martedì 7 maggio 2019

Palline di ricotta di pecora con sesamo


Palline di ricotta di pecora con sesamo

Alcuni anni fa venne alla ribalta internazionale una storia curiosa accaduta in un paese della Puglia dove un colosso di hamburger e patatine made in U.S.A. sbarcò con tanto di M gialla, uniformi, banconi, sedie, tavoli, cibo surgelato e la solita strategia economica un po’ aggressiva. Aprì un negozio di tali cibi a pochi isolati da un fornaio-rosticceria che sfornava prelibatezze pugliesi con ingredienti freschi, locali, sapori antichi, fragranze genuine e prezzi contenuti. Non aveva banconi luminescenti né uniformi, se non la parannanzi d’ordinanza, non esprimeva la modernità urbana a stelle e strisce ma, con ostinata caparbietà, riuscì a tenersi la clientela, anzi ad aumentare il giro d’affari grazie al richiamo pubblicitario del gigante di ‘bun’ e ‘nuggets’ e agli allettanti profumi della sua piccola panetteria mentre il fast-food americano ebbe la peggio e in poco tempo chiuse i battenti.
Questa ricetta è ispirata all’importanza del turismo eno-gastronomico in Italia.

Ricotta di pecora Ecofattorie sabine
Semini di sesamo

Creare delle palline di ricotta con le mani, passarle nei semini di sesamo disposti su un piattino.

lunedì 6 maggio 2019

Palline di ricotta di pecora con curcuma


Palline di ricotta di pecora con curcuma

Da qualche tempo una piccolissima squadra di cricket sta cercando di far riconoscere il proprio diritto a gareggiare e allenarsi in un paese abbastanza importante della Marsica, Avezzano. Costituita da un gruppetto di migranti di origine asiatica si è ritagliata un suo spazietto in anni di allenamenti ai margini di un campetto sportivo effettuati quando gli altri erano stanchi e andavano a casa, fino all’ora del tramonto, quando a malapena si riusciva a veder la palla. La storia di questa piccola e scalcinata squadra è pura poesia che, forse, soltanto un grande nome della cinematografia potrebbe esprimere nella sua complessa semplicità.
Questa ricetta è ispirata all’importanza dell’immaginario cinematografico.

Ricotta di pecora Ecofattorie sabine
Polvere di curcuma

Creare delle palline di ricotta con le mani, passarle nella polvere di curcuma disposta su un piattino.

domenica 5 maggio 2019

Palline di ricotta di pecora con zenzero


Palline di ricotta di pecora con zenzero

Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara, afferma spesso l’attuale Dalai Lama che, non c’è dubbio, continua a dedicare la sua vita e la sua forza spirituale per salvare il suo popolo tormentato e oppresso dalla Cina comunista-capitalista. Certamente la sua è davvero la battaglia tra Davide e Golia, una guerra impari, lui ha da offrire soltanto un po’ di pace interiore mentre la Cina è un colosso economico con un enorme peso sullo scacchiere internazionale. Il Tibet non è neanche presente su quello scacchiere e non perché sia uno scacchista eppure lui non demorde, non desiste e prosegue sorridendo fiducioso.
Questa ricetta è ispirata al coraggio e alla dignità di un semplice sorriso.

Ricotta di pecora Ecofattorie sabine
Polvere di zenzero

Creare delle palline di ricotta con le mani, passarle nella polvere di zenzero disposta su un piattino.

sabato 4 maggio 2019

Petto di pollo con fiori di calendula


Petto di pollo con fiori di calendula

Il lavoro intellettuale è molto difficile da regolamentare. Le idee, le parole, le immagini, le note sembrano, a chi non li produce, elementi che si creano da sé, senza alcuno sforzo o fatica, eppure quanto studio e quanta fatica vi è nel lavoro, cosiddetto, intellettuale!
Questa ricetta è ispirata ai salari e ai benefit.

Petto di pollo acquistato dal macellaio di fiducia
Fiori di calendula
Salsa di soia
Olio extravergine di oliva
Farina
Sale iodato
Vino bianco di Cerveteri
Foglie di cipollina fresca
Acqua

Tagliare il petto di pollo a dadini, togliendo filetti di grasso e altre impurità, passarlo nella farina. In una padella antiaderente in pietra Bialetti fare un soffrittino leggerissimo in acqua e olio con la foglia di cipolla, aggiungere i cubetti di pollo, facendo attenzione a non aggiungere inavvertitamente anche la farina in eccesso, dunque gran parte della calendula ben sciacquata e tagliata a pezzettini, far cuocere a fuoco medio girando frequentemente, salare, sfumare leggermente col vino, aggiungere poca salsa di soia, sfumare nuovamente con pochissimo vino, aggiungere la restante calendula a fiori interi, impiattare.

venerdì 3 maggio 2019

Pizza rustica con ricotta di mucca, olive nere, bieta e cicoria


Pizza rustica con ricotta di mucca, olive nere, bieta e cicoria

Non è trascorso neanche un anno dalla morte di un genio dell’arte spettacolare, Lindsay Kemp, che il 3 maggio 2019 avrebbe compiuto 81 anni. La sua non è certamente stata una vita tranquilla, bensì agitata da straordinarie pulsioni artistiche, passioni e poetiche follie enduendade. Per chi ha avuto l’onore di conoscerlo e/o il piacere di attendere alle sue esibizioni, Lindsay rimarrà sempre, senza ombra di dubbio, un folletto che, in un modo o nell’altro, riesce comunque a rendere magica l’esistenza quotidiana, con un gesto generoso, dedicato prorpio a te, for you, for you, for you….
Questa ricetta è ispirata ad un geniale, quanto poco studiato per ovvie ragioni a livello accademico, rivoluzionario dell’arte spettacolare.  

Bietina di campo
Cicorietta
Olive nere denocciolate
Pasta sfoglia
Ricotta di mucca
Sale iodato
Olio extravergine di oliva
Aglio
Acqua
Spinaci
Bacche di ginepro

Lavare le verdure, tagliarle a pezzettini, cuocerle in acqua con aglio, sale, bacche di ginepro per fare una minestra leggera di verdure, scolare il verde necessario, aggiungerlo alla ricotta, condirla con olio, sale se necessario, olive nere. Adagiare la pasta sfoglia in una teglia con carta forno, farcire con il composto, chiudere i bordi, guarnire con olive nere, infornare in forno caldo a circa 180°C per il tempo necessario alla cottura.

giovedì 2 maggio 2019

Pastiera


Pastiera 

Napoli è mille colori, cantava Pino Daniele intepretando un aspetto della città dalle infinite sfumature folcloristiche, musicali, dialettali, linguistiche, culturali, architettoniche, culinarie, in una parola, creative, della città partenopea. Ma la Campania non è soltanto Napoli, con la sua storia tanto prestigiosa da essere prediletta da Giuseppe Garibaldi al punto da diventarne onorevole rappresentante nel Parlamento italiano, è anche Salerno, con le sue luci, Caserta con la sua meravigliosa reggia, la costiera amalfitana e tantissimi luoghi di una bellezza difficile da dimenticare e anche da immaginare.
Questa ricetta, che può essere preparata soltanto con squisita ricotta freschissima, appena fatta e ancora calda, è ispirata alla musica italiana.

Per la pasta:
300 grammi di farina
140 grammi di burro
152 grammi di zucchero
3 tuorli

Per il ripieno:
300 grammi di latte intero
300 grammi di grano cotto
20 grammi di burro
400 grammi di ricotta freschissima di pecora Ecofattorie Sabine
Scorze di limone non trattato
Scorze d’arancia candite
Canditi di cedro
35 o 40 ml di acqua di fiori d'arancio
Cannella in polvere
2 uova + 2 tuorli
60 o 70 grammi di zucchero, poco per non risultare troppo dolce ma abbastanza da conferire alla ricotta una stabile sofficità.

1 tuorlo per spennellare

Impastare su un piano di lavoro freddo lo zucchero, la farina e il burro, poi aggiungere i tuorli, fare un panetto quadrato e mettere in frigo per almeno un'ora ma possibilmente di più. A parte preparare il ripieno. Tagliare grossolanamente le scorze d’arancia lasciandone da parte alcune striscioline per guarnire. Far lessare il grano precotto nel latte con la scorza di limone e il burro fino ad ottenere una crema, lasciarla freddare, sbattere le uova con lo zucchero e l'acqua di fiori d'arancio, aggiungere la ricotta, girare con una frusta a mano, aggiungere la crema di grano, le scorze candite, un pizzico di cannella, fiocchi di scorza di limone. Stendere la sfoglia lasciando da parte le fettucce per la guarnizione, mettere la carta forno sulla teglia a bordo non basso, almeno 5 o 6 centimetri, posizionarvi la sfoglia, riempirla con il ripieno, posizionare le strisce, spennellare, mettere in forno non troppo caldo a circa 160°C per il tempo necessario alla cottura, quindi togliere la torta dalla tortiera facendo attenzione a non romperla e metterla su una gratella, far intiepidire leggermente. C’è chi aggiunge, oltre all’acqua di fiori d’arancia, anche quella di millefiori.

mercoledì 1 maggio 2019

Polpette di brasatello e tartufo


Polpette di brasatello e tartufo

Da molti anni si parla della riforma del sindacato ma, discutendo e discettando, quello che era divenuto quasi un’istituzione si è trovato a dover fare i conti con le proprie lacune, le battaglie mai combattute e il disastroso livello di corruzione di sindacalisti e vertici delle maggiori organizzazioni che avrebbero quale scopo primario la difesa di quei lavoratori che non hanno la forza contrattuale per difendersi autonomamente. Un top manager che lavora per diletto e amibizioni personali ma non per bisogno generalmente ha delle esigenze ben diverse da chi fa fatica a far quadrare i conti familiari e pagare le bollette. Sebbene il grado di libertà e la dignità interiore non abbia niente a che fare con il conto in banca, le libertà economiche, i diritti lavorativi e la dignità del lavoro non ha soltanto a che fare col conto in banca, e più spesso alla posta, ma anche con la forza contrattuale che si riesce ad ottenere anche grazie all’unione di più persone. Questo dovrebbe essere il compito naturale del Sindacato ma, evidentemente, nel corso dell’ultimo cinquantennio non è stato esattamente svolto nel modo più consono alla funzione intrinseca dello stesso fino al paradosso per cui i sindacati italiani attualmente difendono più i diritti di chi è pensionato piuttosto che di chi lavora.
Questa ricetta è ispirata all’Articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana.

Pangrattato
Pane raffermo
Latte tiepido
Uova
Vino bianco Orvieto
Brasato acquistato dal macellaio di fiducia
Cipolla fresca
Aglio
Timo
Salvia
Sale iodato
Acqua
Bacche di ginepro
Olio extravergine di oliva
Salsa tartufata

Mettere a marinare la carne nel vino bianco per circa una notte. Scaldare l'olio, far sigillare la carne da tutti i lati, aggiungere il liquido di marinatura, salvia, timo, bacche di ginepro, cipolle, spicchi d'aglio, far cuocere a fuoco basso coperto. Aggiungere acqua, salare e continuare a cuocere per circa un paio d'ore. Far intiepidire, tagliare in fette, far ammorbidire nel liquido di cottura, far freddare, dunque far bollire le fette nel liquido per un minuto o poco più, far raffreddare. Frullare nel mixer insieme alla salsa tartufata. Nel frattempo, far ammorbidire il pane nel latte tiepido, strizzarlo con le mani, aggiungerlo al composto, insieme ad un uovo, mescolare bene, dunque creare delle palline, passarle nel pangrattato, porle in una teglia imburrata, con un fiocchetto di burro su ogni polpettina e infornare in forno caldo a circa 180°C per il tempo necessario alla cottura. Servire così oppure con una leggera besciamella tartuffata.