martedì 28 giugno 2016

Polenta taragna bio uncia con Reggiano e bieta al vapore


La polenta taragna è una di quelle eccellenze gastronomiche della Valtellina, perfette durante le serate invernali o dopo una bella scarpinata in montagna, a base di farina di mais e di grano saraceno. Una delle ricette più buone per i golosi di cacio, la polenta uncia, prevede l'utilizzo di formaggi della zona che non sempre sono facilmente reperibili in altre parti d'Italia, questa versione unisce il sapore forte e deciso del Parmigiano con la dolce morbidezza dello stagionato di Grotte di Castro, ad amalgamare il tutto la bieta coste, uno degli elementi più caratteristici dei pizzoccheri valtellinesi.


Polenta taragna Bio Vitagral pronta in 5 minuti
Parmigiano Reggiano Latteria Sociale Beduzzo Inferiore
Acqua
Sale
Bieta coste
Formaggio stagionato di Grotte di Castro



Mondare e cuocere la bieta al vapore, tagliarla in pezzettini, preparare la polenta come specificato sulla confezione, facendola cadere a pioggia nell'acqua bollente salata, girarla energicamente, a fine cottura versarvi dentro i formaggi in abbondanza tagliati a pezzetti e la bieta spezzettata grossolanamente. Mettere nei piatti e servire calda oppure far raffreddare e servire a dadoni come antipasto o ancora a fette spesse circa un centimetro fredde, leggermente scaldata o tostata in padella.  

lunedì 27 giugno 2016

Polenta taragna bio con radicchio


La montagna è qualcosa di unico, qualcosa di talmente bello che ci mette in assoluta comunicazione con noi stessi e, talvolta, ci offre la visione dell'infinito e di ciò che siamo all'interno di questo infinito. L'inverno è perfetta per chi ama la neve e il freddo e l'estate è il refugium peccatorum di camminatori e appassionati dell'immenso universo montano. Oltre al piacere di immergersi in boschi e guadare ruscelli gelati vi è certamente anche il piacere di godere piatti particolari che si mangiano soltanto in alpeggio e altri che è possibile reinventare e reinterpretare anche in versione collinare.
Questa ricetta è perfetta dopo una riposante passeggiata tra le Alpi o gli Appennini, o per ricordare i sapori e i profumi di valli e picchi.


Polenta taragna Bio Vitagral pronta in 5 minuti
Acqua
Sale
Radicchio
Cipolla
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili



Mondare il radicchio, tagliarlo in pezzettini, fare un soffritto leggero in acqua e olio di poca cipolla, aggiungere il radicchio non troppo scolato, far cuocere. Preparare la polenta come specificato sulla confezione, facendola cadere a pioggia nell'acqua bollente salata, girarla energicamente, mettere nei piatti quando è ancora un po' lenta ma non troppo, condire con abbondante radicchio ed eventualmente carne o formaggi, e servire calda oppure far raffreddare e servire a fette spesse circa un centimetro fredde, leggermente scaldata.  

domenica 26 giugno 2016

Sgombretti al forno con sedano e vino bianco


Il sedano è una pianta mediterranea molto diffusa le cui proprietà medicamentose erano conosciute sin dai tempi più antichi, pare almeno sin dai tempi di Omero. Come tutte le piante con tante proprietà benefiche ne ha almeno altrettante che potrebbero causare intolleranze e interazioni con medicinali di vario genere. In abbinamento ad un pesce azzurro piuttosto grasso come lo sgombro potrebbe costituire un piatto ottimale durante diete depurative anche per mantenere la linea.


Sgombri surgelati ESI
Olio extravergine di oliva
Sedano coste
Vino bianco
Fiocchi di scorza di limone



Nel caso di sgombro fresco, pulirlo attentamente, tagliarlo a metà e decapitarlo, nel caso di pesce surgelato semplicemente sciacquare la glassa di surgelazione. Porre dunque i pesci in una teglia oliata e con un po' di vino a coprire il fondo senza affogare il pesce, cospargere con fiocchi di scorza di limone, a parte mondare e tagliare il sedano coste e porlo nella teglia, con un pizzico di sale. Infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C per una ventina di minuti o comunque fino a cottura.  

sabato 25 giugno 2016

Minestrone d'estate con menta fresca


Le Costituzioni degli Stati sono una conquista relativamente recente del diritto e si caratterizzano per veri e propri equilibrismi del pensiero e del logos. Semplici parole che si uniscono a formare regole semplicissime per esplicitare concetti che spesso dovrebbero essere ovvie regole della convivenza civile. A volte esprimono idee di libertà che travalicano confini ideali e aprono nuove forme di interazione nello spazio civico, nuovi modi dell'essere liberi. Gli articoli di talune Costituzioni sono delle vere e proprie chicche, troppo spesso somigliano a luoghi inesplorati del libero pensiero che forse dovrebbero essere meglio compresi e conosciuti. La Costituzione in quanto tale presuppone una coscienza condivisa della creazione collettiva di quello che attualmente chiamiamo 'Stato', o di quello che si considera essere una 'Organizzazione internazionale' o ' sovranazionale'.
Il concetto di 'Stato' potrebbe, all'apparenza, sembrare ovvio e invece è qualcosa di storicamente rivoluzionario. La stesura di quasi tutte le costituzioni ha richiesto una qualche rivoluzione culturale e storica, a volte relativamente pacifica, come nei casi della Magna Charta e della cosiddetta 'Costituzione europea', altre cruenta, come per la Francia, l'Italia e, parzialmente, la Germania.
Nel corso dei decenni, a parte qualche sparuto esempio che include la Gran Bretagna e la Repubblica di San Marino, le Costituzioni sono state modificate così da ottenere un buon equilibrio tra la libertà individuale e collettiva e la difesa strutturale delle medesime libertà.
La Costituzione della Repubblica di Weimar, che insieme a quella della mazziniana Repubblica Romana rappresenta un fulgido esempio di libero pensiero, non prevedeva alcuna forma di difesa della democrazia e della Costituzione stessa, come a dire che era una meravigliosa casa di finissimo cristallo leggiadramente appoggiata su splendide ninfee. Pian piano le Costituzioni hanno cominciato, per proseguire nella metafora edile, a costruire solide fondamenta, a creare muri antisismici e ad utilizzare materiali quali il cemento armato, i mattoni e le pietre. Hanno iniziato a progettare scarichi, tubature, impianti e a strutturare l'edificio in modo solido e resistente. In taluni casi in materiali talmente resistenti da poter sopportare anche le cannonate, ma questa è, come per gli edifici, piuttosto raro.
Le Costituzioni si basano sul principio dello Stato, che esclude aprioristicamente il concetto del territorio governato unicamente da una persona illuminata e designata dalla divinità, presuppone dunque un sistema di leggi atte a regolamentare la vita pubblica così da formare una 'difesa' per i cittadini contro angherie e soprusi. Presuppone dunque il concetto di cittadinanza, in cui le persone sono parte integrante dello Stato in quanto esseri senzienti e non in quanto elementi decorativi o dettagli privi di importanza. Nelle Costituzioni democratiche, la stragrande maggioranza di quelle esistenti, i cittadini sono il popolo, il quale esercita la sovranità nei modi e nelle forme previste dalla legge. Per quanto concerne le monarchie costituzionali il significato di tale affermazione è molto evidente e presuppone che il re, l'imperatore o il regnante rinunci ad una parte della propria sovranità, quindi del potere assoluto su qualunque cosa abbia a che fare con lo Stato, per consentire una effettiva rappresentanza dello Stato stesso e una reale libertà all'interno della nazione. A pensarci bene sarebbe evidente anche per quanto concerne i cittadini. Le persone decidono di vivere insieme, di rispettarsi reciprocamente e di non affrontare individualmente talune problematiche bensì di unirsi per far fronte collettivamente a talune esigenze, quali ad esempio la politica estera e la costruzione di scuole. Quindi, in astratto, ognuno rinuncia ad una piccola parte della propria sovranità su sé stesso, della propria libertà individuale, per stare insieme agli altri e ottenere maggiore libertà.
Il medesimo concetto è applicato alla creazione di organismi sovranazionali, che travalicano cioè, i confini nazionali per garantire la libertà individuale e collettiva di più cittadini di Stati differenti.
In economia è un'idea abbastanza semplice e utilizzata da moltissimi secoli, per quanto concerne il diritto l'applicazione pratica di una idea tanto semplice è molto più recente e parte dai primi tentativi di costituire una Società delle Nazioni, che ovviamente avrebbe giovato in primis all'economia.
Quando fu inventato il battello a vapore, molto più veloce di una diligenza a cavalli o di un carretto tirato da buoi, la pratica di dazi e balzelli rese la navigazione di gran lunga più lenta del trasporto via terra. Era più veloce trasportare una gerla di fieno a piedi o su un mulo piuttosto che spedirla per nave. Pian piano i dazi, le gabelle e le frontiere hanno cominciato ad aprirsi e per fare ciò fu indispensabile riconoscere ai cittadini la dignità della cittadinanza e ognuno perse un pochino della propria sovranità per ottenerne una più ampia, forte e solida.
Questa ricetta si ispira allo Stato del Virgina, costituitosi in modo indipendente il 25 giugno del 1788 e alle idee di libertà che ha ispirato e che hanno portato alla stesura delle moderne costituzioni 'occidentali', a quell'equilibrio semplicissimo di sapori e profumi che trae forza da ogni ingrediente nella creazione di un unico piatto delicato perfetto per rinfrescare i bollenti spiriti estivi.


Foglie di cipollina fresca
Carote
Menta fresca
Zucchine freschissime
Fiori di zucchina freschissimi
Acqua
Semi di finocchiella selvatica siciliana
Sale grigio di Bretagna
Curry mild



Pulire e lavare le verdure. Tagliare le foglie di cipollina finemente in anellini di circa 0,3cm, tagliare le zucchine e le carote a dadini e i fiori di zucchina a metà e a listerelle sottili. Porle in una pentola insieme ai semi di finocchiella, riempire con l'acqua per circa tre volte il volume delle verdure, aggiungere un pizzico di curry, la menta fresca e salare con il sale grigio di Bretagna grosso. Portare ad ebollizione e dunque far sobbollire fino a cottura senza coperchio, così che le verdure risultino cotte e sode, non sfatte. Far freddare e servire con crostini di pane oppure semplicemente con un filo d'olio a crudo o in ciotoline.  

venerdì 24 giugno 2016

Zuppa di grano saraceno, cicorietta e miglio



Esistono tantissimi modi per rovinarsi la salute, bere, fumare, andare in bicicletta nella Pianura Padana in un giorno di nebbia o per le strade di Roma durante una giornata di pioggia e poi esistono abitudini sane quali fare una bella passeggiata in mezzo al verde, lontano da smog, rumori e traffico o dondolarsi su un'altalena ridendo come bambini che hanno appena scoperto di avere nuovi amici e nuovi giochi. Il gioco, il buon umore e la capacità di ridere come bambini aiutano certamente a vivere meglio, così come una buona e sana alimentazione. Difficile mantenere questa convinzione, a volte, quando si entra in uno di quei supermercati soltanto biologici in cui le confezioni ispirano ricettine scarne e un po' tristi. Eppure alimentarsi bene può essere anche piacevole, a volte, soprattutto quando si recuperano elementi della cucina tradizionale italiana possibilmente facendo attenzione non soltanto al marchio 'bio' ma anche a quello 'filiera italiana', essendo l'Italia il Paese che ha saputo sviluppare e conservare nei millenni la più variegata biodiversità.


Grano saraceno bio
Miglio Alce nero da filiera italiana
Olio extravergine di oliva Azienda agrituristica Le Farnie
Bieta
Cicorietta
Carote
Lattuga
Cipolla
Acqua
Sale
Bacche di ginepro


Mondare bene le verdure. Tagliarle a pezzi piccoli ma non piccolissimi. Porre in una pentola gli ingredienti, tranne il miglio e il grano saraceno che andranno aggiunti più avanti. Coprire d'acqua in abbondanza ma non troppo. Far bollire, dunque, quando le verdure saranno cotte e il brodo insaporito, aggiungere il grano saraceno e una manciatina di miglio. Aggiustare di sale se necessario, finire di cuocere.



giovedì 23 giugno 2016

Fagottelli al latte con cicorietta e uva ursina


Tante volte ci si chiede perché guardando il cielo o la linea di un orizzonte si ha la sensazione forte e precisa dell'infinito e questa sensazione si intensifica quando c'è qualcosa di finito all'orizzonte, qualche forma di finitezza. Accade in montagna, quando si guardano le linee perfette delle Dolomiti, patrimonio materiale UNESCO, oppure quando si vedono tante nuvole affastellate a danzare nel cielo che sembra non arrivare mai a toccare l'orizzonte di grandi parchi naturali quali quelli che si estendono dalla Costa Est alla Costa Ovest del Canada, oppure quando si osserva lo spazio interstellare con una strumentazione adatta. La sensazione di infinito si può, però, avere anche con gli occhi chiusi mentre il respiro ridefinisce i limiti spaziotemporali del nostro corpo, che richiede una sempre maggiore attenzione all'alimentazione.
Questa ricetta è pensata per una merenda sfiziosa senza rinunciare alla qualità e alla salute.


Cicorietta
Farina Sabina
Lievito di birra
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Uva ursina
Sale
Acqua
Cipolla
Latte intero
Lievito madre



Impastare la farina con il lievito di birra sciolto in acqua, lievito madre in polvere e latte intero, porre in un recipiente, coprirlo con la carta pellicola, una coperta e lasciar lievitare a lungo. A parte lavare bene la cicoria, scolarla normalmente senza porre troppa attenzione alla scolatura, tagliarla con coltello in pezzi di non più di 4 o 5 cm di lunghezza. Fare un soffritto leggero in acqua e olio con il trito di cipolla, poca, e l'uva ursina, aggiungere dunque la cicorietta tagliata e scolata ma non troppo, salare, abbassare la fiamma e coprire. Scolare eventualmente il liquido in eccesso, fare dischetti di pasta di circa 8cm di diametro e 2cm di spessore, farcirli con la cicoria, richiudere e infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C per circa una ventina di minuti.  

mercoledì 22 giugno 2016

Filetti di alici con sedano e gomasio bio al forno


Il pesce azzurro fa benissimo pressoché a tutto e non è un caso che sia parte integrante della Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell'UNESCO. Ha un sapore molto caratteristico e deciso, come la forza del sole che si unisce alla meravigliosa bellezza delle spiagge del Mare Nostrum, da millenni culla di civiltà e culture. Le spiagge bianche e rosate della Sardegna, il giallo solfureo, il bianco, l'oro e il verde brillante della Sicilia, la meraviglia delle coste mediterranee baciate da una luce unica e straordinaria si ritrova nei sapori delicati e decisi delle ricette a base di ingredienti semplici e genuini.
Questa ricetta è ispirata ai benefici effetti della Dieta Mediterranea, rielaborata con spunti internazionali.


Alici surgelate ESI
Sedano
Vino bianco
Gomasio biologico



Sfilettare e pulire le alici e porle in una teglia oliata oppure porre in una teglia oliata le alici sfilettate surgelate, cospargerle di Gomasio bio. Mondare e affettare le coste di sedano sul lato corto spesse ma non troppo, circa 0,3 cm., porle nella teglia accanto alle alici, aggiungere un po' di vino bianco giusto a coprire il fondo della teglia senza annegare le alici. Infornare in forno ben caldo a 170°C o 190°C per un quarto d'ora scarso.