martedì 14 giugno 2016

Pignettelle dolci alle rose


Il proverbio recita che 'non c'è rosa senza spine' e, come tutti i proverbi, ha un fondo di intrinseca verità che esula dall'ovvietà botanica. Difficile, anche se non impossibile, trovare una pianta di rose che non cresca su un ramo dotato di spine per proteggere la profumata delicatezza del fiore che più si associa, nel linguaggio di fioristi e botanici, ai sentimenti di amore e amicizia, ma anche invidia e gelosia. Le rose, in base al loro colore, possono comunicare una gran varietà di passioni umane, di quelle persone che non esistono nella forma della perfezione assoluta, ma sono, appunto, animate da passioni a volte contrastanti, a volte semplici, limpide, altre complicate, torbide.
Questa ricetta è semplice come i gesti necessari a far fiorire una pianta, nonostante i piccoli sacrifici che potrebbe comportare.


Acqua
Farina sabina
Lievito di birra
Vino bianco
Grigliata alle rose Azienda Cerqueto
Zucchero Zefiro



Impastare la farina con la grigliata alle rose, il vino e il lievito sciolto in acqua tiepida. Porre in un recipiente, coprire con la pellicola e con una coperta e far lievitare. Creare piccole pagnotelle a forma di pigna, porle nella carta forno e dunque in teglia, zuccherare la superficie.

lunedì 13 giugno 2016

Fagottelli alle rose con sciroppo d'acero


Il 13 giugno del 1935 Christo Vladimirov Yavachev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon nascono rispettivamente a Gabrovo, Bulgaria, e a Casablanca, Marocco. Si incontreranno a Parigi nel 1958 e poi andranno negli Stati Uniti, diventando forse i più popolari e famosi artisti di land-art. 
Sono conosciuti in tutto il mondo con la sigla 'Christo' o 'Chirsto e Jeanne-Claude'. Non si può dire che il nome rimanga difficile da ricordare, soprattutto nei Paesi con una forte predominanza cattolica e/o cristiana, ma neanche che i loro 'impacchettamenti' monumentali e assolutamente effimeri siano poco visibili. Una coppia di persone, di artisti, nati nello stesso giorno, con una vita complicata e forse non troppo noiosa provenienti da Paesi dell'area Euro-mediterranea che, però, muoiono in momenti diversi. Lei lo lascia nel 2009 e lui decide di salutarla dedicandole un'opera che 'tempo permettendo', come è specificato sul loro sito, dal 18 giugno al 3 luglio 'impacchetterà' il Lago di Iseo, ricreando spazi in cui sarà possibile camminare sull'acqua e raggiungere a piedi quei luoghi che lei tanto amava.
Il 'tempo permettendo' non è da sottovalutare in quanto il pittoresco lago lombardo è periodicamente spazzato da un vento fortissimo che ha una tale potenza da far rovesciare anche le automobili. Arriva d'improvviso e si ha appena il tempo di rifugiarsi in uno spazio coperto prima che il bizzoso spirito lacustre esprima le proprie perplessità sugli insediamenti umani spiegando in un baleno che la Natura può essere accondiscendente, può sopportare anche gli esseri umani con le loro smanie di distruzione ma basta un sospiro un po' più intenso per scrollarsi di dosso tutte quelle creature che si affannano quotidianamente tra i suoi spazi.
Questa ricetta è ispirata all'amore, simboleggiato dai petali di rosa, che unisce le persone oltre i limiti temporali e spaziali, unica risposta possibile per vivere insieme pacificamente, e alla forza dirompente della Natura, rappresentata dallo sciroppo d'acero, il tipico prodotto del Canada, che ha dovuto recentemente affrontare la devastazione dell'incendio di #FortMcMurray e che sta fornendo una alternativa possibile all'odio. 


Acqua
Farina sabina
Lievito di birra
Vino bianco
Grigliata alle rose Azienda Cerqueto
Sciroppo d'acero
Zucchero Zefiro


Impastare la farina con la grigliata alle rose, il vino e il lievito sciolto in acqua tiepida. Porre in un recipiente, coprire con la pellicola e con una coperta e far lievitare. Creare dischetti di circa 8 cm di diametro e 2 cm di spessore, farcirli con lo sciroppo d'acero , richiudere, porli nella carta forno e dunque in teglia, zuccherare la superficie.


domenica 12 giugno 2016

Bruschette di pane nero con Reggiano, pomodori e zucchine di Mamma Lucilla


La cucina mediterranea è costruita di piccoli piaceri che rendono speciale qualunque piatto, dal più complesso a quello più semplice. 

Mediterraneo
Fondamentalmente basata sulla genuinità e qualità degli ingredienti, mettersi a tavola nei Paesi Mediterranei è un atto di convivialità, di cultura e di piacere. I grandi filosofi greci discorrevano spesso intorno ad una tavola imbandita e non sono pochi gli esempi di grandi dissertazioni avvenute proprio davanti ad un buon bicchier di vino e ad un pasto rigenerante.

Mangiare non è soltanto qualcosa che serve a nutrirsi, a fornire al corpo il necessario sostentamento per lo svolgimento delle funzioni primarie, l'arte della cucina in Italia e nel Mediterraneo è prima di tutto un atto culturale e sociale.
Questa ricetta, semplice, genuina e gustosissima è frutto di una capacità elaborata negli anni di combinare gli elementi in modo da creare un insieme armonioso e perfetto per le serate estive.


Bruschette di pane ai cereali dell'antico forno
Parmigiano Reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Pomodori datterini
Origano siciliano
Olio extravergine di oliva
Sale
Foglia di cipollina fresca
Zucchine
Vino rosato



Lavare le zucchine, tagliarle a dadini, scaldare l'olio con la foglia di cipolla fresca tagliata a listerelle senza farlo bollire, aggiungere le zucchine, salare, aggiungere l'origano e far cuocere a fuoco vivace, sfumare dunque con il vino rosato quasi a fine cottura, e far continuare a cuocere. A parte lavare i pomodori e tagliarli per lungo per tre, porli in una padella con l'olio a crudo, salare, aggiungere l'origano e far cuocere a fuoco medio-alto per qualche minuto, girandoli una volta o due. Affettare il pane sottile in fette di circa 0,5 cm di spessore e farlo bruscare, quindi condirlo con pomodori, una lamina di parmigiano, e quindi zucchine.

Fagottelli con pecorino pepato e passata di pomodoro

Il 12 giugno è festa nazionale in Russia, si celebra l'indipendenza dall'impero sovietico ma molte persone non hanno granché da festeggiare. La dissoluzione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, la Caduta del Muro di Berlino, la Perestrojka e Solidarność hanno infiammato gli animi di chi crede nella forza della democrazia quale sistema migliore finora implementato dalle società. 
La relativa pace in cui tale dissoluzione è avvenuta è stato forse l'elemento più sorprendente. 
Il colpo di coda si è avuto nelle periferie dell'impero, nella ex Jugoslavia, in Ucraina, in Cecenia, ma la guerra civile è stata evitata, paradossalmente dall'avidità di gerarchi abituati a capire alla svelta i cambi al vertice per schivare i gulag e le torture che loro stessi erano abituati ad infliggere. 
Molti gerarchi hanno sfruttato l'occasione per costruire piccoli imperi economici all'interno dell'ex impero, molti di loro hanno semplicemente esplicitato ciò che facevano prima del crollo dell'URSS, ostentando una ricchezza sfacciatamente volgare. 
Indipendenza da che e da chi? si chiedono in molti, almeno stando al resoconto di Konstantin Von Eggert, e c'è davvero da domandarselo perché certo non è indipendenza dalla fame, dalla corruzione, dalla povertà, dallo sfruttamento, dalla mancanza di libertà. 
Nel corso degli anni i vari gerarchi hanno dimostrato in che modo il capitalismo sarebbe stato 'innestato' in un sistema a base sovietica, nel modo più atroce, crudele e assurdo. Sembra che la Russia non abbia pace, di certo non ha giustizia né ne ha mai avuta. 
Dagli Zar ai Soviet fino al capitalismo più becero che 'se ne frega' di diritti umani fondamentali e democrazia, la Russia ha calpestato incessantemente il concetto stesso di libertà. 
Quindi la domanda 'indipendenza da che?' parrebbe più che logica in un Paese contemporaneo che sta vivendo un nuovo Medioevo, basato su un divario forse incolmabile tra ricchissimi e poverissimi, in cui la classe media, la borghesia liberale e libertaria, non ha davvero senso di esistere. 
La Russia continua ad essere la dimostrazione provata che il nemico del popolo non è la borghesia, bensì le dittature, in tutte le loro forme.
Questa ricetta è un augurio per il giorno dell'indipendenza della Russia da qualunque forma di oppressione affinché l'Europa possa veramente dirsi unita, libera e in pace.


Acqua
Farina sabina
Lievito di birra
Pecorino pepato di Ischia di Castro
Olio extravergine di oliva di sasso dei Monti Lucretili o Sabina D.O.P.
Sale
Passata Mutti



Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida. Porre in un recipiente, coprire con la pellicola e con la coperta, far lievitare. Creare dischetti di circa 8 cm di diametro e 2 cm di spessore, farcirli con passata e pecorino, richiudere, porli nella carta forno e dunque in teglia, oliare e salare la superficie.

sabato 11 giugno 2016

Fagottelli con pecorino pepato e mentuccia fresca


Anni fa, quando la televisione era qualcosa di innovativo, qualcosa che si guardava al bar insieme ad altre persone perché di 'apparecchi' non ce n'erano tantissimi in giro c'era una trasmissione molto bella, l'Almanacco, in cui si mostravano immagini dell'Italia e si ricordavano eventi e curiosità collegate alla giornata corrente. 
Attualmente l'Accadde oggi è una rubrica di Wikipedia e della BBC, nonché una tipicità del motore di ricerca Google che ha creato un vero e proprio fenomeno comunicativo con i suoi 'doodle', le modificazioni del marchio con disegni, simboli, colori e/o animazioni per ricordare qualche giornata o anniversario particolare, oltre al compleanno dell'utente connesso, utilità che fa sentire l'utente al centro del proprio universo di notiziabilità. La trasmissione dell'Almanacco era un ottimo spunto per ricordare anche la storia patria e rafforzare il senso di appartenenza non ad una comunità digitale e virtuale, bensì ad un Paese che ha una lunga storia. 
Il 11 giugno la rubrica RAI avrebbe potuto forse ricordare la nascita di un patriota risorgimentale, Nicola Ricciotti, nato a Frosinone, nella stessa provincia che ha dato i natali a Giulio Andreotti e, ben prima, a Cicerone, personaggi tra loro affatto diversi. 
Se Cicerone è giustamente considerato uno tra i più abili avvocati e politici della storia mondiale e Giulio Andreotti uno tra i politici più contorti, machiavellici e potenti dell'Italia post unitaria, Nicola Ricciotti è uno di quelli che hanno costruito l'Unità d'Italia, una persona che ha creduto negli ideali di libertà al punto da combattere per essi e unirsi alla rivoluzione guidata da Mazzini e Garibaldi, che gli era talmente affezionato da chiamare il suo quarto figlio Ricciotti. La storia del patriota risorgimentale è emblematica perché in fondo rispecchia quella delle persone che ancor oggi credono fortemente negli ideali di libertà. Nicola Ricciotti venne fucilato nel Castello di Murat, in Calabria, non vide mai l'Italia unita e non ebbe modo di conoscere l'Europa Unita, immaginata o forse soltanto sognata da Mazzini, di cui era un seguace, eppure fece ciò che era nelle sue possibilità, agì e visse intensamente.
Questa semplice ricetta racchiude in un involucro di pane i colori della bandiera italiana, con il rosso del pepe, il bianco del formaggio e il verde della mentuccia selvatica, che cresce ostinata e testarda tra rocce e piccoli appezzamenti di terra, con la forza che si rinnova sempre dell'amore per la libertà.


Acqua
Farina sabina
Lievito di birra
Pecorino pepato di Ischia di Castro
Mentuccia fresca
Olio extravergine di oliva di sasso dei Monti Lucretili o Sabina D.O.P.
Sale


Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida. Porre in un recipiente, coprire con la pellicola e con la coperta, far lievitare. Creare dischetti di circa 8 cm di diametro e 2 cm di spessore, farcirli con mentuccia e pecorino, richiudere, porli nella carta forno e dunque in teglia, oliare e salare la superficie.


venerdì 10 giugno 2016

Teglia di cardo selvatico e patate con fiocchi di limone




Esistono giornate delle mamme, dei papà, degli innamorati e dei bambini ma in pochi ricordano di festeggiare i suoceri e di dedicare loro un'intera giornata internazionale. Eppure quanta importanza hanno i suoceri nella vita quotidiana di una coppia... sulle suocere ci sono detti, proverbi, barzellette e anche i suoceri, seppure in tono minore, sono molto frequentemente i soggetti prediletti di storielle divertenti e addirittura di stornelli. Seppure sia un'usanza consumistica, l'istituzione di una giornata formalmente dedicata ai suoceri sarebbe davvero una buona idea, anche per dire quei grazie che a volte è difficile esprimere a parole. Questa ricetta è ispirata proprio ai suoceri.


Patate
Cardo
Fiocchi di limone
Olio extravergine
Sale
Pangrattato



Raccogliere i cardi, mondarli o farli mondare da una suocera o da un suocero esperti, sbollentarli, sbucciare le patate e farle a fettine sottili, mettere in una teglia oliata uno strato di patate, sale, olio, fiocchi di limone, cardi sbollentati, sale, olio, patate, sale, olio, fiocchi di limone, fino all'ultimo strato con cardi, pangrattato e fiocchi di limone. Infornare in forno ben caldo a 200°C o 220°C per una mezz'oretta.   

mercoledì 8 giugno 2016

Frittatina con fiocchi di limone e bietina rossa

Una ricetta semplice dal sapore fresco e delicato in cui si unisce la forza della bietina rossa di campo, ricca di ferro, all'aroma estivo del limone appena colto, in un insieme armonioso che mette in risalto la squisitezza della tipica frittata italiana. Particolarmente buona se preparata con uova di galline allevate da persone di fiducia, questa ha alla base le uova del pollaio di Is.

Uova
Olio extravergine di oliva Azienda Le Farnie
Bietina rossa
Scorze di limone
Sale

Sbattere le uova, lavare il limone e grattugiare in fiocchi la scorza di un limone per ogni uovo, salare e aggiungere la bietina mondata e tagliuzzata, circa 1 foglia per ogni uovo. Far scaldare l'olio in padella e cuocere la frittata, girandola col piatto quando necessario.