mercoledì 7 dicembre 2016

Tortilla di castagne

Tortilla di castagne

Nelle cucine italiane la rielaborazione creativa di ricette, anche provenienti da altri Paesi, è una specie di imperativo categorico. Non vi è ingrediente che non venga in qualche modo ricreato, ripensato, ricetta che non venga ridefinita quando arriva in una cucina italiana. A volte la motivazione di base è la penuria di ingredienti ma spesso è la creatività diffusa del popolo italiano, forse l’unico tratto che veramente identifica gli abitanti di una Nazione con una storia tanto complicata e una quantità di dialetti che potrebbero essere considerate a buon diritto delle vere e proprie lingue tanto diverse tra loro da risultare incomprensibili a persone che abitano a pochi chilometri di distanza.
Questa ricetta rielabora la tradizionale tortilla spagnola con un ingrediente ghiotto e particolarmente gustoso.

Uova da allevamento all’aperto non intensivo
Sale iodato
Castagne
Acqua
Olio extravergine di oliva


Crastare le castagne e lessarne una buona quantità, quindi farle intiepidire e sbucciare, polverizzarle con le mani lasciando intatto qualche pezzettone. Sbattere le uova in numero giusto a creare con le castagne un composto abbastanza denso, non liquido, salare. Scaldare l’olio nella padella, versarvi il composto, girare quando necessario. A piacimento servire con una julienne di Gruviera dell’Alta Savoia. 

martedì 6 dicembre 2016

Bruschetta col Parmigiano Reggiano e l’olio novello

Bruschetta col Parmigiano Reggiano e l’olio novello

Una serata davanti al camino, una chitarra, amici fidati, una tisana calda o un bicchiere di buon vino e una bruschetta con l’olio novello e il Parmigiano, semplici piaceri che rendono uniche le merende italiane.
L’inverno può essere un momento meravigliosamente coccoloso.
Questa ricetta, semplice e golosa, è ispirata alla semplicità dello stare insieme.

Pane
Olio extravergine d’oliva novello
Parmigiano Reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Mele croccanti e acidule


Bruscare il pane, aggiungervi, nell’ordine olio novello, fettine di Parmigiano tagliate col pelapatate, scaldare un pochino per far ammorbidire poco poco il formaggio, quindi aggiungere le fettine sottili di mela sbucciata e disossata. 

lunedì 5 dicembre 2016

Penne con le castagne

Penne con le castagne

Il clima è forse il tema più importante della politica contemporanea. Occuparsi dell’ambiente e contestualmente agire criticamente per creare una società meno consumistica, più vera, autentica e libera da inutili quanto dannosi condizionamenti è una necessità imprescindibile. Tra qualche anno la popolazione umana sulla Terra raggiungerà livelli mai immaginati finora e questa è senza dubbio alcuno una grande opportunità per creare sviluppo sostenibile. È evidente che il tenore di vita a dir poco scellerato nei confronti del Pianeta che ci nutre, ci disseta, ci fa respirare deve cambiare radicalmente. Il che non vuol dire, ovviamente che bisogna diventare improvvisamente poveri o rinunciare agli agi della vita contemporanea, al contrario, significa che è ora di cominciare a godere gli agi della vita contemporanea e la meraviglia dell’ambiente di cui siamo parte integrante. In altre parole, bisogna imparare a vivere meglio, ad essere felici e gioiosamente godere delle bellezze del Pianeta Terra. Questo comporta un cambiamento nelle abitudini malsane che abbiamo acquisito nel corso di pochissimi decenni e che causano malattie, morte e distruzione. Gesti semplici che ci facciano ritrovare l’equilibrio e i bioritmi necessari a vivere felici e in armonia in un Pianeta libero da oppressioni e sfruttamento. Sembra assurdo, eppure è talmente ovvio da non necessitare neanche spiegazioni. Richiede, è chiaro, una consapevolezza nell’agire, delle scelte ragionate, immaginate, sognate e soprattutto implementate.
Questa ricetta, semplicissima, è preparata con alimenti di stagione, ingredienti semplici, genuini e locali.

Penne rigate Voiello
Castagne
Sale iodato
Acqua
Pecorino (non romano) ben stagionato
Latte


Crastare le castagne, lessarle bene in abbondante acqua, scolarle, farle intiepidire e sbucciare. Sbriciolarle con le mani lasciando qualche pezzettone in una padella con del latte scaldare su fiamma medio bassa fino ad ottenere un composto cremoso, quasi all’ultimo aggiungere del pecorino julienne. A parte cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolare e condire con il composto. A piacimento aggiungere pepe. 

domenica 4 dicembre 2016

Gnocchetti di riso e grano saraceno in vellutata di castagne

Gnocchetti di riso e grano saraceno in vellutata di castagne

Il diritto di voto in Italia è una conquista molto recente, è sempre stato qualcosa di agognato, sperato, considerato spesso inarrivabile. Durante l’antichità ci sono stati numerosi esperimenti di voto più o meno democratico, vi sono stati esempi mirabili quali quelli costituiti dal diritto romano e quelle splendidamente incastonate come gioielli luminosi delle Repubbliche medievali, sebbene con le dovute differenze. Ovunque vi sia stata una maggiore libertà di espressione democratica vi è stato anche uno sviluppo economico, un progresso artistico, scientifico, tecnologico, sociale e giuridico che ha portato a quelle che sono note in tutto il Globo come le eccellenze italiane. Tra queste eccellenze spiccano l’artigianato, i mestieri dell’arte scenica o di quella architettonica, scultorea, pittorica, musicale, danzante, giardiniera, mercantile, e la Costituzione della Repubblica Italiana, che riluce di meravigliosa bellezza nella generale lordura di corruttele e leggi fatte a discapito della cittadinanza.
Questa ricetta è ispirata alla delicata fragilità delle democrazie e alla forza che risiede in solide costituzioni quale è quella italiana, nata dalla sistematica violazione delle libertà fondamentali e dalla necessità di garantirle, stabile nella sua semplicità. D’altronde quando si hanno le idee chiare non servono tanti arzigogoli, ci si capisce e basta. I problemi nascono quando arrivano gli Azzeccagarbugli della Storia, con la speranza che tutta questa farsa da commedianti di basso lignaggio possa risolversi con la bellezza della complessa semplicità manzoniana, e con una bella pernacchia a chi cerca di togliere agli italiani e alle italiane il diritto di voto.

Patate
Castagne
Olio extravergine di oliva
Sale iodato
Timo
Maggiorana
Latte
Farina di grano saraceno
Farina di riso
Farina sabina
Acqua
Foglie di cipolla


Lessare le patate con tutta la buccia, scolarle e spellarle, passarle nel passaverdure. Crastare le castagne e sbollentarle in acqua per sbucciarle con facilità. Quindi sbucciarle, passarle col passaverdure nello stesso recipiente delle patate. A parte preparare gli gnocchetti mescolando e impastando le tre farine con acqua tiepida, facendo budellini e dunque dadini di circa un centimetro. In una pentola far scaldare un goccio d’olio con le foglioline di cipolla, fresche o secche se non si dispone di quelle fresche, e le erbe aromatiche. Quindi aggiungere le patate, le castagne, il latte, girare bene, salare ed eventualmente, se piace, pepare con pepe rosa. Quando la vellutata avrà raggiunto la giusta consistenza e il sapore adatto, versarvi gli gnocchetti e farli cuocere il tempo necessario, condire con un filo di olio a crudo e formaggi di carattere, quali Parmigiano, Gruviera d’Alta Savoia, Fontina valdostana o Castelmagno. Vino consigliato: Barbaresco, anche per restare in tema onomastico. 

sabato 3 dicembre 2016

Crostini di pane con Parmigiano, pere e noci

Crostini di pane con Parmigiano, pere e noci

Il femminismo è più che mai la nuova frontiera del libero pensiero contemporaneo. Nelle società cosiddette occidentali troppo spesso si indulge nella giustificazione di atteggiamenti sessisti camuffati da inclinazioni religiose o di pensiero. Senza andare a scavare sull’annoso problema del hijab, del velo islamico, nei confronti del quale si ha spesso l’atteggiamento ‘basta che indossandolo le facciano andare a scuola e vivere una vita per quanto possibile normale’ oppure ‘se le donne vogliono portarlo perché agire con veemenza contro la religione?’, atteggiamenti ai quali si potrebbe facilmente ribattere che in una società di eguali in cui i diritti delle donne vengano rispettati nel profondo il velo è inaccettabile, si può tuttavia affermare che moltissimi atteggiamenti ‘da macho’ delle donne sono più che deprecabili ridicoli. A volte è bene soffermarsi su quanto effettivamente siano ridicoli certi stereotipi, lo hanno fatto molti uomini coraggiosi che hanno indossato, o almeno ci hanno provato, tacchi alti al lavoro per solidarietà nei confronti delle loro colleghe donne cui veniva imposto tale tormento, oppure facendosi fotografare in pose ‘tipicamente’ femminili, evidenziando l’assurdità e la bruttura di tali ‘pose’, che sono quasi inevitabilmente centrate su ciò che una società repressiva ritiene essere sessuale. In una società repressa e repressiva, ovviamente la sessualità è vissuta male, se non malissimo e questo inficia notevolmente la libertà individuale, nonché la possibilità che vi siano società effettivamente fondate su principi femministi. Presentarsi in modo elegante o carino non vuol dire puntare su ciò che costituisce l’esibizione dell’oggetto della repressione. Esibizione che presuppone ciò che va a negare, ovvero la repressione. Certo una popolazione di persone libere, felici, indipendenti, pensanti e appagate è più difficile da controllare da parte di chi ha tutto l’interesse a distruggere, controllare e consumare persone, ambienti e sentimenti, ma poi esistono le scelte individuali, spesso difficili, che quando diventano condivise anche da altri costruiscono società libere, economicamente molto floride e stabili, sicure e felici.
Questa ricetta, semplice ed essenziale, è ispirata alla necessità del femminismo quale motore delle conquiste di libertà delle società contemporanee.

Pane
Pere
Noci locali
Parmigiano Reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore


Tagliare il pane casareccio in fette non troppo spesse, di meno di un centimetro. Scaldarle o tostarle, quindi condirle con, nell’ordine fettine sottili di pera sbucciata non troppo morbida, fette di parmigiano ricavate col pelapatate, granella di noci. Infornare in forno molto caldo e grigliare fino a che il parmigiano si sarà ammorbidito senza sciogliersi. Eventualmente servire con un filo di miele di acacia o, se il sapore forte è gradito, di castagna. 

venerdì 2 dicembre 2016

Insalata risorgimentale con agrumi e gianduiotto

Insalata risorgimentale con agrumi e gianduiotto

A dicembre qualche anno fa nelle calze della Befana, o Epifania che dir si voglia, accanto al presepe o al più recente albero natalizio era consuetudine trovare i succosi agrumi che provenivano dal Sud Italia. Oggi agrumi che non sanno di agrumi si trovano durante tutto l’anno e questa ghiotta tradizione si è un po’ perduta. È possibile, però, mediante i Gruppi di Acquisto Solidale anche detti GAS, far arrivare direttamente dalle terre baciate dal Sole gli agrumi più succulenti e profumati, ricchissimi di vitamine, in particolare della preziosa vitamina C necessaria a combattere i malanni invernali, senza passare per i frigoriferi pieni di additivi della grande distribuzione.
D’altro canto, quale piacere si prova a sentire l’aroma inconfondibile del formaggio prodotto nelle terre che furono della sciagurata famiglia Savoia, reali che ebbero la ventura di incoraggiare l’Eroe dei Due Mondi a riunificare l’Italia, anche grazie alle notevoli abilità diplomatiche di Camillo Benso Conte di Cavour e alle idee rivoluzionarie mazziniane, e la sventura di lasciare il BelPaese in balia della loro debolezza personale e caratteriale.
Questa insalata racchiude in sé tutto il profumo e l’aroma del Sud, tutta la meravigliosa bellezza dell’Italia e riunisce, in un omaggio al Risorgimento che ha riunito il Settentrione e il Meridione del BelPaese.

Arance italiane
Mele italiane
Noci locali
Formaggio gianduiotto piemontese oppure Gruviera dell’Alta Savoia
Broccolo verde
Patate abruzzesi o viterbesi
Olio extravergine di oliva
Olive verdi dolci denocciolate
Olive nere al forno
Sale iodato
Aceto di mele
Limone
Mandaranci


Lavare, tagliare a rosette e lasciare a mollo il broccolo, lessarlo al dente. Sbucciare, tagliare le patate in tocchetti e cuocerle al vapore. Sbucciare le mele, tagliarle a dadini e passarle per qualche minuto in una ciotola con acqua e limone per non farle annerire. Sciacquare e tagliare le olive verdi a fettine, denocciolare, sciacquare e tagliare a pezzettini o a spicchi le olive nere. Sgusciare le noci, spezzettarle. Sbucciare le arance e i mandaranci, farli a dadotti di circa un centimetro. Tagliare a dadini di circa mezzo centimetro il formaggio. Porre tutto in un’insalatiere, condire con olio, sale e, quasi in ultimo, aceto. A piacimento aggiungere semi di finocchio o di anice. 

giovedì 1 dicembre 2016

Scrippelle con castagne e Parmigiano

Scrippelle con castagne e Parmigiano

Il primo giorno di dicembre inizia il conto alla rovescia per le festività invernali. C’è chi non vede l’ora di celebrare con tutta la famiglia il Natale e chi non vede l’ora di scappare verso qualche destinazione di montagna o termale o vacanziera per qualche giorno di completo e assoluto relax. Si iniziano tour de force dietetici per potersi infilare nei vestiti di Capodanno e andare in giro per le grandi città è una missione degna di James Bond, impossibile senza trascorrere ore e ore tra file e traffico. I mercatini natalizi si moltiplicano e nelle cucine italiane comincia la corsa agli ingredienti di qualità, possibilmente ad un prezzo conveniente. Dal canto loro i commercianti aumentano i prezzi a fronte di offerte speciali irripetibili ed entrare in un supermercato può diventare una questione impegnativa. Gli artigiani vengono subissati di richieste per finire in tempo i prodotti artigianali ordinati all’ultimo minuto o in tempo in tempo e tutto sembra improvvisamente trasformarsi in una grande giostra in cui tutto è diverso, speciale, forse, o semplicemente più frenetico. A prescindere dai giudizi di merito sui festeggiamenti natalizi e sul consumismo più o meno sfrenato che essi portano con sé, c’è da dire che anche le festività più pagane del mondo cristiano si possono vivere in modo differente. Si può agire in modo diverso, si può scegliere di non farsi risucchiare nel vortice del consumismo e apprezzare le festività in modo più pieno e gioioso. Un modo sicuramente ottimale è quello di preparare delizie in casa oppure cercare botteghe che propongano prodotti artigianali e ovviamente preferire la qualità. Si possono poi creare moltissimi oggetti e rivolgersi ad artigiani per prodotti unici che contribuiscano alla crescita dell’economia locale e si possono preferire ingredienti di stagione.
In questa ricetta, di facile realizzazione, vengono utilizzati ingredienti di stagione e il Parmigiano prodotto artigianalmente con latte d’alpeggio, uova da allevamenti non intensivi, olio, latte e farina locali, panna di mandorle italiane biologica.  

Castagne
Uova da allevamento non intensivo all’aperto
Latte
Farina sabina
Parmigiano Reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Olio extravergine di oliva
Acqua
Panna di mandorle


Preparare l’impasto per le scrippelle con uova, latte, farina, acqua tiepida, così da ottenere un impasto non troppo chiaro né troppo giallo, liquido ma denso. Crastare le castagne e lessarle in abbondante acqua salata, quindi farle intiepidire e sbucciarle togliendo con agio anche la pellicola interna. Oliare una padella antiaderente con qualche goccia d’olio su un tovagliolo, farla scaldare bene, quindi versarvi il composto fino a che si stacca dalla padella, quindi girare e far cuocere dall’altro lato. Riempire le scrippelle con le castagne e il parmigiano. Porle in una teglia oliata coprire con panna di mandorle e infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per una ventina di minuti scarsi.