venerdì 29 settembre 2017

Pizza bianca ripiena con Delicapra, Piccadilly e timo

Pizza bianca ripiena con Delicapra, Piccadilly e timo

Gli stornelli romani sono una tradizionale musica relativamente facile da cantare, seppur preveda la tipica intonazione in cui nostalgia, tristezza e gioia di vivere danno colore ad una rochezza morbida nella bella voce piena, in cui il popolo esprimeva i sentimenti, le amarezze e talvolta qualche spunto di critica sociale sempre attenuata da una malinconia ammaliante. Talvolta gli stornelli sono usciti dalle osterie o ‘dar coeli’, che in romanesco si pronuncia leggendo la ‘o’ e la ‘e’ e non in latino, per arrivare sui palchi più prestigiosi del mondo.
Questa ricetta è ispirata a Chitarra romana, nella meravigliosa interpretazione di Luciano Pavarotti.

Pizza bianca ‘romana’ (oppure: impastare acqua, farina, lievito di birra, far lievitare, stendere nella teglia leggerissimamente oliata, condire con sale grosso, infornare a forno alto e cuocere, poi condire con olio extra vergine di oliva)
Olio extravergine di oliva
Sale fino sicilliano
Delicapra Camoscio d’oro
Pomodorini Piccadilly
Timo


Tagliare per il lato lungo la pizza, scaldarla se necessario sulla piastra elettrica o da fornello, spalmare all’interno il Delicapra, aggiungere i pomodori tagliati in quattro o sei, condire con un filo d’olio, un pizzico di sale e timo. 

giovedì 28 settembre 2017

Spezzatino di vitellone in bianco del Chianti con noci, semi di finocchio e bacche di ginepro

Spezzatino di vitellone in bianco del Chianti con noci, semi di finocchio e bacche di ginepro

Le nuove forme di industrializzazione, le innovazioni tecnologiche e le nuove esigenze del mondo del lavoro impongono una revisione radicale della giurisprudenza nel settore giuslavoristico tali da garantire diritti faticosamente conquistati nel corso del tempo ai lavoratori e la necessaria competitività alle aziende. Una non troppo recente sentenza della Corte Costituzionale ha esteso il reato di estorsione ai comportamenti coercitivi sul lavoro che costringono i fornitori di opera, dell’ingegno e/o delle mani, a subire condizioni inaccettabili dietro minacce o blande, quanto fraudolente, promesse di miglioramento economico e di rispetto di quei diritti che sarebbero e dovrebbero essere fondamentalmente assodati. Se la Suprema Corte è arrivata al punto di estendere un reato, stiracchiandone la fattispecie con il rischio, peraltro, di ottenere un effetto boomerang per i lavoratori, è più che evidente che la questione va affrontata nelle opportune sedi e non soltanto a livello nazionale. Si è creato un vuoto giuridico paradossalmente pieno di leggi che invece di tutelare, come dovrebbero, lavoratori e datori di lavoro tendono a mettere gli uni e gli altri nella fondamentale impossibilità di agire con la necessaria serenità e dunque invece di garantire i diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dalla legislazione europea ed internazionale costituisce un problema di difficile soluzione. In questa selva oscura chi ne fa le spese è la società nella sua interezza nonché le possibilità reali di effettivo sviluppo economico e di progressione libertaria e liberale. Le recenti denunce di un ricercatore universitario sul ben noto sistema di corruzione all’interno delle università italiane, e non soltanto italiane, è una goccia in un oceano.
Questa ricetta è ispirata all’onestà, rara quanto necessaria virtù.

Spezzatino di vitellone acquistato dal macellaio di fiducia
Vino bianco dal Chianti senese della Cantina sociale di Colle Val d’Elsa
Sale integrale siciliano
Bacche di ginepro sabino
Semi di finocchio
Acqua
Carote
Noci
Scalogno o cipollina fresca


Sbucciare e tagliare a metà la cipollina o lo scalogno, pulire se necessario lo spezzatino, metterlo in ammollo nel vino bianco con gli odori, far insaporire per qualche ora, preferibilmente una notte intera. Scolare lasciando da parte il liquido di ammollo e la cipolla o lo scalogno, mettere in pentola, far cuocere fino a che esaurisce l’acquetta della carne, aggiungere il liquido di ammollo con la cipolla o lo scalogno, far cuocere, dunque abbassare la fiamma, aggiungere sale e acqua, carote sbucciate e tagliate, i gherigli delle noci. 

mercoledì 27 settembre 2017

Spezzatino di vitellone in bianco del Chianti con piselli, semi di finocchio e bacche di ginepro

Spezzatino di vitellone in bianco del Chianti con piselli, semi di finocchio e bacche di ginepro

Il G7 industria di Torino si è svolto nella splendida cornice di Venaria Reale, Patrimonio UNESCO, nell’indifferenza generale. I temi che dovrebbero essere più importanti per i Paesi maggiormente industrializzati, industria, scienza, lavoro, nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione non hanno attirato l’interesse internazionale. Le tematiche che hanno appassionato stampa e opinione pubblica mondiale sono state quelle ambientali e sociali discusse durante il G7 di Taormina eppure i due macro-argomenti sono inestricabilmente collegati tra loro. Immaginare una rivoluzione ambientalista e verde al di là e al di fuori dello sviluppo tecnologico è, al giorno d’oggi, impensabile, così come lo è affrontare e risolvere le questioni sociali senza guardare alle nuove modalità produttive. Coltivare il proprio orticello è un modo per combattere l’imposizione di modelli sociali e produttivi inaccettabili sul piano etico e morale nonché di sostenibilità ambientale, sociale, economica ma è fondamentale comprendere le nuove forme dell’organizzazione del lavoro per poter agire criticamente e indirizzare il cambiamento rivoluzionario della rivoluzione industriale e tecnologica attualmente in corso, quella innescata dalla ricerca sull’intelligenza artificiale, a beneficio di una società più giusta, di un’economia sostenibile e di un’ecologia futura.
Questa ricetta è ispirata all’importanza del sapere e del saper fare.

Spezzatino di vitellone acquistato dal macellaio di fiducia
Vino bianco dal Chianti senese della Cantina sociale di Colle Val d’Elsa
Sale integrale siciliano
Bacche di ginepro sabino
Semi di finocchio
Acqua
Piselli
Scalogno o cipollina fresca


Sbucciare e tagliare a metà la cipollina o lo scalogno, pulire se necessario lo spezzatino, metterlo in ammollo nel vino bianco con gli odori, far insaporire per qualche ora, preferibilmente una notte intera. Scolare lasciando da parte il liquido di ammollo e la cipolla o lo scalogno, mettere in pentola, far cuocere fino a che esaurisce l’acquetta della carne, aggiungere il liquido di ammollo con la cipolla o lo scalogno, far cuocere, dunque abbassare la fiamma, aggiungere sale e acqua, circa 40’ prima della fine della cottura aggiungere acqua e piselli. 

martedì 26 settembre 2017

Insalatona con mele, farro e pecorino sabino

Insalatona con mele, farro e pecorino sabino

L’evitabilissima polemica sulla gestione del denaro donato in buona fede dalla popolazione italiana, e non solo, a favore delle aree colpite dal sisma del 2016 è scoppiata per l’ennesima volta mettendo in luce una leggerezza, se non malafede, amministrativa non più tollerabile in un Paese europeo con un notevole peso diplomatico a livello internazionale e con un territorio che definire splendido è riduttivo. La polemica, più che sacrosanta, avrebbe dovuto essere evitata perché la gestione di tali fondi avrebbe dovuto essere trasparente e fondata sul principio della solidarietà sociale. Lo Stato avrebbe dovuto fornire la garanzia più affidabile sulle transazioni e sulla effettiva destinazione d’uso delle donazioni. Amministratori senza scrupoli, senza coscienza e senza dignità morale hanno per l’ennesima volta tradito la fiducia di milioni di cittadini mentre politicanti da bettola hanno discusso di vitalizi e di altre questioni che tanto fanno pensare alle brioche di Maria Antonietta quando il popolo affamato chiedeva il pane. Eppure sarebbe semplicissimo far funzionare un sistema tutto sommato non strutturato troppo male ed evitare, dunque, polemiche che in un Paese civile non dovrebbero proprio avere base di discussione perché gli amministratori dovrebbero evitare di agire in modo scellerato, irresponsabile e potenzialmente delinquenziale.
Questa ricetta è ispirata alla semplicità dell’onestà.

Pecorino Ecofattorie sabine stagionato 2 mesi
Mele
Farro di Norcia
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Acqua


Mettere a bagno il farro per qualche ora, scolarlo, sciacquarlo, metterlo in pentola, coprire con almeno il doppio se non il triplo di acqua rispetto al volume del cereale, cuocere a fuoco medio, scolare. Far intiepidire, condire con sale e olio in una terrina, aggiungere le mele sbucciate e tagliate a dadini, e il formaggio tagliato a dadini. 

lunedì 25 settembre 2017

Cheesecake di pesche noci con ricotta e biscotti Gentilini

Cheesecake di pesche noci con ricotta e biscotti Gentilini

Il CETA, accordo tra Canada e Unione Europea, è stato ampiamente osteggiato da molte associazioni italiane per la paura di una invasione di prodotti nordamericani nel territorio europeo. Chi ha accolto con favore tale accordo commerciale che si potrebbe definire storico è stato chi ha visto nell’apertura commerciale delle frontiere tra UE e Canada enormi opportunità per la vendita, e di conseguenza la valorizzazione e tutela, di quei prodotti tipici di cui è ricchissima l’Italia e che sono molto apprezzati all’estero. Se si tiene in considerazione che il Paese a Nord e contestualmente a Sud degli Stati Uniti, oltre ad avere rapporti privilegiati con gli U.S.A., mercato piuttosto ricco e variegato, ha una vera e propria passione per le tipicità locali, che la popolazione è composta principalmente da immigrati di prima generazione spesso con un livello culturale piuttosto alto e che la comunità italo-canadese è una tra le più vivaci e benestanti si possono facilmente intuire le potenzialità di tale accordo. Ai trattati commerciali, inoltre, seguono spesso, anche se non sempre, accordi politici che potrebbero, nel caso di Canada e Unione, portare reciproco profitto, quella che da quelle parti si chiama win-to-win situation, ossia situazione in cui non c’è un vincitore e un vinto bensì due vincitori nella convinzione che migliorare le condizioni dell’uno migliori anche quelle dell’altro e che insieme si possa agire con maggior profitto e progredire pacificamente. Concetti e idee alla base sia dell’Unione europea che del Canada multiculturale, nonché del liberalismo libertario e umanistico che sembra naturale evoluzione del pensiero mazziniano.
Questa ricetta è ispirata all’importanza delle tipicità locali per uno sviluppo sostenibile.  

Pesche noci
Mandorle dolci
Biscotti Gentilini Oswego e Novellini
Zucchero di canna
Ricotta Ecofattorie Sabine
Burro d’alpeggio oppure margarina con olio extravergine di oliva


Sbucciare le pesche, tagliarle a pezzetti, condirle con zucchero di canna, lasciar riposare. Sbriciolare i biscotti nel mixer e unirli al burro o alla margarina così da ottenere un composto denso, porlo in uno stampo e metterlo in freezer per 15’ a rassodare. Condire la ricotta con il sughetto delle pesche, alcuni pezzetti di pesca e quasi tutte le mandorle pestate a granella grossa, adagiare la crema di ricotta sulla base di biscotti, coprire con le pesche e guarnire con la granella di mandorle. 

domenica 24 settembre 2017

Spaghetti alla chitarra abruzzesi freschi con noci e pecorino sabino

Spaghetti alla chitarra abruzzesi freschi con noci e pecorino sabino

La transumanza dal freddo Abruzzo verso la più mite Sabina è una tradizione scomparsa da relativamente pochi anni di cui sono ancora presenti tracce e percorsi. Le vie che i pastori percorrevano con il bestiame sono oggi sentieri escursionistici molto suggestivi attraverso gli Appennini. La bellezza del paesaggio è arricchita dall’amena solitudine di borghi e paesini di cui è disseminato il territorio, elemento che compensa abbastanza la mancanza di una organizzazione turistica adatta alle potenzialità di tali percorsi. Durante la transumanza i pastori si nutrivano e alcuni piatti tradizionali della Sabina sono proprio la prelibata rielaborazione casalinga dei frugali pasti consumati durante la transumanza.
Questa ricetta, preparata con spaghetti alla chitarra abruzzesi e pecorino sabino, è ispirata alla transumanza e alle potenzialità turistiche, spesso purtroppo inespresse, della sentieristica sabina tra Abruzzo e Lazio.

Spaghetti alla chitarra freschi abruzzesi
Noci
Pecorino sabino di un anno Ecofattorie sabine
Acqua
Sale integrale siciliano


Grattugiare il pecorino in una zuppiera o insalatiera, sbucciare le noci e spezzettare i gherigli, tritarne una parte, mescolare con il pecorino. Nel frattempo far bollire l’acqua, salarla a piacere, cuocere la pasta, scolarla lasciando da parte l’acqua di cottura, versare nell’insalatiera o nella zuppiera e girare velocissimamente, aggiungere, se necessario, acqua di cottura e servire subito. 

sabato 23 settembre 2017

Spezzatino di manzo e vitella con kummel carvi e sidro delle Asturie

Spezzatino di manzo e vitella con kummel carvi e sidro delle Asturie

L’oceano, oltre ad essere un luogo fisico, è un’idea, qualcosa che ammalia e fa assaporare la libertà selvaggia, sfrenata, l’assolutezza della forza della natura. Scoprirlo, capirne la forza e diventare parte della sua meraviglia è in taluni casi talmente affascinante da diventare una ragione di vita. Alcune persone hanno costruito sul loro rapporto con l’oceano interessi, lavori e studi. La ricerca dell’onda perfetta o di lande inesplorate da raggiungere con avventurosi viaggi in nave sono elementi della stessa passione per la libertà, la medesima che si trova anche nei cuori di chi ama la montagna. I due elementi, acqua e terra, sono piuttosto diversi tra loro, i ritmi con i quali si affrontano sono opposti ma la forza della natura e la comprensione che siamo parte di essa, la gioia luminosa negli occhi di chi ne comprende, anche per qualche istante, la segreta bellezza è pressoché identica.
Questa ricetta, che unisce il sidro delle Asturie, splendida regione spagnola oceanica, e il kummel carvi, spezia usata nelle preparazioni di piatti tipici delle Dolomiti, è ispirata alla natura. 

Spezzatino di manzo acquistato dal macellaio di fiducia
Spezzatino di vitella acquistato dal macellaio di fiducia
Acqua
Sidro Crespo biologico delle Asturie
Kummel carvi
Sale integrale siciliano
Patate


Pulire lo spezzatino da eventuali nervetti o pezzi di grasso troppo grossi, metterlo a bagno nel sidro coprendo la carne completamente e aromatizzare con kummel carvi. Lasciar riposare qualche ora, meglio se una notte intera, a temperatura ambiente o preferibilmente nel frigorifero. Scolare la carne lasciando da parte il liquido di ammollo, porla in una pentola, far cuocere a fuoco vivace ma non troppo girando quando necessario. Aggiungere il liquido di ammollo quando il liquido naturale della carne evapora, abbassare la fiamma, coprire e continuare a far cuocere girando quando necessario, quindi aggiungere acqua per circa il doppio della quantità del liquido di ammollo e girare fino a cottura, aggiustare di sale. Dunque aggiungere altra acqua se non ve n’è abbastanza, sbucciare, tagliare le patate, versarle in pentola e far cuocere.