martedì 21 giugno 2016

Calzoncello dolce con fragole di Carchitti, balsamico Pedroni e ricotta


Un dolcetto per iniziare bene l'estate senza appesantirsi e cominciare a programmare tuffi in piscina o nel mare blu delle splendide coste italiane o mediterranee, oppure rinfrancanti passeggiate in montagna, tra i boschi, sulle rive di laghi e torrenti ad ammirare le meraviglie di città d'arte e borghi di incommensurabile bellezza.


Farina sabina
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Fragole di Carchitti
Ricotta Santa Lucia o ricotta dai Monti Iblei
Carrube
Pepe nero
Aceto balsamico di Modena Vecchio Antica Aceteria Pedroni o Balsamico Tradizionale invecchiato in botti di rovere e castagno Aceteria Pedroni
Fiocchi di scorza di limone
Lievito di birra
Acqua tiepida
Zucchero Zefiro



Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida. Far lievitare. Oliare una teglia, stendervi sopra uno strato di pizza lievitata di circa 2cm di spessore, coprirlo con uno strato più sottile. A parte mondare e tagliare a pezzi grossolani le fragole di Carchitti a cui è stato tolto il picciolo, unirle alla ricotta Santa Lucia o ricotta dai Monti Iblei, ai fiocchi di scorza di limone non trattato grattugiata, alla carruba grattugiata, mescolare e dare una grattugiatina di pepe nero e aggiungere un cucchiaino di balsamico, aggiungere un cucchiaio generoso di zucchero. Condire la focaccia, coprirla con l'altra sfoglia di impasto, cospargere di zucchero e infornare in forno caldo a 180°C o 200°C per circa una ventina di minuti o fino a cottura.  

lunedì 20 giugno 2016

Fagottelli con fragole di Carchitti, Vecchio di Modena Pedroni, carruba e ricotta

Nel giorno del solstizio d'estate questa ricetta è perfetta per togliere la malinconia con una sfiziosità in cui il dolce e il salato si incontrano e si mescolano creando un'armonia adatta ad accogliere la spensieratezza felice della bella stagione.


Farina sabina
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Fragole di Carchitti
Ricotta Santa Lucia o ricotta dai Monti Iblei
Carrube
Pepe nero
Aceto balsamico di Modena Vecchio Antica Aceteria Pedroni o Balsamico Tradizionale invecchiato in botti di rovere e castagno Aceteria Pedroni
Fiocchi di scorza di limone
Lievito di birra
Acqua tiepida



Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida. Far lievitare. Creare dischetti di circa 10 cm di diametro e 2cm di spessore, porli in una teglia su dischetti di carta forno o pirottini anti-aderenti. A parte mondare e tagliare a pezzi grossolani le fragole di Carchitti a cui è stato tolto il picciolo, unirle alla ricotta Santa Lucia o ricotta dai Monti Iblei, ai fiocchi di scorza di limone non trattato grattugiata, alla carruba grattugiata, mescolare e dare una grattugiatina di pepe nero e aggiungere un cucchiaino di balsamico. Riempire i dischetti e coprirli a fagottino, cospargere con olio e infornare in forno caldo a 180°C o 200°C per circa una ventina di minuti o fino a cottura.  

domenica 19 giugno 2016

Tortelli patate e salame



L'Europa è uno strano luogo. È un continente, un'istituzione, una molteplicità di identità riconoscibili per le loro differenze culturali, è un modo di vivere e di mangiare, che ha come base la diversità profondissima tra posti così vicini e così lontani, tanto per ricordare un film di uno tra i più importanti registi cinematografici europei, Wim Wenders. Il film è tipicamente tedesco, tipicamente europeo e tipicamente universale. Parla di angeli, politica, amore, miti greci, romani, pre-romani, solitudini nella moltitudine e società contemporanee in evoluzione storica e sociale. Ma fondamentalmente parla del tempo, non come farebbero i britannici, che considerano la meteorologia spicciola un argomento di conversazione particolarmente interessante, forse perché in Gran Bretagna il tempo è sempre umidiccio e freddino, ma del tempo fisico, quello che si ritiene essere una dimensione essenziale e primaria dell'esistenza. L'ossessione per il tempo è una delle tipicità europee, gli europei sono appassionati di tempo e spazio, forse perché è qualcosa che si può vedere nelle piazze, nei monumenti e che costituisce una fonte d'orgoglio europeo. L'Europa è il Vecchio Continente e gli europei sono orgogliosissimi di questo. D'altronde nel Mediterraneo e in Italia vi sono alcune tra le forme più interessanti di resilienza biologica che fa sì che vi sia una gran quantità di specie, altamente resistenti ai cambiamenti. L'Italia, poi, è una vera e propria fucina di resilienza, non soltanto biologica, verrebbe da pensare, bensì sociale. Il tessuto socio-culturale italiano è fortissimamente resiliente, si adatta, si ricrea, si ricompone.
È evidente che questa capacità di adattarsi e ricomporsi per ricrearsi è particolarmente palese nella cucina italiana, in cui gli elementi entrano senza alterare l'equilibrio formale e sostanziale della cultura culinaria italiana. Per quanto concerne alcuni elementi, tra cui le patate, la resilienza è evidente anche nelle altre culture culinarie europee.
Questa ricetta è ispirata ad una ricetta polacca e unisce la delicatezza delle patate con il salame.


Uova
Farina
Patate
Salame



Lessare le patate con tutta la buccia, impastare uova e farina, tirare la sfoglia fino al penultimo buco della macchinetta per la pasta, sbucciare le patate, frangerle e triturarle nel mixer insieme al salame, riempire e chiudere la pasta a tortelli. Lessare in abbondante acqua salata e condire con olio e parmigiano.  

sabato 18 giugno 2016

Risotto filante di Mamma Lucilla con carciofi e curry


Ghandi riuscì con la nonviolenza a sconfiggere l'esercito più potente del Pianeta, che all'epoca era quello britannico, e ad ottenere l'indipendenza dal Regno Unito. Una lotta, la sua, che è stata di ispirazione per generazioni e generazioni. Le parole del Mahatma sulla pace, i diritti e, appunto, la nonviolenza ma anche soltanto il suo volto sorridente e gentile fanno ricordare l'importanza della dignità nelle battaglie per la conquista di ciò che dovrebbe essere ovvio nelle società aperte e civili e che talvolta non lo è punto, oppure non lo è più. La regressione nello sviluppo democratico delle società libere è un problema che si manifesta in moltissime forme, dall'oppressione sulle donne nei Paesi medio-orientali che nella seconda metà del Novecento erano allineate ai Paesi europei per l'emancipazione femminile e che poi hanno vissuto un nuovo Medioevo, si spera per vivere poi un Rinascimento medio-orientale, ai diritti sindacali delle società occidentali che sembravano assodati e che, come spesso accade quando si verifica una rivoluzione tecnologica, debbono essere oggi ripensati e ridefiniti per evitare non soltanto la perdita di quei diritti ma anche perché la libertà è come un rapporto di coppia o di amicizia ben riuscito, è qualcosa che si costruisce giorno per giorno, con continui assestamenti che permettono l'evoluzione e non l'involuzione del rapporto stesso.
Nella società contemporanea il tempo libero sembra essere una parte essenziale della definizione del diritto nel lavoro. Il tempo libero ha a che fare con la vita privata, sociale e familiare delle persone che debbono essere rispettate in quanto tali, e non in base al 'censo'.
Se una persona è dirigente di una grande multinazionale o se è il ragazzo che pigia i tasti sull'ascensore del grattacielo newyorkese della medesima società, quando si parla di rispetto della 'sfera privata' si deve applicare il principio di uguaglianza, perché ciò impone in primo luogo il rispetto del fondamentale principio di eguaglianza dei cittadini.
Nei Paesi Bassi hanno inoltre capito da moltissimo tempo che il tempo libero è un motore di sviluppo per l'economia e 'conviene' rispettare i diritti dei lavoratori non oberandoli di lavoro e lasciando loro più tempo per agire nello spazio civico, quindi per interagire e socializzare, ma anche per rilassarsi e tornare più contenti e con mente e corpo riposati al lavoro, cosa che aumenta di molto la produttività, come è ampiamente dimostrata. Il problema nelle società multietniche si potrebbe porre ove vi fossero esigenze differenti per i giorni liberi in base alle credenze religiose, in effetti questo potrebbe essere un problema oppure una risorsa, tutto sta ad organizzare il lavoro nel modo più efficiente e produttivo nel rispetto pieno dei diritti delle persone, anche e soprattutto in virtù di nuove forme di lavoro.
Questa ricetta è ispirata alle differenze che si incontrano andando a definire un piatto ricco e gustoso in cui i sapori si armonizzano senza prevalere in un insieme delicato e saporito.


Riso Basmati
Sale
Olive nere sabine secche, condite con semi di finocchio, sale e olio extravergine Sabina D.O.P.
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Sale
Burro d'alpeggio della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Mozzarella
Carciofi e limoni per pulirli
Acqua
Cipolla
Curry mild
Vino bianco frizzantino


Mondare e tagliare e i carciofi, porli in una pentola con un po' di cipollina, olio e sale, tutto a crudo, far ammorbidire a fuoco medio-basso.

In un'altra pentola preparare in soffritto leggero in acqua e olio di cipollina e curry, aggiungere il riso, salarlo e girare finché diventa traslucido, aggiungere i carciofi, dunque il vino, far evaporare l'alcool, poi aggiungere acqua tiepida continuando a girare di quando in quando. Quasi a fine cottura aggiungere burro sciolto nel microonde o a bagnomaria e immediatamente prima di servire, la mozzarella a tocchetti.

venerdì 17 giugno 2016

Rape rosse con fiocchi di limone e olive nere



Il femminismo sembra essere la nuova frontiera della politica con la 'P' maiuscola, di quel governo della polis che fa immaginare nuove forme possibili di libertà e rispetto. Justin Trudeau, il Primo Ministro del Canada che ha saputo reinterpretare il concetto di Stato che suo padre aveva plasmato in forma ampiamente democratica, lo ha espresso chiaramente in molte occasioni affermando che essere femministi vuol semplicemente dire essere a favore di una società giusta, egalitaria e fondata sul rispetto dei diritti fondamentali. Il 'piccolo' Trudeau ha dimostrato in pochi mesi di sapersi porre all'attenzione della politica planetaria agendo la libertà e d'altronde governa un Paese tutto sommato abbastanza libero. Più complicato pensare ad un altro leader molto più famoso di lui e altrettanto carismatico che sta infiammando gli animi dei libertari italiani e di molte altre nazioni, Papa Francesco, il pontefice che, con la sua dottrina del 'Nuovo Umanesimo' sta rivoluzionando il Vaticano, 'convertendo il clero cattolico al cattolicesimo', avrebbe forse affermato Don Andrea Gallo, prete da strada e cristiano nel senso più profondo del termine. Eppure Papa Francesco sta ripensando il ruolo delle donne anche all'interno della liturgia. Piccole rivoluzioni, quali quelle delle donne che vincono cause contro datori di lavoro che le vorrebbero in tacchi alti, che però hanno il significato forte del cambiamento. Le società contemporanee libertarie e democratiche pongono un discrimine forte tra diritti fondamentali e mancanza di rispetto di tali elementi basilari per democrazie e società aperte, libere, liberali e libertarie. Questo discrimine, questo 'muro', questo confine passa sul corpo delle donne e attraversa i loro armadi fino a determinarne il 'dress code'. Vedere una donna in tacchi alti e vestiti succinti mentre è al lavoro è considerato sconveniente, eticamente criticabile, socialmente condannabile e lo sarà sempre di più. Il femminismo determinerà probabilmente una nuova ondata di battaglie per i diritti civili e del lavoro, quegli stessi che sono stati inficiati da crisi economica e cattiva gestione del sindacato e del governo della polis.
Questa ricetta, dall'intenso colore tra il fucsia e il rosso violaceo, è ispirata al nuovo femminismo e agli avamposti della legalità.

Rape rosse precotte
Limone
Olive nere sabine secche, condite con semi di finocchio, sale e olio extravergine Sabina D.O.P.
Sale
Timo fresco
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili



Far scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente a coprire il fondo, aggiungere le olive, quindi le rape sciacquate sotto l'acqua corrente e tagliate a cubotti irregolari, salare, aggiungere il timo, indi i fiocchi di scorza di limone, girare su fuoco medio-alto fino a che non cambiano colore. Servire come contorno oppure con un filo di aceto balsamico quale condimento di cous-cous o riso in bianco.  

giovedì 16 giugno 2016

Cucinati con borlotti dell'Alta Tuscia e gnocchetti di farro


Giovedì gnocchi, questo dice il proverbio, almeno a Roma e provincia, esprimendo una tradizione gastronomica laziale. Le ricette degli gnocchi sono ovviamente innumerevoli, anche perché è un piatto popolare per cui ogni famiglia li prepara in un modo speciale. Gli gnocchi romaneschi sono quelli preparati all'istante, con una maestria e soprattutto mani allenate che sappiano impastare patate pressoché bollenti insieme alla farina. Ma anche su questo c'è poi da ridire perché c'è chi li prepara 'a freddo', addirittura taluni aggiungono le uova, cosa che, ovviamente, per i sostenitori degli gnocchi all'istante è quasi equivalente ad una blasfemia. Non di sole patate sono però gli gnocchi, esistono molte varietà di gnocchetti preparati con acqua e farine di differenti cereali, e in alcuni casi finanche di legumi, quali ad esempio i ceci. Questa ricetta prende spunto da una tipicità abruzzese, i cucinati, tradizionalmente preparati con i ritagli delle sagnette, fettuccine piuttosto 'erte' e dalla sfoglia ruvida, o con i maltagliati, sempre di pasta all'uovo, rielaborandola con la farina di farro, caratteristica di molte preparazioni del Centro Italia, in una zuppa che fa pensare alla montagna, ad un rifugio in quota dopo una bella scarpinata tra gli splendidi monti italiani, luoghi incantevoli e meravigliosi perfetti da scoprire zaino in spalla proprio durante la bella stagione per tonificare corpo e spirito.
La zuppa è gustosissima e può essere mangiata anche fredda, o tiepida, magari facendo attenzione a bollire gli gnocchetti in acqua salata anziché nella zuppa e passandoli poi sotto l'acqua fredda per fermarne la cottura.


Passata di pomodoro Mutti
Salvia fresca
Rosmarino fresco
Timo fresco
Menta fresca
Olio extravergine di oliva di sasso dei Monti Lucretili o Sabina D.O.P.
Sale iodato
Fagioli Borlotti dell'Alta Tuscia
Ginepro, bacche
Semi di finocchiella siciliana
Acqua
Cipollina ramata
Farina di farro biologica macinata a pietra Fornovecchino
Peperoncino Azienda Cerqueto
Zucchero
Parmigiano Reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore



Far rinvenire i fagioli in acqua per qualche ora, dunque cuocerli in abbondante acqua con semi di finocchiella, ginepro, timo, oppure utilizzare gli stessi già rinvenuti, cotti e surgelati. Fare un soffritto leggero in acqua e olio con la cipollina tritata e il peperoncino spezzettato, aggiungere i fagioli con un po' di acqua di cottura, aggiungere la passata e l'acqua, indi le erbe aromatiche, salare e zuccherare se necessario. Far bollire a fuoco medio-basso. Nel frattempo preparare gli gnocchetti impastando acqua e farina fino ad ottenere un composto sodo e non molle ma non troppo duro, fare i budellini di circa 1cm di diametro e tagliare gli gnocchetti con uno spessore equivalente circa al raggio del budellino. Lessarli nella zuppa, servire con una spolverata di Parmigiano Reggiano e un filo d'olio a crudo.  

mercoledì 15 giugno 2016

Cardi in padella con menta fresca e vino bianco


Quante strade deve percorrere un uomo
prima che possa essere chiamato uomo?
La risposta, amico mio sta soffiando nel vento


Così Bob Dylan, il menestrello statunitense delle battaglie civili, l'erede spirituale e artistico di Woody Guthrie, cantava nel 1962. La domanda, però, è rimasta a lungo nel vento ed è arrivata nello spazio interstellare grazie a Douglas Adams, l'autore della “Guida galattica per autostoppisti”, vero e proprio must read per astronauti e astrofili, tanto da rappresentare la “Domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto” cui il super-computer Pensiero Profondo dà la risposta '42'. Le teorie che si sono sviluppate su questo numero sono innumerevoli, fantasiose e spessissimo scientificamente validissime. Si parte dai calcoli di numeri naturali in base 13 per arrivare al tempo che occorre alla luce per attraversare il diametro di un protone di una particella d'acqua durante la creazione dell'arcobaleno, equivalente a 10 elevato alla – 42 secondi. La risposta reale del perché l'autore in questione abbia scelto il numero 42 la fornisce egli stesso: “ero seduto alla scrivania, guardai fuori e scrissi '42', ecco tutto”. Gli autostoppisti galattici hanno però continuato a immaginare che le cose non fossero così semplici, al punto che l'astronauta Samantha Cristoforetti ha chiamato Avamposto 42 il suo blog dalla ISS. A volte, però, le risposte sono davvero semplicissime seppur possano sembrare estremamente complesse a chi ha la capacità di ritenere vero e reale soltanto ciò che è spiegato in modo complicato. Ma questa è un'altra storia. Non sarà forse il 42 la risposta che soffierà nel vento, potrebbe essere invece una delle tante proposte di energia alternativa e verde al petrolio e allo sfruttamento di fossili non rinnovabili su cui i ricercatori del Pianeta stanno cercando delle risposte. Una disamina molto interessante è stata proposta in un numero della rivista radicale Diritto e Libertà, diretta da Mariano Giustino, ormai emigrato in Turchia alla ricerca di venti di ribellione e protesta, e certamente un bel quadro di quel che bolle in pentola nel settore della ricerca è possibile averla durante le tante iniziative organizzate il 15 giugno durante la Giornata mondiale del Vento coordinata in Italia dall'ENAV.
Questa semplicissima ricetta è ispirata proprio dalla tendenza a rendere scientificamente complesso qualcosa di semplice e naturale, come le erbe spontanee con cui Madre Natura generosamente ci nutre.
Il cardo selvatico è infatti una pianta spontanea, un po' difficile da pulire, con splendidi fiori e foglie screziate di ostica bellezza, che ha, tra i tantissimi effetti depurativi, un notevole effetto diuretico ed è particolarmente indicato per depurare il fegato, ghiandola di grandissime dimensioni il cui corretto funzionamento è particolarmente importante per la salute del nostro corpo.
È piuttosto saporito e adatto a tantissime ricette, tutto sta nel riconoscerlo, tagliarlo in modo da non rovinare la pianta e pulirlo nel modo giusto, saperi antichi che si tramandano di generazione in generazione.


Cardi selvatici
Vino bianco
Sale
Menta fresca
Aglio
Olio extravergine di oliva di sasso dei Monti Lucretili o Sabina D.O.P.
Acqua



Pulire i cardi rimuovendo le spine, sciacquarli poi togliere i filamenti più duri dopo averli messi a bagno in acqua e limone, dunque tagliarli a pezzetti di circa 3 o 4 cm di lunghezza, lavarli per bene. In una padella far imbiondire uno spicchio d'aglio, aggiungere i cardi, salare, aggiungere la menta fresca, far cuocere a fuoco vivace, irrorare con vino bianco, far cuocere e dunque irrorare con acqua, quasi a fine cottura aggiungere altre foglie di menta.