mercoledì 7 giugno 2017

Pizza rustica con zucchine, menta, ricotta e mozzarella di bufala

Pizza rustica con zucchine, menta, ricotta e mozzarella di bufala

Alla vigilia delle elezioni in Gran Bretagna è sempre più evidente che la Scozia sta acquisendo un preminente ruolo all’interno del Regno Unito e dell’Unione europea. La leader dello SNP-Scottish National Party, Partito nazionale scozzese, Nicola Sturgeon, ha dato grande prova di saper fronteggiare la premier Theresa May. Con determinazione e costanza, con chiarezza e semplicità ha smontato pezzo a pezzo un piano che non c’è e non c’è mai stato per l’uscita dall’UE verso una nuova forma di alleanze e di cooperazione tra Stati. Ha saputo denudare la retorica di una politica fondata sulla mancanza di idee, fondamentalmente retrograda e che nega il progresso di diritti umani e internazionalismo, e ammantata di ideali ormai non più attuali. 
Inizialmente chi aveva pensato che Brexit potesse costituire anche una opportunità per una ridefinizione di equilibri, per dare un segnale forte a Bruxelles affinché l’UE ritrovasse il proprio spirito originario, le idee di chi la immaginò e contribuì a fondarla, si è dovuto accorgere che la persona che avrebbe dovuto guidare questo cambiamento manca assolutamente di visione politica e dunque di capacità di prevedere, immaginare e creare le condizioni per nuove opportunità. 
Storia ben diversa quella della Scozia, una nazione che ha sofferto grandemente l’austerity e la povertà, riuscendo ad abbassare il livello di disoccupazione anche grazie alla fiducia profonda nella popolazione che si concretizza nella possibilità di educazione e di formazione continua, di collaborazione fattiva e fattuale con altri Stati, con la fiducia nelle libertà progressive all’interno di un quadro di rispetto della cittadinanza che include tutte le classi sociali.
Questa ricetta è ispirata all’importanza in politica e non soltanto della capacità di comprendere il presente e immaginare il futuro.

Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Pasta sfoglia Giovanni Rana
Menta fresca
Zucchine romanesche dell’orto freschissime
Ricotta di bufala La bottega del casaro
Mozzarella di bufala La bottega del casaro


Lavare bene e tagliare le zucchine, scaldare l’olio in padella, versarvi le zucchine e alcune foglie di menta fresca, salare, far cuocere piuttosto al dente a fuoco vivace ma non troppo, far intiepidire. Condire la ricotta con sale, olio e menta, quindi aggiungervi le zucchine tiepide e la mozzarella di bufala sbriciolata grossolanamente, girare bene e far insaporire. Stendere la sfoglia, farcirla con il composto, ripiegare gli orli, infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C. 

martedì 6 giugno 2017

Filetto di manzo con cedro piretto

Filetto di manzo con cedro piretto

Dalle dichiarazioni ufficiali delle organizzazioni internazionali sembra abbastanza assodato che le nuove rivoluzioni tecnologiche hanno bisogno di rimettere al centro del discorso politico ed economico la persona, in quanto individuo parte di una collettività e in quanto essere umano, un’idea profondamente mazziniana ed estremamente contemporanea.
Questa ricetta è ispirata al nuovo umanesimo professato da Papa Francesco I Bergoglio e dalle maggiori organizzazioni internazionali.

Filetto di manzo acquistato dal macellaio di fiducia
Cedro piretto non trattato
Sale integrale siciliano
Olio extravergine di oliva


Lavare bene e grattugiare in modo non uniforme la scorza di cedro piretto così da ottenere fiocchi di scorza e delle fette decorate da usare in cottura. Scaldare la bistecchiera con il sale direttamente sulla piastra. Adagiarvi il filetto, sulla parte superiore condire con fiocchi di scorza di cedro, girare la carne, adagiare sul lato in alto fette di cedro. Cuocere nel modo desiderato. 

lunedì 5 giugno 2017

Spadellata di giugno

Spadellata di giugno

Il 5 giugno è la Giornata mondiale dell’Ambiente e quest’anno il tema, affidato al Canada, è ‘Connecting People to Nature’, collegare le persone alla natura, considerando però che in inglese ‘people’ vuol dire ‘persone’ e ‘popolo’. L’utilizzo di questa parola è particolarmente significativo per un Paese che sta risolvendo la secolare diatriba con le popolazioni autoctone e che ha, quale maggiore attrattiva turistica, immensi parchi e una natura che si estende pressoché indisturbata su superfici che sembrano infinite a qualunque europeo, tranne forse ai russi.
Entrare in contatto con la natura, amarla, coccolarla, agire con gentilezza per porre rimedio ai danni causati dall’essere umano, ad esempio con azioni di pulizia di parchi e aree verdi, oppure semplicemente dedicare questa giornata a ritrovare i propri bioritmi ricordando che siamo parte di un ecosistema meraviglioso che va prima di tutto compreso, preservato, rispettato e vissuto appieno è un buon modo per celebrare e festeggiare l'ambiente in cui viviamo.
La Natura non è un’entità astratta, ricorda questa Giornata, è qualcosa di cui siamo parte e in cui siamo immersi quindi forse è il caso di prendere l’abitudine di rispettarla, così come è il caso di rispettare sé stessi e il proprio corpo.
Potrebbe dunque essere un’occasione per vivere appieno all’aria aperta, per sporcarsi le mani con le foglie d’erba o per rotolarsi giù da una collina ridendo come bambini, oppure per organizzare una bella giornata di meditazione immersi nel verde di un bel parco non lontano da casa.
Questa ricetta, con verdura rigorosamente di stagione, è ispirata alla bellezza del vivere bene con naturalezza.

Cime di rapa rossa o barbabietola
Zucchine
Melanzane
Cipollina fresca
Patate novelle
Carote novelle
Foglie di carote novelle
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Timo fresco
Menta fresca
Taccole novelle anche dette fagiolini piatti

Lavare bene le verdure, tagliarle a dadotti e a listerelle. Sbucciare le patate e le carote, lavarle e tagliarle a dadini. Lavare bene anche le foglie di carote da utilizzare nella quantità di un’erba aromatica. Togliere le punte dalle taccole, lavarle e tagliarle a listerelle. Far scaldare l’olio in padella con una cipollina fresca tritata finemente, il timo e la menta ben puliti, aggiungere le verdure, salare, far insaporire con l’olio quindi abbassare la fiamma, non troppo, coprire e girare spesso. Quando le verdure saranno tutte cotte, togliere il coperchio, alzare la fiamma e far croccare. Servire con formaggio, crostini di pane o come contorno. 

domenica 4 giugno 2017

Pizza rustica ai formaggi sabini con ciliegie

Pizza rustica ai formaggi sabini con ciliegie

Con la potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione europea si porrebbe la questione della lingua ufficiale da adottare nelle comunicazioni istituzionali. Se oggi, infatti, le ‘lingue di lavoro’ sono, come in qualunque organizzazione internazionale e in ambito diplomatico, il francese e l’inglese non saranno poche le proteste, più che comprensibili, per cambiare nel prossimo futuro. Certamente se l’elettorato britannico sceglierà la via unionista più che l’isolamento senza pianificazione alternativa, preferendo la concreta solidità delle parole della scozzese Nicola Sturgeon alla vaghezza aprogrammatica delle affermazioni di Theresa May la questione non si porrebbe, pur rimanendo in piedi tutti gli interrogativi e le esigenze di riformare l’UE posti da Brexit. Altra opzione potrebbe essere, in un eventuale lontano futuro, l’ingresso nell’Unione della Scozia indipendente anche se le problematiche linguistiche e comunicative rimarrebbero.
Se l’Italia avesse sviluppato negli anni, e non lo ha fatto, la medesima rete di connessioni della Francofonia, vi sarebbe qualche remota possibilità di proporre l’italiano quale lingua di lavoro alternativa ma forse avrebbe più possibilità di essere presa in considerazione un’istanza per rendere il latino lingua di lavoro dell’Unione.

Questa ricetta è ispirata alle tante sfaccettature pratiche di ciò che talvolta appare soltanto teorico. 

Pasta sfoglia già pronta
Ricotta di pecora delle Eco Fattorie Sabine
Pecorino amatriciano
Ciliegie
Timo fresco
Olio extravergine di oliva

Lavare le ciliegie, privarle del nocciolo tagliandole a metà, porle in un recipiente con la ricotta, spolverare con pecorino amatriciano, da non confondere assolutamente con quello romano: quello sabino somiglia più ad un cacio di latte di pecora che ad un formaggio da grattugiare, grattugiato julienne, un filo d’olio e qualche fogliolina di timo fresco ben lavato. Stendere la pasta sfoglia sulla teglia, lasciandola sulla carta forno per maggiore praticità, quindi riempire col contenuto e infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per il tempo di cottura. Servire tiepida o fredda. 

sabato 3 giugno 2017

Scrippelle al forno con emmenthal e ciliegie

Scrippelle al forno con emmenthal e ciliegie

Quando si pensa alla Polonia il primo collegamento che appare evidente è quello di Papa Giovanni Paolo II e del movimento sindacalista cristiano Solidarność. Eppure i collegamenti con l’Italia sono molteplici e hanno radici antiche che risalgono al X secolo. Senza approfondire il lascito intellettuale del più famoso astronomo polacco, Niccolò Copernico, e l’influenza che le sue teorie eliocentriche produssero nel mondo intellettuale italiano, basterebbe ricordare l’intreccio di idee e persone che animarono il Risorgimento italiano e contestualmente quello polacco. Non è certamente casuale se Mazzini, pensando ai popoli che debbono insorgere contro l’oppressore, immagina, prima ancora della Giovine Europa, la Giovine Polonia, molti infatti furono i polacchi che si unirono alle battaglie irredentiste e non pochi i garibaldini che si diressero in aiuto e soccorso delle fratellanze polacche. Certamente tra le teorie di Marx e quelle di Mazzini, che tanto semplicemente le criticava, il popolo polacco ha avuto maggiore fascinazione per quelle dell’ispiratore del Risorgimento italiano e oggi più che mai, con il tentativo di deriva illiberale e illibertaria di certa parte della politica di quel Paese, sarebbe importante riaffermare i valori mazziniani di pace, fratellanza, umanità. L’Unione europea e Bruxelles guardano da tempo con diffidenza, cercando il più possibile di sostenere e incoraggiare le forze più democratiche eppure qualcosa, qualche antica fascinazione per l’impero sovietico, o peggio ancora per lo zarismo, sembra volersi incuneare nello sviluppo di una delle Nazioni europee in piena crescita economica dopo il crollo del Muro di Berlino, che proprio Solidarność ha tanto contribuito a picconare.

Questa ricetta è ispirata all’importanza dell’implementazione degli ideali mazziniani nella politica polacca nei mesi e negli anni a venire. 

Uova
Farina
Latte
Acqua
Burro d’alpeggio della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Emmenthal svizzero
Ciliegie
Sale integrale siciliano
Olio extravergine di oliva
Menta fresca
Mozzarella

Creare la pastella per le scrippelle con circa 1 uovo, 300 grammi di farina, 80gr di latte e acqua tiepida quanto basta così da ottenere un composto morbido, denso, liquido, chiaro ma non bianchiccio. Mettere delle gocce di olio su un tovagliolo e oliare in questo modo una padellina antiaderente adatta all’uso. Scaldare la padella a fuoco mediamente basso, versarvi il necessario per una scrippella, attendere che si stacchi da sé, quando è al giusto grado di cottura, girarla, quindi toglierla dal fuoco, proseguire con le altre scrippelle. In una teglia oliata porre le scrippelle, una per volta, piegandole, riempiendole col ripieno senza esagerare, quindi chiudendole a metà. Per il ripieno, lavare bene le ciliegie, privarle del nocciolo tagliandole a metà, unire a mozzarella sbriciolata con le mani e pezzettini di Emmenthal. Quando la teglia sarà riempita di scrippelle ripiene piegate a metà e adagiate l’una affianco all’altra in modo che stiano strette ma non troppo, versarvi sopra una besciamella molto morbida fatta con farina, burro, latte e menta fresca. Infornare in forno ben caldo al 180°C o 200°C per una ventina di minuti circa o comunque fino a cottura.

venerdì 2 giugno 2017

Scrippelle al forno con salmone e sciroppo d’acero

Scrippelle al forno con salmone e sciroppo d’acero

Il due giugno 1946 gli italiani scelsero la strada indicata da Mazzini molti anni prima: la Repubblica contro la monarchia e i Savoia, che avevano in più occasioni gettato il nostro Paese nel caos anarchico della guerra civile, furono esiliati dal suolo patrio. In questa occasione si celebra la Festa della Repubblica, anche quest’anno con la ormai tradizionale parata militare in Via dei Fori Imperiali a Roma.
Tralasciando il simbolismo di vittoria della democrazia sul regime della parata repubblicana su una strada di costruzione mussoliniana che, oltre a squarciare un’area archeologica unica per bellezza e completezza, celebra le vittorie militari del fascismo, non si può fare a meno di riflettere, per l’ennesima volta, sulla opportunità di una celebrazione pressoché solamente militaristica.
L’Art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: ‘L’Italia ripudia la guerra’, quindi nega tutta la retorica del regime precedente e vuole costruire la pace.
Se è vero quello che, proprio in quei fori squarciati dalle ruspe mussoliniane, dicevano i romani: ‘se vuoi la pace preparati alla guerra’, principio che di fatto viene negato dai tanti trattati internazionali per la creazione della pace mondiale firmati a pochi metri dai fori, è decisamente vero che non vi sono evidenze che la pace si costruisca con mortai e fucili, bensì ve ne sono a iosa che si crei quotidianamente grazie all’azione di chi crede fermamente nell’azione concreta delle persone che costituiscono la Nazione e possibilmente lo Stato di diritto.
Quest’anno, giustamente, si sono succedute le commemorazioni di Giovanni Falcone. La tenerezza nei suoi occhi, la dolcezza del suo sguardo, il sorriso puro sul suo viso e la pacatezza delle sue parole più pericolose del piombo e del tritolo per chi nega lo Stato, la democrazia e la libertà hanno ricordato agli italiani che gli eroi, quelli veri, non hanno bisogno di moschetti e baionette, di parole roboanti e toni militareschi, bensì di agire, quotidianamente nella costruzione e per il mantenimento della pace e della legalità.
Un insegnamento forte.
Questa ricetta è ispirata all’importanza della presenza della società civile nella parata del due giugno.

Uova
Farina
Latte
Acqua
Burro d’alpeggio della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Sale integrale siciliano
Olio extravergine di oliva
Mozzarella
Sciroppo d’acero
Salmone affumicato
Whisky scozzese torbato
Sale rosa dell’Himalaya


Creare la pastella per le scrippelle con circa 1 uovo, 300 grammi di farina, 80gr di latte e acqua tiepida quanto basta così da ottenere un composto morbido, denso, liquido, chiaro ma non bianchiccio. Mettere delle gocce di olio su un tovagliolo e oliare in questo modo una padellina antiaderente adatta all’uso. Scaldare la padella a fuoco mediamente basso, versarvi il necessario per una scrippella, attendere che si stacchi da sé, quando è al giusto grado di cottura, girarla, quindi toglierla dal fuoco, proseguire con le altre scrippelle. In una teglia oliata porre le scrippelle, una per volta, piegandole, riempiendole col ripieno senza esagerare, quindi chiudendole a metà. Per il ripieno, saltare il salmone in padella, farlo sfumare con il whisky, quindi aggiungere un po’ di acqua, far intiepidire e mescolare con la mozzarella sbriciolata con le mani e un filo di sciroppo d’acero. Quando la teglia sarà riempita di scrippelle ripiene piegate a metà e adagiate l’una affianco all’altra in modo che stiano strette ma non troppo, versarvi sopra una besciamella molto morbida fatta con farina, burro e latte. Infornare in forno ben caldo al 180°C o 200°C per una ventina di minuti circa o comunque fino a cottura, quindi guarnire con sale rosa dell’Himalaya a grani grossolani e un filo di sciroppo d’acero. 

giovedì 1 giugno 2017

Scrippelle al forno con verdure grigliate e parmigiano

Scrippelle al forno con verdure grigliate e parmigiano


La protezione dell’ambiente, l’amore per il Pianeta sembrano oggi messaggi non più tanto rivoluzionari quanto giuste e sacrosante rivendicazioni della cittadinanza per poter vivere meglio e creare quello sviluppo sostenibile che è alla base del progresso e della sopravvivenza stessa dell’umanità nel suo complesso. Politici di tutto il mondo firmano trattati e si impegnano solennemente per la tutela di quanto vi è di più prezioso, la Natura, l’aria che respiriamo, l’acqua di cui siamo composti e che beviamo, il cibo di cui ci nutriamo. Taluni si oppongono al ‘nuovo corso’ cercando di opporre resistenze oggettivamente difficili da comprendere per qualunque persona dotata di buon senso. L’ambientalismo ha però radici relativamente giovani, sebbene sia possibile trovare scritti che risalgono all’Antica Roma e teorie per la tutela dell’ambiente già durante le prime forme di rivoluzione industriale non vi è stato, fino alla seconda metà del ‘900 un vero e proprio movimento diffuso per la protezione e la tutela ambientale. Si sono sviluppate idee innovative ma non una vera e propria coscienza collettiva sull’importanza della Natura nella nostra vita. Pian piano, con la riscoperta dell’importanza dell’essere umano quale principale elemento della società in cui vive e si sviluppa, si è cominciato a comprendere che l’essere umano non vive in un luogo diverso dalla Terra e si è iniziato a ragionare in termini di necessità di garantire l’esistenza stessa del Pianeta o comunque della vita su di esso.
La tutela dell’ambiente, si è capito, va anche di pari passo con la costruzione della pace e di un mondo più equo, più giusto, più ‘a misura d’uomo’, così, man mano che si (ri)scoprono stili di vita più sani si (ri)trova anche un amore per la Terra e le questioni ambientali.

Questa ricetta è ispirata alle parole e alla concretezza delle azioni della Politica internazionale a tutela e difesa dell’ambiente.

Uova
Farina
Latte
Acqua
Burro d’alpeggio della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Parmigiano reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Zucchine
Melanzane
Peperoni
Sale integrale siciliano
Olio extravergine di oliva
Menta fresca
Mozzarella


Creare la pastella per le scrippelle con circa 1 uovo, 300 grammi di farina, 80gr di latte e acqua tiepida quanto basta così da ottenere un composto morbido, denso, liquido, chiaro ma non bianchiccio. Mettere delle gocce di olio su un tovagliolo e oliare in questo modo una padellina antiaderente adatta all’uso. Scaldare la padella a fuoco mediamente basso, versarvi il necessario per una scrippella, attendere che si stacchi da sé, quando è al giusto grado di cottura, girarla, quindi toglierla dal fuoco, proseguire con le altre scrippelle. In una teglia oliata porre le scrippelle, una per volta, piegandole, riempiendole col ripieno senza esagerare, quindi chiudendole a metà. Per il ripieno, lavare le verdure, affettarle, salarle, grigliarle, condirle con olio e menta fresca, quindi spezzettare con le forbici, unire a mozzarella sbriciolata con le mani e fiammiferi di parmigiano. Quando la teglia sarà riempita di scrippelle ripiene piegate a metà e adagiate l’una affianco all’altra in modo che stiano strette ma non troppo, versarvi sopra una besciamella molto morbida fatta con farina, burro, latte e menta fresca. Infornare in forno ben caldo al 180°C o 200°C per una ventina di minuti circa o comunque fino a cottura.