venerdì 16 giugno 2017

Zuppa fredda estiva

Zuppa fredda estiva

La gentilezza più che parte integrante della vita quotidiana e relazionale è un elemento essenziale del rispetto di sé. Essere maleducati con gli altri, cercare di prevalere con parole sgarbate e gesti sgradevoli, è in primo luogo una enorme mancanza di rispetto nei confronti di sé stessi e conseguentemente degli altri. Cercare di utilizzare parole non offensive o parlare in modo cortese non è qualcosa che afferisce ad un astratto codice di comportamento bensì un’abitudine, sanissima, che ci pone in una forma di rispetto amorevole nei confronti degli altri. Le ‘parolacce’ che ormai vengono considerate ‘normali’ nel linguaggio televisivo, sempre più vuoto di contenuti e purtroppo anche di contenenti, non debbono essere parte del lessico familiare, se lo diventano si crea una specie di abitudine all’offesa di cui non si riesce a distinguere il limite. Con un minimo sforzo si possono trovare parole alternative, si può usare una gentilezza anziché dire una parola sgradevole e si possono instaurare rapporti di fiducia e di amore basati sul rispetto reciproco e sul principio fondamentale del costante miglioramento nella libertà della scelta quotidiana di stare insieme piuttosto che separati. Il che non vuol dire non litigare mai o non pronunciare mai, in nessuna occasione una ‘parola storta’ ma semplicemente porre un’attenzione d’amore nei confronti dell’altra persona tali da evitare una chiusura assoluta di qualunque forma di possibilità di dialogo futura e presente.
Questa ricetta è ispirata alla dolcezza, che Papa Francesco I Bergoglio ha definito ‘fortezza e non debolezza’, che caratterizza i rapporti di vero e profondo amore basati sul rispetto reciproco.

Peperoni
Cipolline fresche
Menta fresca
Pomodoro
Avocado
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Cetrioli
Pinoli
Mandorle
Pepe appena macinato
Crostini di pane casereccio


Lavare bene gli ortaggi, passare i pomodori nel passaverdure, frullare i peperoni, i cetrioli sbucciati ed eventualmente privati della parte ‘semosa’ interna, un pezzetto di cipollina, la menta fresca, la polpa sbucciata dell’avocado privato del nocciolo nel mixer da cucina. Unire il tutto, salare, pepare, condire con olio, lasciare in frigorifero, coperto, per qualche ora, anche una notte intera. A parte tostare mandorle e pinoli e pestare una granella grossolana. Togliere dal frigo per far intiepidire, servire con crostini di pane e una spolverata di granella di pinoli e mandorle. 

giovedì 15 giugno 2017

Minestra fresca di giugno

Minestra fresca di giugno

Tra l’Italia e la Francia da molti secoli c’è un rapporto di amore-odio che una volta è stata descritta in modo celebre dal reggente dell’Istituto culturale dell’Ambasciata italiana Parigi, il quale si espresse pressappoco in questa forma: ‘I francesi, e i parigini in particolare, sono italiani di cattivo umore’. Si potrebbe dire che la frase sia ormai divenuta parte della storia diplomatica tra i due Paesi confinanti e talvolta invasori. Celeberrime le avventure di Asterix e Obelix che contrastano l’invasione romana, oppure quelle della Chanson de geste con i Paladini di Francia che animano il cunto e l’opra de’ pupi siciliani, oppure le trasformazioni della Commedia dell’arte ‘esportata’ verso la corte francese dai lungimiranti Medici, o ancora le incursioni veneziane alla corte napoleonica grazie alla straordinaria abilità delle merlettaie di Burano. Più recentemente i francesi hanno dato forza ai moti risorgimentali con l’entusiasmo per Napoleone per poi disattendere qualunque speranza con la strenua difesa dello Stato Pontificio da parte delle truppe d’oltralpe. Durante la Seconda guerra mondiale la Francia è stata esilio e trappola per molti partigiani e liberi pensatori e durante gli anni di piombo ha aperto le braccia ad alcuni ideatori, teorici e talvolta esecutori del terrorismo rosso. La rivalità a tavola è forse la più evidente, i francesi sono convinti assertori della loro superiorità per la produzione di vini e formaggi e gli italiani rispondono con una strabiliante varietà e qualità di tali alimenti, l’Italia è all’avanguardia in Europa per il blocco delle centrali nucleari e la Francia, Paese decisamente nuclearizzato, si fa paladina delle energie verdi.
La differenza forse più evidente tra le due Nazioni è che i Francesi riescono sempre, o quasi, a fare ‘muro comune’ quando si muovono, mentre gli Italiani lasciano sempre spazio ad una enorme gamma di opzioni che spesso si traduce nella fondamentale incapacità di unire le forze in modo concreto e costruire qualcosa di solido che sia utile alla cittadinanza nel suo complesso, ai promotori e all’Italia in quanto tale.
Un po’ come Red e Toby, Italia e Francia rimangono nemici-amici e forse tale amicale inimicizia non cesserà mai di essere la base di un rapporto secolare fondato su dispettucci e aiuti, ammiccamenti e sgambetti.
Questa ricetta è ispirata ai contrasti che talvolta rendono più gustosa una pietanza.

Zucchine dell’orto
Insalata dell’orto
Fagioloni, fagioli corallo, taccole anche detti fagiolini piatti
Cipollina fresca
Olio extravergine di oliva
Parmigiano reggiano della Latteria sociale di Beduzzo inferiore
Menta fresca
Timo fresco
Citronella fresca
Patate novelle
Carote
Acqua
Sale integrale siciliano
Lattughina da taglio
Fiori di zucchina
Sedano
Ravanelli
Pane casereccio

Pulire, lavare e tagliare gli ortaggi a dadini e a listerelle, porli in una pentola, aggiungere l’acqua, il sale, le erbe aromatiche ben lavate, far bollire, dunque abbassare la fiamma e far cuocere a fuoco medio-basso. A cottura ultimata, far intiepidire e servire con crostini di pane tostato, olio a crudo, petali di parmigiano.


mercoledì 14 giugno 2017

Insalata di giugno in fiori di zucchina

Insalata di giugno in fiori di zucchina

Da qualche tempo è in voga cucinare con fiori edibili, spesso molto scenografici e talvolta anche gustosi. Non sempre è però facile riconoscerli oppure avere a disposizione campi ‘controllati’ dove reperire tali fiori che, peraltro, rischiano di presentare qualche elemento di tossicità da tenere in considerazione se non si è particolarmente esperti in materia. Una delle soluzioni è certamente quella di acquistare in negozi di fiducia, da produttori di fiducia i fiori già colti e selezionati e utilizzarli nei modi e nei tempi indicati sulla confezione.
Un piatto presentato con fiorellini e fiori edibili è certamente scenografico, ma senza ricorrere a troppo esotiche creazioni si può ottenere un risultato molto bello anche utilizzando i più comuni e facilmente reperibili, soprattutto per chi dispone di un orto, fiori di zucchina che sono sufficientemente grandi da poter essere farciti e riempiti con altri ingredienti.
Questa ricetta è ispirata alla necessità di nutrirsi in modo sano e gustoso senza rinunciare alla bellezza di una presentazione scenografica.

Fiori di zucchina freschissimi
Lattughina da taglio
Insalata canasta
Mandorle
Pistacchi
Albicocche ben sode e fresche oppure fragole
Olio extravergine di oliva
Sale fino integrale siciliano
Parmigiano reggiano della Latteria sociale di Beduzzo inferiore
Menta fresca
Aceto balsamico dell’Aceteria Pedroni di Modena


Lavare bene le verdure, la frutta, le erbe e i fiori, lasciare interi i fiori e metterli da parte, possibilmente su un canavaccio pulito ad asciugare. Spezzare con le mani la lattughina da taglio, tagliare a listerelle la canasta, affettare per oblungo le albicocche, dopo averle private del nocciolo oppure le fragole dopo averle private del picciolo, in spicchi di circa 1 cm di spessore, condire con olio, sale, menta, a piacimento, girare bene e far insaporire per qualche minuto. Nel frattempo tostare leggermente le mandorle e i pistacchi, pestarli grossolanamente per ottenere una granella irregolare, simile al sale grosso, mettere nell’insalatiera lasciandone da parte un po’ per guarnire, girare bene. Aprire i fiori con le mani facendo attenzione a non romperli, eventualmente posizionandoli già su un piatto, riempirli con l’insalata e con fiammiferi di parmigiano, guarnire con aceto balsamico, petali di parmigiano e granella di mandorle e pistacchi

martedì 13 giugno 2017

Insalata di giugno con primizia di zucchine

Insalata di giugno con primizia di zucchine

Coltivare l’orticello, per chi ha a disposizione un pezzetto di terreno da utilizzare a tale scopo, è decisamente una soddisfazione, anche se è faticoso e talvolta frustrante. Così come il giardinaggio è anche un ottimo anti-stress che può aiutare molto nell’affrontare le tensioni che si creano quando ci si avvicina all’estate. L’orticello richiede attenzioni e un po’ di concentrata dedizione, non si può entrare con un umor nero e prendersela con le piantine che forniranno una parte dell’alimentazione domestica, bisogna respirare, capire se è necessario scacchiare una piantina, tagliare qualche foglia, aggiungere una cannuccia per sostenerne un’altra, zappettare e per fare ciò è necessario fare quel piccolo sforzo per ricollegarsi con sé stessi e con l’ambiente circostante che permette di ritrovare l’armonia e la serenità necessarie a rilassarsi e lasciar andare lo stress accumulato durante la giornata. Oltre al potere calmante, accentuato dagli odori forti e decisi delle piante che sembrano voler ringraziare in tal modo chi si occupa di loro, la soddisfazione di nutrirsi con i prodotti del proprio orticello è notevole, sia perché dopo tanto sforzi si vedono risultati concreti, sia perché oggettivamente le verdure appena raccolte dalla pianta sono decisamente gustosi e stracolmi di vitamine.
Questa ricetta, preparabile soltanto se si hanno a disposizione piante di zucchine, è ispirata alle soddisfazioni di poter coltivare il proprio orticello godendone i frutti.

Zucchine romanesche dell’orto piccoline, non più grandi di 2 cm di diametro, freschissime
Fiori di zucchina freschissimi
Lattughina da taglio
Insalata canasta
Mandorle
Pistacchi
Albicocche ben sode e fresche
Olio extravergine di oliva
Sale fino integrale siciliano
Primosale freschissimo oppure Parmigiano reggiano della Latteria sociale di Beduzzo inferiore
Menta fresca
Aceto bianco a piacere


Lavare bene le verdure, la frutta, le erbe e i fiori, tagliare le zucchine in fette piuttosto sottili, spezzare con le mani la lattughina da taglio, tagliare a listerelle la canasta e i fiori di zucchina, affettare per oblungo le albicocche, dopo averle private del nocciolo, in spicchi di circa 1 cm di spessore, condire con olio, sale, menta, a piacimento anche con un po’ di aceto bianco, girare bene e far insaporire per qualche minuto. Nel frattempo tostare leggermente le mandorle e i pistacchi, pestarli grossolanamente per ottenere una granella irregolare, simile al sale grosso, mettere nell’insalatiera. Immediatamente prima di servire aggiungere il primosale sbriciolato con le mani. Se non si trova il primosale appena fatto, sostituire con altro formaggio, quale scaglie di parmigiano reggiano della Latteria sociale di Beduzzo inferiore.

lunedì 12 giugno 2017

Torcetti di pasta sfoglia con parmigiano e sesamo

Torcetti di pasta sfoglia con parmigiano e sesamo

Le diete si iniziano sempre di lunedì, possibilmente di qualche altra settimana, con tante buone intenzioni che vengono generalmente tradite il secondo o il terzo giorno. Uno tra i motivi per cui non si riesce a tener dietro al ritmo che ci si impone per perdere peso o disintossicare il corpo dalle tossine accumulate durante l’inverno è che si tende ad iniziare in modo estremamente rigoroso e quindi, tra il caldo e lo stress, i languorini si sommano alla voglia di qualcosa di buono. Per ovviare a tante tentazioni si possono tenere pronti degli stuzzichini da consumare tra un pasto e l’altro, possibilmente preparandoli in casa per non ‘sforare’ troppo. Si possono utilizzare impasti per la pizza, con meno grassi, oppure la pasta sfoglia che dà la sensazione di ‘alleggerire’ lo snack, in ogni caso è sconsigliabile nutrire il corpo affamato di sola frutta perché si potrebbe ottenere l’effetto contrario a quello desiderato e far aumentare il languorino che poi, di lì a poco, potrebbe indurre a ‘spezzare’ la dieta con alimenti ben più calorici.
Questa ricetta, semplicissima, nutriente e veloce, è ispirata alla necessità di uno spuntino tra un pasto e l’altro per iniziare la dieta in modo graduale.  

Parmigiano reggiano della Latteria sociale di Beduzzo inferiore
Pasta sfoglia
Sesamo integrale


Disporre la pasta sfoglia su un piano, tagliarla in rettangoli di circa 2,5 cm x 10 cm, tagliare il parmigiano in fiammiferi di circa 1 cm di spessore. Con due dita tenere la parte iniziale del rettangolo di sfoglia, inserirvi il fiammifero di parmigiano, dunque girare intorno al formaggio con la pasta fino a creare torcetti, passarli dunque nel sesamo e adagiarli sulla carta forno oppure in una teglia oliata, infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per il tempo necessario alla cottura, che può variare in base al tipo di forno utilizzato da un minimo di 7’ ad un massimo di 25’. 

domenica 11 giugno 2017

Fagottelli di pasta sfoglia con zucchine, mozzarelline e speck

Fagottelli di pasta sfoglia con zucchine, mozzarelline e speck

Quest’anno giugno è decisamente caldo e una bella domenica al mare, in montagna, alle terme, in piscina, al lago, in campagna, in uno tra i tanti parchi e riserve naturali del BelPaese è sicuramente una buona idea per chi sente il bisogno di un po’ di refrigerio e non ha impegni con ritualità religiose o civili che tipicamente si celebrano durante la primavera e l’inizio dell’estate. Trascorrere una giornata tra amici o con la propria famiglia è una tradizione importante che sarebbe il caso di non buttar via per andare, magari, a chiudersi in un centro commerciale con l’aria condizionata e i commessi con un sorriso tanto comprensibilmente falso stampato sul viso per compiacere quei clienti che proprio non trovano nient’altro da fare, nella prima domenica senza scuole di giugno, che rintanarsi in un tempio dello shopping. Fino a qualche anno fa i negozi la domenica, tranne nei luoghi turistici e di villeggiatura durante l’alta e la media stagione, erano tassativamente chiusi. Si poteva andare dal barbiere e chiacchierare delle vicende locali, magari dopo essere passati in edicola ad acquistare il giornale e, per i credenti, in chiesa a ritrovarsi immersi nella propria comunità di riferimento, oppure si decideva per tempo di organizzare una bella gita con pic-nic incorporato. Non sono più i tempi in cui non si poteva uscir di casa senza un bel testo di lasagne o di pasta al forno con corollario di carne, contorni vari e vino ma si può oggi pensare di prendere l’abitudine di portare con sé qualche stuzzichino da abbinare ad un assaggio di tipicità del luogo di ristoro.
Questa ricetta, semplice e veloce, è ispirata alla prima gita fuori porta dopo la fine dell’anno scolastico.  

Zucchine romanesche dell’orto
Sale integrale siciliano
Olio extravergine di oliva
Pasta sfoglia rettangolare
Mozzarelline tipo ciliegine
Speck
Rosso d’uovo da spennellare sulla superficie


Stendere la pasta sfoglia su un piano, creare con una rotellina possibilmente zigrinata quadrotti di circa 8cm. A parte lavare le zucchine, tagliarle a cubetti, scaldare l’olio in una padella, versarvi le zucchine, salare e far cuocere al dente a fuoco vivace ma non troppo, far intiepidire. Tagliare lo speck in fiammiferi, porli in una padella a temperatura ambiente, far diventare croccante a fuoco bassissimo, far intiepidire. Aprire le mozzarelline a metà o in quattro in base alle preferenze, adagiarle sulla sfoglia, quindi porvi zucchine al dente e speck croccante, richiudere il quadrato a creare un fagottino, ripetere per ogni quadrotto, adagiare in una teglia oliata o sulla carta forno, spennellare la superficie con rosso d’uovo, infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per il tempo necessario alla cottura, che può variare in base al tipo di forno utilizzato da un minimo di 10’ ad un massimo di 30’. 

sabato 10 giugno 2017

Pizza rustica con zucchine, ricotta e brie

Pizza rustica con zucchine, ricotta e brie

Due tra le più importanti potenze coloniali europee del passato stanno oggi confrontandosi con consistenti modificazioni del proprio sistema interno dovuto anche a notevoli ondate migratorie provenienti prevalentemente da Asia e Africa che hanno riempito campagne e città nel corso dell’ultimo mezzo secolo. Il Regno Unito, e più specificamente l’Inghilterra, ha attivato talune politiche piuttosto disorganiche e generalmente improntate ad un lasciare che le varie comunità nazionali si auto-organizzassero internamente purché non creassero problemi di pubblica sicurezza con risultati evidentemente disastrosi e segnalati nella loro fallibilità già dalla letteratura degli anni ’80 del secolo scorso. La Francia ha, se possibile, fatto anche di peggio e ha, con una teorica accettazione di qualunque forma di cultura in linea di principio che non imponesse modelli eurocentrici e colonialisti, creato realtà a dir poco esplosive lasciando che interi quartieri di grandi città, tra cui Parigi, venissero in qualche misura ‘colonizzate’ da persone che vivono e immaginano la vita civile in modo affatto diverso da quello democratico.
In altre parole, così come è accaduto per la Costituzione della Repubblica di Weimar, la più democratica ed aperta mai scritta che diede però la possibilità ad uno tra i peggiori dittatori della recente storia mondiale di venire ‘eletto’ seppur con metodi non proprio ortodossi, l’interculturalismo alla francese o all’inglese hanno miseramente fallito in quanto non hanno previsto, o non hanno voluto innescare, quei necessari meccanismi di difesa della democrazia stessa e di quei valori fondamentali che sono alla base delle società contemporanee cosiddette ‘Occidentali’.
Ciò ha creato paradossi tali per cui persone che rivendicano il ‘diritto’ a negare i diritti femminili imponendo il velo o peggio hanno utilizzato le medesime parole e i concetti espressi dalle lotte femministe che avevano fatto sì che le donne europee potessero liberamente svelare i propri capelli al vento e baciare in pubblico la persona amata. Le società occidentali negano i diritti delle donne, hanno affermato con un po’ di faccia tosta coloro che credono ancora ai matrimoni combinati, perché sbattono corpi di donne anoressiche e seminude sui cartelloni pubblicitari, reificando e dunque mercificando una femminilità peraltro irraggiungibile e che vela la vera bellezza schermandola con photoshop e perdite di peso inammissibili. È giusto pensare che sbattere donne nude sui cartelloni per vendere qualunque merce sia assolutamente contrario al pensiero libertario ‘occidentale’ che ha costruito sulla parità di genere uno tra i più importanti filoni delle lotte per i diritti universali. È altrettanto giusto, però, contestare tutto ciò che nega, sia simbolicamente che concretamente, i diritti delle donne, e certamente il velo è uno tra questi simboli.
Medesimi paradossi si sono sviluppati per quanto concerne altre ‘libertà negate’, tra cui quella alla libertà di fare musica o di culto. Chi crede fortemente che esista una sola Verità rivelata ha utilizzato parole e concetti di atei, agnostici e laici per veder rispettato i propri democratici diritti di onorare tale Verità. Peccato che chi crede in un’unica Verità rivelata considera i miscredenti infedeli e dunque fondamentalmente privi di quei diritti fondamentali che chiede vengano applicati nel proprio caso.
È evidente che un approccio organico alla questione diritti fondamentali inalienabili e intercultura non è stato mai realmente attuato né dalla Gran Bretagna né dalla Francia.
Se per quello che concerne il Regno Unito la questione è attualmente alquanto complessa e risente notevolmente dell’isolamento in cui ha cercato di relegare la propria politica estera, per ciò che riguarda la Francia, il giovane Presidente ha dichiarato di voler agire con scienza e coscienza per costruire una società più giusta, libera e aperta in cui la fratellanza universale abbia una sua forma d’essere.
Sarebbe auspicabile dunque un cambiamento epocale nella nazione che ha avuto la forza popolare di ghigliottinare re e regine partendo dalle città e dalla presenza dello Stato. Le città, ed in particolare le grandi metropoli quali la capitale, hanno delle zone ‘off-limits’, completamente fuori controllo in cui non vi è alcuna forma di coesione sociale né tantomeno di idea di Stato e di partecipazione civica. In altre parole vi sono molti ghetti nel tessuto urbano, problema di notevole pericolosità sociale che, soprattutto in seguito ai recenti eventi terroristici, dovrebbe e potrebbe essere risolto con piani regolatori che prevedano fondamentalmente l’eliminazione di tali luoghi conchiusi in cui vigono regole e leggi diverse da quelle dello Stato. La Francia ha anche una capillare presenza statale in qualunque piccolo centro, quartiere, città e paese mediante una rete molto ben organizzata di centri culturali e punti di informazione turistica, potrebbe essere molto utile costruire centri policulturali in aggiunta ai centri culturali già presenti ovunque in cui le persone abbiano la voglia e una forma di incentivo a riunirsi, restituendo di fatto allo Stato la funzione di aggregazione sociale e ovviamente anche di educazione alla socialità su valori ben precisi e inalienabili. La partecipazione civica stimola il desiderio di essere parte integrante e non distruttiva di una società, ricordare i suoni, la lingua, i sapori e gli odori del proprio Paese d’origine, raccontare le storie e le favole di un mondo lontano alleviano la nostalgia della patria lasciata oltremare e facilitano certamente l’amore per la cultura, la lingua e i suoni della Nazione in cui si è scelto, per necessità o per virtù, di trascorrere una parte importante, se non tutta, la propria esistenza.
Al contrario di molti altri Paesi europei la Francia ha avuto la capacità di costruire reti sociali e culturali che marcano il territorio in modo netto a favore della presenza e non dell’assenza dello Stato in quanto elemento partecipe e partecipato della società, qualcosa che appartiene alla cittadinanza e di cui i cittadini si sentono partecipi, grazie fondamentalmente alla cultura, altrove relegata all’iniziativa individuale, cittadina o negli oratori delle chiese. Forse è possibile che proprio attraverso la capillarità della presenza statale, proprio seguendo quel modello di creazione e diffusione della cultura che il mondo intero invidia alla Francia che i ‘cugini d’oltralpe’ potranno e sapranno risolvere una situazione che è arrivata ad un punto di non ritorno con scene da guerra o guerriglia civile non accettabili in una democrazia liberale e libertaria europea.
Questa ricetta è ispirata alla forza del femminismo nella creazione di società partecipate, di libertà e di pace.

Pasta sfoglia
Zucchine dell’orto romanesche
Ricotta
Brie
Menta fresca
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano


Lavare bene le zucchine, tagliarle a dadini, scaldare l’olio in una padella, versarvi le zucchine, salare, condire con foglie di menta fresca ben lavata, far cuocere a fuoco vivace al dente, far intiepidire, metterle in un’insalatiera insieme alla ricotta e al brie sbriciolato con le mani. Girare bene così da ottenere un composto abbastanza omogeneo, versarlo sulla sfoglia precedentemente posta in una teglia. Chiudere i bordi e infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per una ventina di minuti o comunque per il tempo necessario alla cottura. Servire tiepido o freddo.