sabato 15 luglio 2017

Fagottelli con pesche noci e pecorino di Pienza tartufato

Fagottelli con pesche noci e pecorino di Pienza tartufato

I fine settimana estivi sono spesso occasione di veri e propri esodi dalle città infuocate dal caldo e dall’inquinamento, con lunghe code verso i luoghi di villeggiatura più vicini mentre nelle vie metropolitane turisti spesso color aragosta arrancano alla disperata ricerca di uno sprazzo d’ombra o di un distributore di acqua dove rinfrescarsi tra un monumento, una cattedrale e luoghi di assoluto interesse artistico. Chi meglio conosce l’Italia sa che luglio e agosto non sono esattamente i mesi migliori per visitare città come Roma, Milano, Napoli, Verona, Venezia, Firenze senza adeguate ‘attrezzature’ per affrontare le ondate di caldo e le eventuali insolazioni ma il desiderio di bellezza e conoscenza fa spesso compiere gesti eroici ai turisti, specialmente stranieri.
Coloro che hanno la possibilità di godere di tali bellezze durante tutto l’anno preferiscono, di tutta evidenza, infilarsi nelle code da esodo per raggiungere mete spesso affollatissime di gitanti.
Per affrontare al meglio il fine settimana fuoriporta non c’è niente di meglio che preparare alcuni spuntini che possono essere consumati durante il viaggio o tra un tuffo e l’altro, ricordando le regole per evitare congestioni e altri disturbi gastro-intestinali.
Questa ricetta è perfetta per uno spuntino da scampagnata o nel cestino del pane per stupire ospiti e amici.



Acqua
Farina
Lievito di birra
Pesche noci a polpa bianca
Pecorino di Pienza tartufato


Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua, se è lievito in polvere aggiungere zucchero, porre in un recipiente, coprire e far lievitare a lungo. Stendere la sfoglia di circa un centimetro, ritagliare quadrati di circa sette centimetri di lato, farcire con le pesche noce a fettine, ben lavate, cui sia stato tolto il nocciolo, e tocchetti di Pecorino di Pienza tartufato. Richiudere a sacchettino, porre in una teglia oliata oppure con carta forno, infornare in forno ben caldo a 220°C o 240°C per il tempo necessario alla cottura.

venerdì 14 luglio 2017

Insalata di tonno, fagioli e cipollina fresca

Insalata di tonno, fagioli e cipollina fresca

Il mercato musicale italiano ha subito delle variazioni importantissime nel corso degli anni, andando a sviluppare una vera e propria giungla di opportunità mancate. Se fino agli anni ’70 era possibile parlare ancora di case discografiche e di una variegata, complessa e ben nutrita scena musicale italiana, dopo l’apertura delle radio libere e lo sviluppo delle tv private i multiversi dorati di band e cantanti si sono dissolti, portando via con sé illusioni, sogni di gloria, capacità tecniche, creative e produttive. Nel giro di qualche decennio l’industria culturale italiana fondata su suoni e sonorità ha raggiunto livelli altissimi e, in relativamente pochissimi anni, infimi. La qualità che aveva contraddistinto le produzioni e che si era affinata nel tempo costruendo un interessante comparto dell’economia nostrana e della cultura internazionale ha lasciato spazio ad una miriade di prodotti arraffazzonati tecnicamente e di scarso quando non scarsissimo interesse musicale. Dalle sperimentazioni di rock progressivo apprezzato in tutto il mondo si è passati al pop melodico con canzonette che duravano il tempo di una stagione estiva, con testi ripetitivi e generalmente infarciti di insulse e melense banalità e suoni elettronici facilmente compilabili con una pianola un po’ evoluta. La musica elettronica, che pure avrebbe avuto la possibilità di integrare e migliorare le produzioni di alta qualità italiana, si è risolta in una accozzaglia di suoni ripetuti ossessivamente e diffusi nelle discoteche e nei centri commerciali. Le società discografiche, anziché approfittare, dunque trarre opportunità e profitti, dalla diffusione e sviluppo di radio e tv con la creazione di canali dedicati e investimenti sulla nascente e vivace industria videomusicale nonché su centri culturali per la diffusione e la promozione della musica, hanno preferito chiudere i battenti e distruggere quel vivaio di straordinarie opportunità e capacità che si era sviluppato intorno e all’interno di esse.
Inutile pensare che i politicanti italiani avrebbero potuto agire perché sarebbe come pensare che in Italia si fa oggettivamente politica, utopia che negli ultimi anni si è dimostrata meno che realizzabile.
Ciò che però stupisce è constatare che società quali la RCA, fortissimamente collegata al Vaticano con le sue lungimiranti e innovative competenze comunicative, siano state tra le prime a non affrontare il cambiamento attuando una trasformazione che avrebbe potuto monopolizzare il mercato mondiale, come poi è accaduto per MTV, YouTube e, in parte, Virgin.
Immaginare oggi la ricostruzione di una vera e propria industria musicale italiana fondata sulla qualità, la ricerca, il saper fare è difficile, tanto più che ovunque chiudono filarmoniche e orchestre più che prestigiose, lasciando allo sbaraglio centinaia di bravissimi musicisti e tecnici, eppure forse non così folle, in quanto, nel frattempo, la scena italia si è ricreata in modo pressoché clandestino, in modalità nascosta, si potrebbe pensare, e la creatività, una delle caratteristiche italiane che non è mai stata sopita nei millenni di storia, ha intrapreso nuove strade e nuovi modalità di espressione.

Questa ricetta è ispirata ai carboni ardenti sotto cumuli di cenere che, se sapientemente smossi e alimentati, possono far risplendere un grande fuoco.


Filetto di tonno sottolio
Fagioli freschi
Cipollina fresca
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Basilico rosso
Prezzemolo
Pane casareccio
Pomodori freschissimi

Sgranare i fagioli e lessarli in abbondante acqua, scolarli con la schiumarola e porli in un’insalatiera, aggiungere il tonno spezzettato con la forchetta, i pomodori ben lavati e tagliati a dadini, la cipollina fresca ben lavata e tagliata sottilissima, condire con sale, olio, basilico, prezzemolo. Tagliare il pane casareccio, tostarlo, tagliarlo a fiammifero. Servire l’insalata al centro del piatto con i fiammiferi di pane tostato disposti a raggiera.


giovedì 13 luglio 2017

Insalata di riso ‘rinforzata’ con pancetta affumicata croccante

Insalata di riso ‘rinforzata’ con pancetta affumicata croccante


I piatti estivi sono spesso molto leggeri eppure vi sono varianti anche per chi ama i sapori forti e non vuole rinunciare a gusti decisi davanti ad uno splendido paesaggio italiano, che sia collina, mare, lago, montagna, terme o città d’arte accompagnandolo con un bicchiere di buon vino.
Le preferenze gastronomiche sono molteplici e la cucina nostrana ha la capacità di accontentare un po’ tutti i palati per l’intrinseca capacità di inglobare e trasformare pressoché qualunque stimolo, o ingrediente. Abitudine che forse proviene dalla complessissima storia creata da continui intrecci e comunicazioni con altre popolazioni, forse dalla particolarissima posizione geografica o forse ancora da un indefinibile quanto palese ‘carattere italico’. Il BelPaese è uno tra i pochi in cui le cucine di altre nazioni non trovano un vero e proprio spazio espressivo di per sé, neanche la variegata cucina cinese, a ben vedere, o quella indiana e non è tanto per la mancanza di immigrati di seconda generazione quanto per l’abitudine millenaria di includere nelle ricette gli spunti che provengono da qualunque altrove trasformandoli in elementi di nuove e antiche tipicità.
Sebbene vi siano una serie di purismi, anche rigidissimi, nella cucina italiana, non si può dire che essa sia impermeabile alle novità, anzi, e proprio per questo i sapori di qualunque altrove vengono quasi sempre rielaborati in forma locale, andando a creare nuovi aromi che soddisfano generalmente il gusto dello ‘straniero’, foss’anche di un paesino adiacente, e dell’oriundo. L’importante, in fondo, è che il risultato sia ‘buono’, un po’ come accade con l’arte italiana in cui gli elementi più diversi si incontrano in un incredibile insieme di bellezza che presuppone, appunto, il ‘senso del bello’, espressione intraducibile in qualunque altra lingua.

Questa ricetta è ispirata alla enorme quantità di variazioni del paesaggio italiano, patrimonio da tutelare e preservare con amore. 

Riso parboiled
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Lampasciuni sottolio Agriturismo Le Farnie
Peperoni
Olive verdi e nere denocciolate
Zucchine freschissime
Melanzane freschissime
Pancetta affumicata
Acqua


Lessare il riso in abbondante acqua bollente salata, scolarlo, sciacquarlo per fermare la cottura, porlo in una capiente insalatiera, aggiungere i lampasciuni e le olive affettate. Nel frattempo far scalre l’olio in una padella capiente, cuocere insieme zucchine, peperoni e melanzane lavati, tagliati a pezzi irregolari e salati, tenendo a mente che hanno tempi di cottura differenti quindi cercando di mettere prima un ortaggio e poi l’altro, far intiepidire e quindi versare nell’insalatiera. Girare bene e far riposare un’oretta. In una padella antiaderente a temperatura ambiente porre la pancetta tagliata a fiammiferi, porre sul fornello a fuoco bassissimo finché diventa croccante, quindi versarla nell’insalatiera, girare bene e far insaporire.  

mercoledì 12 luglio 2017

Filetto di manzo su bistecca di pomodoro

Filetto di manzo su bistecca di pomodoro

Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il mondo del lavoro spesso in modo piuttosto negativo eppure vi sono delle possibilità finora poco frequentate o esplorate per trasformare la crisi in opportunità. Oggi chiunque sa, ad esempio, che cosa sia un drone eppure pochi conoscono le regole di funzionamento sociale, le leggi che ne regolano l’utilizzo. Per il momento si pensa a ciò che si potrà semplificare e sveltire, dalla consegna di farmaci a quella delle pizze a domicilio ma si pongono, di tutta evidenza, una serie di questioni legali che vanno ad interagire con il diritto nazionale, europeo e internazionale. Come verranno identificati i droni, chi avrà diritto di farli volare accanto alle finestre delle case o vicino alle persone, in che modo saranno tutelati i dati personali di un drone consegna-pizza o, peggio ancora, di un drone che consegna un medicinale urgente? Vi sarà un ‘codice dell’aria’ come accade per gli aerei e per le macchine? Una sorta di patente di guida, un registro? Come saranno distinguibili i droni autorizzati allo svolgimento di attività rispetto a quelli utilizzati soltanto per scopri ludici? Potranno oltrepassare i confini e quali tutele vi saranno per la sicurezza della cittadinanza? Nel caso taluni droni dovessero essere utilizzati per fini ‘illegali’ quali la consegna di droga o armi, vi saranno ‘droni-poliziotto’?
Tali domande un po’ fantasiose possono far riflettere sulle tante strade che qualunque cambiamento tecnologico può aprire anche nelle apparentemente statiche ‘professioni classiche’.

Questa ricetta è ispirata alle nuove possibilità aperte dall’innovazione e dalle rivoluzioni tecnologiche.  


Pomodori bistecca
Filetto di manzo
Olio extravergine di oliva
Basilico
Sale integrale siciliano

Cuocere a piacere il filetto di manzo sulla bistecchiera o sulla griglia cosparsa di sale. Lavare bene e affettare il pomodoro bistecca, condirlo con sale, olio e basilico, disporre le fette su un piatto, adagiarvi il filetto e coprire con fette di pomodoro bistecca, guarnire con foglie di basilico.

martedì 11 luglio 2017

Insalata di peperoni, olive, pomodori, lampasciuni e pecorino fresco

Insalata di peperoni, olive, pomodori, lampasciuni e pecorino fresco

Garibaldi era decisamente un ‘magiapreti’, una di quelle persone che non soltanto odiano profondamente il clero ma se possono, e lui poteva, gli tirano una schioppettata mirando bene. L’Eroe dei Due mondi, però, si espresse in modo alquanto lusinghiero, però, nei confronti di quei prelati che avevano scelto la via della lotta popolare per la liberazione dagli oppressori, interni e stranieri, che vessavano e impoverivano instancabilmente la gente normale, borghesi, contadini, operai. Se tra le sue parole si possono trovare associazioni piuttosto esplicite tra gli escrementi e il Papa Mastai, Pio IX, è altrettanto frequente trovare parole di incoraggiamento, di sostegno e di stima profonda per la loro fede e azione realmente cristiana nei confronti di chi aveva uno spirito da giubba rossa che palpitava sotto la nera tonaca. Questo dimostra la grandezza del Generale e la sua onesta e leale adesione alle idee mazziniane che professavano l’amore per le persone e non quello per le categorie, le classi sociali, le masse come preferivano fare gli aristocratici e i comunisti marxiani, accomunati, evidentemente, da una visione sociale molto più similare nell’essenza di quanto lo fosse nell’apparenza.
I preti coraggiosi, persone con una coscienza avevano conquistato la stima e la fiducia di Garibaldi, avevano sfidato la paura, le istituzioni, le gerarchie e avevano combattuto al fianco di quei poveri di cui Cristo chiedeva la redenzione, di quei disperati ridotti quasi in schiavitù incarnando il pensiero e il martirio di Gesù che si fece crocifiggere per dare voce di pace e di amore agli Spartaco della storia.

Questa ricetta è ispirata a tutte quelle persone che, anche con un semplice gesto quale quello di partecipare ad un concerto o ad un evento affollato o più semplicemente togliendosi un velo, dicono no alla paura e sì alla libertà.

Peperoni freschissimi
Olive nere al forno
Pomodori freschissimi
Olio extravergine di oliva
Pecorino fresco non stagionato
Sale integrale siciliano
Cipolline fresche
Lampasciuni sottolio dell’Agriturismo Le Farnie
Pane casareccio

Lavare bene gli ortaggi. Affettare i peperoni e la cipollina sottilissimi, porli in un’insalatiera, aggiungere i pomodori e il pecorino fresco tagliati a dadini, le olive denocciolate e tagliate a metà circa, i lampasciuni sottolio, condire con sale e olio, far insaporire. Tostare le fette di pane, lasciarne alcune intere e altre a crostino. Quindi disporre in ogni piatto una fetta di pane tostata, l’insalata e lateralmente i crostini di pane.

lunedì 10 luglio 2017

Fagottelli con prugne fresche e Castelmagno

Fagottelli con prugne fresche e Castelmagno

Lunedì è una giornata di buoni propositi, di inizio diete e attività fisiche, ma spesso, molto più semplicemente, è quel giorno della settimana che segue inesorabilmente la domenica e in cui la maggioranza delle persone si rituffa nel tran tran quotidiano, con le scadenze da rispettare, il traffico da evitare e le vacanze che sembrano più un miraggio che una meta da raggiungere.
L’estate, però, ha il bellissimo pregio di avere giornate lunghe e molte ore di luce che possono essere utilizzate al meglio anche per ritemprarsi un po’ e riprendere quelle energie necessarie ad affrontare con il giusto spirito la settimana. A fine giornata, dunque, è possibile immaginare una bella passeggiata al mare, in montagna o in un parco cittadino, organizzando un pic-nic all’aria aperta, per sentirsi un po’ in vacanza, un po’ turista nelle meravigliose città e cittadelle italiane e ritrovare il gusto di vivere e agire lo spazio civico, un po’ come si fa in altri Paesi europei.
Questa ricetta, facile da trasportare e adatta anche per un veloce spuntino in un parco, è ispirata alla gioia di stare insieme nelle belle sere estive.



Acqua
Farina
Lievito di birra
Prugne fresche
Castelmagno


Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua, se è lievito in polvere aggiungere zucchero, porre in un recipiente, coprire e far lievitare a lungo. Stendere la sfoglia di circa un centimetro, ritagliare quadrati di circa sette centimetri di lato, farcire con le prugne a tocchetti, ben lavate, cui sia stato tolto il nocciolo, e briciole di Castelmagno. Richiudere a sacchettino, porre in una teglia oliata oppure con carta forno, infornare in forno ben caldo a 220°C o 240°C per il tempo necessario alla cottura.

domenica 9 luglio 2017

Polpettine al forno di zucchine, patate e guanciale amatriciano

Polpettine al forno di zucchine, patate e guanciale amatriciano

Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della Rivoluzione russa, anche nota come Rivoluzione d’ottobre, evento sanguinoso che rovesciò una delle più potenti aristocrazie mondiali quella dello zar di Russia. Similmente a quello che avvenne con la Rivoluzione francese il sangue corse a fiumi tra le vie delle città, molte persone vennero sacrificate in nome della libertà e venne instaurato un regime altrettanto se non ancor più repressivo e dittatoriale. Al contrario dell’omologo francese, però, non fu un moto di popolo bensì una rivolta di massa e per la prima volta nella storia la massa entrò a far parte dell’ordinamento politico di una società con risultati a dir poco disastrosi. Se la restaurazione francese e il periodo napoleonico poi portarono alla creazione, seppur zoppicante, di una coscienza patriottica e di un senso di appartenenza civile, in altre parole creò cittadini, quella russa, che si sviluppò sotto la guida di dittatori e gerarchi comunisti creò elementi indistinti di una massa, un’enorme quantità di non-individui, non-persone, compagni uguali nella assoluta e totale mancanza del diritto fondamentale ad essere cittadini che possono liberamente sviluppare le proprie facoltà e inclinazioni. Il sistema costruito ispirandosi alle teorie di Marx che avevano visto nella produzione industriale una massificazione generalizzata fu molto simile a quello di una industria di semi-automi in una catena di montaggio apparentemente senza fine dove la parola libertà, usata per qualunque forma di tortura, era il peggiore degli incubi delle persone anziché una meravigliosa conquista sociale e personale.
Mazzini lo aveva previsto e, a rileggere oggi le parole di Marx e dell’ideologo del Risorgimento italiano, non si può fare a meno di chiedersi per quale motivo l’interpretazione comunista della storia e della realtà abbia prevalso, in quel momento cruciale, su quella liberale, libertaria, liberista e profondamente umanitaria proposta dall’ideatore della Giovine Italia e della Giovine Europa a cui oggi si guarda con moltissima attenzione e con un rinnovato interesse, nella speranza che i tempi siano maturi per implementare, aggiornandola, la visione mazziniana.
Se al posto di un’analisi economica si fosse preferito comprendere che le masse non esistono in quanto tali, se non nella fisica forse, ma sono composte da persone che hanno, ognuna e ciascuna, una propria identità, interessi e sentimenti e che la libertà è raggiungibile attraverso la comprensione profonda di tali aspirazioni e l’interconnessione tra ognuna di esse forse non ci sarebbe stato bisogno del Tribunale di Norimberga, forse non ci sarebbe stato bisogno di impostare le Nazioni Unite in modo tale che fossero in qualche modo disfunzionali all’azione e funzionali prevalentemente a bloccare pulsioni guerresche ma non a proporre ed implementare soluzioni di pace.
La storia, si dice, non è fatta né di ‘se’ né di ‘ma’ eppure il presente e il futuro possono essere costruiti su basi alternative e profondamente diverse da quelle che vedono nella massificazione globalizzata uno sviluppo insostenibile e dunque inattuabile.

Questa ricetta è ispirata alla bellezza delle idee profondamente rivoluzionarie, liberali, libertarie e mazziniane. 

Zucchine
Patate
Uova
Pangrattato
Guanciale amatriciano
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Timo
Ginepro

Lessare le patate con tutta la buccia dopo averle lavate, quindi scolarle, sbucciarle, frangerle e condirle con sale e olio. Nel frattempo lavare bene le zucchine, tagliarle julienne, far scaldare poco dell’olio in una padella, versarvele, salare, girare e far cuocere. Unire alle patate già condite, aggiungere timo e ginepro tritati, se proprio non si amalgama un uovo o due. Creare delle palline e dunque schiacciarle, passarle nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato, quindi avvolgere in una fetta sottile ma non troppo di guanciale amatriciano. Porre in una teglia con cartaforno, infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per il tempo necessario alla cottura.