martedì 5 luglio 2016

Insalata di farro con albicocche e Fresco di Reggiano

L'arancione è un colore caldo che mette immediatamente il buon umore a chiunque non lavori con il tipico gilet di tale colore a posare l'asfalto sotto il sole cocente del luglio meridionale. Generalmente parlando è un colore che stimola pensieri positivi e voglia di vivere, allontanando tentazioni di negatività e depressione. Molti studi affermano la necessità di mangiare cibi colorati per stimolare le endorfine e sentirsi meglio.
Questa ricetta è ispirata alla bellezza dell'estate, utilizzando le albicocche quali elementi primari di un piatto salato, leggero e nutriente.


Farro del Pungolo Azienda Cerqueto
Acqua
Mele primizie
Fresco di Reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Curry mild
Cipollina ramata di Cannara
Sale grigio di Bretagna
Menta fresca
Vino rosso della Cooperativa Sociale Chianti di Colle Val D'Elsa
Semi di finocchio
Sale iodato



Far rinvenire il farro in acqua. Dunque fare un soffritto leggero in acqua e olio con semi di finocchio, curry e trito di cipollina, dunque aggiungere il farro, salare con sale grigio di Bretagna, girare bene per qualche minuto, indi sfumare con poco vino rosso, e aggiungere acqua e menta fresca. Scolare e passare sotto l'acqua fredda per fermare la cottura. A parte mondare bene e tagliare a dadini non troppo piccoli le albicocche, condire con olio, sale se necessario, cubetti di Fresco di Reggiano.  

lunedì 4 luglio 2016

Polpettone di melanzane, amaranto e farina di grano saraceno con curry e menta


L'amaranto è uno pseudo-cereale altamente nutritivo e proteico originario del Sud America. Il nome, nell'immaginario musicale italiano, è immediatamente associato alla FIAT Topolino protagonista di una canzone di Paolo Conte, e gli antichi greci e latini descrivono nei loro trattati una pianta con questo particolare nome anche se pare sia un'altra specie perché non risultano particolari tracce di coltivazione mediterranea della stessa. Un mistero che forse soltanto il più famoso Topolino Disney potrebbe risolvere con un bel viaggio nel tempo che, chissà, magari potrebbe evidenziare una gran quantità di collegamenti tra i popoli e le civiltà unite e divise dall'oceano che non hanno lasciato tracce comprensibili a chi ha tramandato le antiche conoscenze nei millenni. Sarebbe in effetti possibile ipotizzare forme di contatto tra popolazioni molto più ramificate e frequenti di quello che la moderna storia occidentale ha preso in considerazione quale certezza fattuale anche soltanto pensando alla costruzione degli archi. Durante il Medio Evo si persero molte conoscenze, anche tecnologiche, pratiche, sviluppate durante l'epoca romana, tra cui come costruire un arco solido e resistente anche a notevoli pesi. Guardare un edificio medievale con un arco con architrave orizzontale senza neanche una chiave di volta dovrebbe far rabbrividire e riflettere molto a lungo sull'importanza della conoscenza. D'altronde anche entrare nel Museo di Arte Orientale Giuseppe Tucci o nel Museo Pigorini di Roma può stimolare il medesimo brivido dietro la schiena, non tanto a causa dell'aria condizionata, bensì del salto nel buio che hanno compiuto talune società tecnologicamente, socialmente e culturalmente complesse che, spesso per motivi di fanatismo religioso unito a guerre, sono sprofondate indietro nella storia fino ad arrivare a modalità di vita e di conoscenza simili in tutto e per tutto a quelli preistorici.
L'amaranto ha una storia che ricorda quella degli archi medievali, considerato dagli Atzechi il cibo degli dei, la sua coltivazione è stata cancellata dalla ottusa violenza di conquistadores medievali che ritenevano di aver fatto una grande scoperta che meritava il nome di un grande esploratore di carte geografiche, Amerigo Vespucci, ma dalla Società Americana di Scienza è stato poi riscoperto nel 1975 generando una notevole curiosità tra scienziati, nutrizionisti e figli dei fiori.
In questa ricetta, adatta a vegetariani, vegani, celiaci e intolleranti al grano ma non a chi ha problemi renali, i collegamenti tra le colture tradizionali di una parte o dell'altra del Pianeta si ricreano con un risultato fresco e molto nutriente.


Menta fresca
Olio extravergine di oliva Azienda Agrituristica Le Farnie
Melanzane lunghe
Amaranto Rapunzel
Sale
Curry
Farina di grano saraceno Molino Rossetto
Cipolla bianca



Mondare e tagliare le melanzane a pezzi grossolani, fare un soffritto leggero in acqua e olio con un trito di poca cipolla bianca, aggiungere le melanzane, salare, coprire e far cuocere girando di quando in quando a fuoco medio. Nel frattempo lessare l'amaranto in acqua bollente lievemente salata per circa una mezz'ora girando spesso ma non troppo e poi far riposare per qualche minuto, la proporzione è di circa 125 grammi di amaranto per 312,5 grammi di acqua. Quasi a fine cottura aggiungere menta fresca nelle melanzane, farle intiepidire e dunque triturare nel robot da cucina, aggiungere il composto all'amaranto, aggiungere curry, menta fresca spezzettata ed eventualmente aggiustare di sale, versarvi a pioggia la farina di grano saraceno fino ad ottenere un impasto morbido ma non molliccio. Porre in frigorifero per far addensare. Avvoltolare nella carta forno e infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C per una mezz'ora circa.  

domenica 3 luglio 2016

Filetti di sgombro alla birra con uva ursina e Gomasio bio


Vivere bene in un ambiente sano fa bene alla salute, al corpo e all'equilibrio generale. Sembra un'ovvietà, sarebbe qualcosa di talmente banale da non richiedere una riflessione sull'argomento eppure non è così. Salvaguardare l'ambiente, scegliere alimenti in base a principi qualitativi e cercare di ridurre l'inquinamento atmosferico anche con gesti quotidiani quali nutrirsi con frutta e verdura di stagione, carne e pesce non da allevamenti intensivi, prodotti che puntano alla qualità e al rispetto della biodiversità è sempre più un atto d'amore e di rispetto, che, pian piano sta arrivando anche nella sfera della politica internazionale di 'alto livello'.
Questa ricetta utilizza pesce non di allevamento intensivo, uva ursina prodotta da un'azienda agrituristica siracusana e Gomasio biologico.


Gomasio Probios
Sgombri surgelati ESI
Birra chiara
Uva ursina
Cipolla bianca
Indivia belga witlof



Pulire gli sgombri dalla glassatura, farli scongelare lievemente, porli in una teglia di pirex, coprirli con la birra senza annegarli, aggiungere una manciatina di uva ursina e poca cipolla tritata finemente, cospargere i pesci con il Gomasio e infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C per circa una ventina di minuti. Servire freddi o tiepidi su un letto di indivia belga witlof.  

sabato 2 luglio 2016

Insalata di farro e Parmigiano con melangolo e limone

Arriva l'estate e le calde giornate in cui godere del fresco serale magari sorseggiando un buon vinello con gli amici in una tiepida serata a guardare le stelle e immaginare universi lontani o vicini, luoghi che pensiamo essere tanto distanti e irraggiungibili e che forse non sono poi così alieni come verrebbe da pensare. “È assurdo pensare che non ci siano altre forme di vita all'interno della Galassia". Di questa convinzione di Margherita Hack sono certi coloro che celebrano il 2 luglio il primo 'avvistamento' nella società occidentale moderna di un oggetto volante non identificato, un UFO. Il pensiero degli ufologi differisce fortemente da quello della scienziata italiana sulle effettive forme di contatto tra il Pianeta Terra e i potenziali abitanti di altri pianeti e galassie ma l'argomento può certamente stuzzicare la fantasia in una calda serata estiva da trascorrere su una spiaggia, una montagna o in una piazza cittadina col naso in su, a veder passare qualche oggetto volante non identificato.
Questa ricetta, leggera e quindi non troppo adatta ad eventuali visioni dovute ad una digestione difficile, è l'ideale per una divagazione ufologica estiva.


Farro del Pungolo Azienda Cerqueto
Acqua
Mele primizie
Parmigiano Reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Curry mild
Cipollina ramata di Cannara
Sale grigio di Bretagna
Timo citronella
Timo fresco
Fiocchi di scorze di limone
Fiocchi di scorza di melangolo
Birra chiara
Semi di finocchio
Limone
Sale iodato



Far rinvenire il farro in acqua. Dunque fare un soffritto leggero in acqua e olio con semi di finocchio, curry e trito di cipollina, dunque aggiungere il farro, salare con sale grigio di Bretagna, girare bene per qualche minuto, dunque sfumare con poca birra chiara, e aggiungere acqua, timo e timo citronella. Scolare e passare sotto l'acqua fredda per fermare la cottura. A parte sbucciare e tagliare a dadini non troppo piccoli le mele, passarle in acqua e limone per non farle annerire, condire con olio, sale se necessario, fiocchi di scorza di limone e di melangolo, petali di Parmigiano Reggiano.  

venerdì 1 luglio 2016

Alici alla birra con semi di finocchiella selvatica


Quando se ne parlava in alcuni circoli politici non si credeva che sarebbe stato possibile realizzarlo, ci si dichiarava genericamente favorevoli e genericamente contrari, senza dare troppo peso alla cosa. Una calda giornata romana del torrido 18 luglio 1998 nella Sala della Protomoteca del Campidoglio venne aperto alla firma lo Statuto istitutivo della Corte Penale Internazionale e, dopo neanche quattro anni dall'approvazione dello Statuto di Roma, quasi la metà dei Paesi delle Nazioni Unite, che equivale a dire quasi la metà dei Paesi di tutto il Pianeta, firmarono per l'implementazione dello stesso. Era il primo luglio 2002, giorno in cui entrò in vigore lo Statuto di Roma tra cicalecci tra i rami dei pini e cicalecci di politicanti il cui nome verrà presto dimenticato nel corso della Storia. I cicalecci non si fermarono neanche quando, dopo poco di un anno, la Corte Penale Internazionale non soltanto era una realtà all'interno della quale poter camminare, ma c'erano giudici venuti da ogni dove solennemente accolti dalla Regina d'Olanda, uffici, interpreti, ufficiali, uffici del personale e logistici, uffici tecnici, della comunicazione e tutto ciò che è necessario per creare un'organizzazione internazionale dalle idee semplici e chiare di un gruppetto sparuto di persone, un gruppetto di ONG e tanta, testarda forza di volontà.
Questa ricetta semplice, schietta e saporita è ispirata a quell'evento, storico, epocale anche a livello comunicativo perché le tante firme e ratifiche necessarie furono raccolte anche grazie all'invenzione del momento, internet, che faceva viaggiare complessi messaggi diplomatici alla velocità di bit e bytes.


Birra chiara
Semi di finocchiella selvatica siciliana
Alici surgelate ESI



Porre in una teglia le alici, coprire il fondo con la birra senza annegarle, aggiungere semi di finocchiella selvatica siciliana, infornare in forno ben caldo a 180° o 200°C per una dozzina di minuti.  

giovedì 30 giugno 2016

Sgombri in padella con vino bianco e prezzemolo


Mangiare il pesce è certamente un'ottima abitudine, non sempre lo si conosce abbastanza bene da poterlo comprare fresco, esistono però alcune catene di rivenditori specializzati che hanno la comodità di proporre pesce dal pescato o di allevamento surgelati direttamente sulla barca o all'arrivo dei pescherecci in porto e che quindi garantisce un'alta qualità del prodotto. La facilità della surgelazione permette inoltre di poter scegliere più facilmente il pesce dal pescato e non di allevamento intensivo, allevamenti che, analogamente a quelli per la carne, sono altamente dannosi per la salute e l'ambiente, i metodi per la surgelazione odierni prevedono, inoltre, soltanto una minima glassatura che non altera il sapore e la consistenza. Anche con il pesce surgelato è comunque necessario scegliere con accuratezza il negozio di fiducia dove acquistare un alimento che tanto facilmente rischia alterazioni che potrebbero causare gravi intolleranze o seri problemi di salute. È dunque opportuno scegliere non soltanto la catena di negozi ma anche la bottega specifica per evitare brutte sorprese.
Questa ricetta utilizza gli sgombri ESI – Euro Surgelati Italia, acquistati in una bottega di fiducia.


Sgombri surgelati ESI
Vino bianco
Prezzemolo
Aglio
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili



Sciacquare dalla glassa gli sgombri, far scaldare l'olio con l'aglio in una padella alta, porvi gli sgombri, dunque aggiungere vino e prezzemolo, far cuocere a fuoco medio basso coperto.  

mercoledì 29 giugno 2016

Insalata di orzo mondo con curry e zucchine


Le festività religiose sono sempre o quasi un modo per esplicitare a livello formalmente riconoscibile alcuni momenti importanti della vita sociale. Il sacro, ciò che è differente dalla quotidianità, è non soltanto una dimensione spirituale ma anche una forma per consolidare la coesione all'interno di un gruppo, scandita da rituali che sono interpretabili spesso come un modo per delimitare chiaramente ciò che è il tran-tran quotidiano e ciò che riguarda la collettività in cui si agisce, si vive. La realtà in fondo è anche un po' la rappresentazione del reale. In taluni Paesi, specialmente del Mediterraneo, la sacralità è parte della quotidianità e i rituali sono spessissimo qualcosa che ha a che fare con il cibo. Comprendere il modo in cui viene preparato un piatto può fornire innumerevoli informazioni sulla cultura e sul modo di vivere di un Paese e di piccolissimi centri abitati. In Italia è particolarmente evidente, basta addentrarsi un po' negli innumerevoli modi in cui viene preparata la pasta fatta in casa per avere una vaghissima idea. Se poi si va ad esplorare l'enorme biodiversità alimentare c'è da scoprire infiniti universi di senso e di sensi. L'enorme varietà di sapori e saperi unita alla sacralità della convivialità mediterranea hanno fatto sì che la Dieta Mediterranea venisse riconosciuta quale Patrimonio Immateriale UNESCO.
Questa ricetta propone una sinergia tra suggestioni orientali e sapori mediterranei, per riscoprire preparati tradizionali italiani a base di cereali di filiera italiana.


Orzo mondo biologico Ecor filiera italiana
Scalogno
Acqua
Vino rosso della Cantina Sociale Chianti di Colle Val D'Elsa
Sale
Curry mild
Cipolla bianca
Zucchine romanesche
Olio extravergine di oliva Sabina D.O.P. o di sasso dei Monti Lucretili
Origano siracusano dai Monti Iblei



Far rinvenire l'orzo per circa 6 ore, dunque fare un soffritto leggero in acqua e olio con un trito di scalogno e curry mild in polvere, aggiungere l'orzo rinvenuto, scolato e sciacquato, salare e girare bene, dunque sfumare con poco vino rosso, far evaporare l'alcool, aggiungere acqua, portare a bollore e far cuocere a fuoco piuttosto basso, coperto. Quando è a buon punto di cottura alzare la fiamma e far evaporare il liquido. A parte mondare e tagliare a cubotti le zucchine, preparare un soffritto leggero in acqua e olio di poca cipolla bianca, versarvi dunque le zucchine, salare, aggiungere l'origano, girare bene e poi abbassare la fiamma e coprire fino quasi a cottura ultimata. Quindi alzare la fiamma e farle dorare. Far raffreddare, senza mettere in frigo e servire, eventualmente in accompagnamento a formaggi freschi quali il quark o il primosale.