aglio e aggiungere i peperoncini quasi quando si sta per aggiungere la cicoria, lavata e tagliata a pezzettini, non scolata. Far cuocere nell'acqua di cottura e aggiungere, all'occorrenza, acqua bollita e salata con foglie di cicoria. Cuocere a fuoco medio, un po' oltre metà cottura aggiungere la passata e un po' d'acqua, salare lievemente e far cuocere. Se fosse troppo piccante aggiungere latte. Perfetta per un contorno con fettone di pane sciapo oppure per condire il cous-cous.

venerdì 6 maggio 2016

Risotto cicoria, stracchino e uva ursina


Questa ricetta è la rielaborazione di un risotto preparato da Mamma Lucilla, particolarmente gustoso e leggero. La versione originale era praticamente vegana, non prevedendo lo stracchino o altri formaggi, questa è invece perfetta anche per i lacto-vegetariani che non mangiano il formaggio cagliato con caglio animale. L'uva ursina ammorbidisce l'amarognolo tipico della cicoria creando un insieme armonico e gradevole.


Cicoria fresca
Sale
Olio extravergine di oliva
Cipollina ramata
Stracchino
Uva ursina
Acqua
Birra


Fare un soffritto leggero con acqua e olio, brillare il riso, aggiungere la cicoria lavata e tagliuzzata a pezzettini, non scolata, salare e far amalgamare. Quando la cicoria avrà finito la sua acqua di cottura, sfumare con la birra e continuare a girare. Nel frattempo far bollire una pentola d'acqua con qualche foglia di cicoria, leggermente salata a parte. Quando il liquido si è asciugato, aggiungere un mestolo o due di acqua con le foglie bollite di cicoria, continuare a girare e aggiungere acqua bollita con le foglie di cicoria fino a cottura del riso. Quando è asciutto, aggiungere lo stracchino e girare bene così da creare un risotto ben cremoso.

giovedì 5 maggio 2016

Fettuccine con crema di limone, uva ursina e semi di finocchiella selvatica


Si discute molto se lasciare aperti i supermercati e i centri commerciali nei giorni festivi oppure no. Taluni affermano che durante le festività si recano nei negozi perché durante gli altri giorni non trovano il tempo di farlo, altri affermano che l'Italia è un Paese europeo e dunque deve essere al passo coi tempi e avere negozi aperti h24 7/7. I lavoratori generalmente chiedono maggiori tutele e diritti anche perché spesso accade che le categorie più svantaggiate, quali, ad esempio, le madri o i padri monoreddito, siano costrette con il suadente inganno della convenienza a sobbarcarsi turni lavorativi in giorni che gradirebbero alquanto trascorrere in famiglia o con gli amici o semplicemente a casa stravaccati sul divano a leggere un libro. I consumatori insorgono affermando il loro diritto a consumare e acquistare, nell'era di Internet, a qualunque ora e in qualunque giorno. A parte le considerazioni che riguardano il buon senso, quali ad esempio che consumare a qualunque ora non è un diritto, che non è necessario comperare merci anche durante i giorni di festa e che in gran parte dei Paesi europei i supermercati chiudono nei giorni di festa, basterebbe organizzarsi, c'è un pensiero che viene spontaneo a chiunque abbia una minima dimestichezza con la cucina e soprattutto con la cucina italiana. Se il frigo è vuoto, il freezer è vuoto, ci sarà sempre un modo per mettere qualcosa in tavola. A parte, ovviamente, che non sia vuota anche la dispensa, ma ciò accade soltanto a chi cucina rarissimamente e quindi non utilizza generi a lunga conservazione, quali riso, farina, pasta, zucchero, lievito, spezie, etc.
Questa ricetta è stata ispirata proprio da un frigo e un freezer vuoti e dalla mancanza di voglia di uscire a far la spesa anziché andare a godersi la giornata.


Uova
Farina sabina
Limone
Uva ursina
Semi di finocchiella selvatica
Latte di farro
Burro
Sale
Acqua


Impastare uova e farina, stendere la pasta e fare le fettuccine. A parte preparare una salsa, con lo stesso procedimento della besciamella, con burro e farina, quando si sono amalgamati aggiungere il succo di mezzo limone, e pian piano il latte di farro, un trito di uva ursina e i semi di finocchiella selvatica, salare lievemente. Lessare le fettuccine in abbondante acqua salata e condire con la salsina lenta. Eventualmente, spolverare con una granella di pistacchio e pochissime listerelle di mandorle amare tostate, oppure Pecorino romanesco grattugiato.

mercoledì 4 maggio 2016

Ziti arrotolati con uva ursina, limone, semi di finocchiella selvatica e cacao crudo

Una ricetta rapida e gustosa per la tradizionale spaghettata di mezzanotte in cui i sapori dolci della Sicilia si uniscono alla forte asperità dell'olio di Calabria con una variante che include il cacao crudo, puro e semplice.


Ziti arrotolati Voiello
Acqua
Sale
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Olio extravergine di oliva del Castello, Le Farnie
Semi di finocchiella selvatica siciliana
Uva ursina
Sesamo
Cacao crudo
Scorza di limone grattugiato
Pepe nero
Limone


Scaldare l'olio Sabina o Lucretili con i semi di finocchiella selvatica, il sesamo, la scorza di limone grattugiata, il cacao crudo e l'uva ursina giusto per far insaporire. A parte bollire la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e ripassarla in padella con l'olio condito. Aggiungere quindi una spolverata di pepe nero appena macinato, un po' di succo di limone non trattato e un filo di olio calabrese Frantoio del Castello.

martedì 3 maggio 2016

Panfocaccia con patate e origano



Per festeggiare il compleanno di Lindsay Kemp, poliedrico artista di grandissima ispirazione e talento creativo, la più semplice variazione della focaccia bianca col rosmarino e le patate, di ispirazione eoliana, dove una simpaticissima fornaia sforna pane e pizze a pochissimi metri dalla splendida spiaggia di Canneto.

Sognando le Eolie più che la California...


Farina sabina
Sale grigio di Bretagna
Origano siciliano
Patate nostrane
Olio extravergine di oliva
Acqua
Lievito di birra


Impastare acqua, farina e lievito di birra sciolto in acqua tiepida. Lasciar lievitare a lungo poi lavorare un impasto di circa 2,5cm mettere nella teglia, cospargere di patate tagliate piccoline, salare, spruzzare con l'olio e l'origano. Infornare in forno già caldo a 200°C-220°C per una mezzora circa.


lunedì 2 maggio 2016

Panpitta con cumino


Il panpitta è un pane non lievitato che trae ispirazione dalla cucina indiana e da quella ebraica. In questa versione ha il cumino, non quello utilizzato per il goulash, quello tipico della cucina indiana, e non c'è l'olio che caratterizza invece il pane azzimo.


Farina sabina
Sale
Cumino
Acqua


Impastare decisamente gli ingredienti fino ad ottenere un composto morbido e leggermente elastico, lasciarlo riposare qualche ora in un recipiente coperto con della carta pellicola e una coperta dopo aver tagliuzzato la superficie in modo da lasciar respirare l'impasto. Impastare di nuovo, lasciar riposare qualche minuto e poi stendere, se ci si riesce senza l'uso del matterello altrimenti con il matterello, in dischi di circa 2 millimetri. L'ideale sarebbe avere un forno di coccio, oppure si può optare per una padella antiaderente. Servire con salsine per un antipasto sfizioso o come pane.

domenica 1 maggio 2016

Pandolce con marmellata di mandarini e cacao crudo


Il primo maggio è tempo di scampagnate, grigliate con gli amici e relax ma, a parte la bellezza di festeggiare il primo giorno di maggio, sarebbe bene anche ricordare il motivo delle celebrazioni di questa giornata tanto importante per i lavoratori e per chiunque consideri il miglioramento delle condizioni di vita e lavorative un traguardo ancora da raggiungere. Il motivo per cui è stata istituita la giornata mondiale dei lavoratori fu la legge promulgata nell'Illinois per portare l'orario lavorativo a otto ore al giorno, cercando di arginare il fenomeno di una novella forma di schiavitù dopo la guerra civile che aveva portato all'abolizione della stessa, quella dei lavoratori costretti ad effettuare un numero illimitato di ore di lavoro. La lotta sindacale aveva cominciato dunque a dare i propri frutti e questo portò ad un fiorire di iniziative nelle Americhe e in Europa.
La nuova rivoluzione tecnologica che sta portando ad una completa ridefinizione del concetto stesso di lavoro e di diritti ad esso connessi richiederebbe, ora più che mai, una ridefinizione dell'idea di sindacato e di lotte sindacali. A dire il vero sarebbe auspicabile una vera e propria ricreazione e ricostituzione del sindacato, che cancelli in un sol colpo tutte le storture e le angherie perpetrate dai sindacati nei confronti di lavoratori e diritti civili e che, soprattutto, possa riportare in piena luce il concetto di diritti civili connessi al lavoro.
Stando a quanto espresso dalla Costituzione l'Italia “è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro”, sarebbe forse stato più bello se vi fosse stato scritto “fondato sulla libertà” ma forse erano ancora troppo vicini i tempi delle ideologie che hanno portato ai regimi totalitari per usare la parola “libertà” nelle prime parole della nascente Repubblica. Ora, se il lavoro è in continua ridefinizione, se la rivoluzione tecnologica di questo inizio di millennio ha trasformato il concetto di conoscenza al punto da essere arrivati a definire taluni mestieri quali “lavori della conoscenza”, in cui la parola indica non tanto la quantità di persone con cui si riesce a mettersi in contatto quanto la capacità di elaborare informazioni ormai disponibili pressoché a chiunque e pressoché ovunque, forse è il caso, seriamente, di ripensare e ridefinire il concetto stesso di diritti civili in relazione al lavoro.
Per cui, godendosi il meraviglioso sole di maggio, mangiando una fetta di focaccia o di dolce, qualche fava col Pecorino romanesco, un barbeque vegano e carnivoro si può sempre pensare che i diritti civili sono la migliore arma contro qualunque forma di terrore e terrorismo.
Per addolcire i pensieri cupi che potrebbero rischiare di rovinare la giornata di festa, ecco una ricetta facilissima da preparare e molto gustosa.


Farina sabina
Marmellata di mandarini Le Farnie
Cacao crudo biologico
Lievito di birra
Acqua
Zucchero di canna


Impastare acqua, farina e lievito, mettere a lievitare a lungo. Stendere la pasta allargandola con le mani con uno spessore di circa 1cm-1,5cm, deve lievemente uscire fuori dai margini, al centro porre la marmellata con il cacao crudo a pezzettini, richiudere l'impasto, spolverare con zucchero di canna e infornare in forno già caldo a 200°C-220°C per circa mezz'ora.