giovedì 14 maggio 2020

Minestrone con misto di campo


Minestrone con misto di campo

La Terra non ha bisogno degli esseri umani mentre gli esseri umani hanno assoluta necessità del Pianeta Terra. Ora, l’ambientalismo moderno pretende di proteggere il globo ma forse farebbe molto meglio a porsi come obiettivo la protezione dell’umanità nella sua complessità. I disastri cosiddetti ambientali sono, gran parte delle volte, causati da azioni scellerate degli esseri umani, scellerate, beninteso, nei confronti degli stessi esseri umani. Da qualche tempo in Italia sono scomparsi gli uccellini, non si vedono più nei paesini, nelle campagne, non allietano col loro canto i risvegli e non mangiano la frutta non raccolta sugli alberi, lasciandola marcire sui rami come un memento mori per l’umanità. Molti politicanti italiani e una fetta della popolazione abbrutita dall’ignoranza e dalla mancanza assoluta di rispetto per sé stessi e per gli altri blaterano di un ideale Nord produttivo e di un Sud indolente, di una Miano da bere e una Roma ladrona ma… e se le cose stessero diversamente? In primis, la Pianura Padana è una delle regioni più inquinate dell’intera Europa, con livelli paragonabili alla Cina, Paese attualmente non proprio dedito al rispetto delle norme internazionali in materia di aria, acqua e terra pulite e i miasmi di microparticelle dannose per la salute arrivano, evidentemente, fino all’indolente Sud, fino al mare, scoraggiando persino gli uccellini a frequentare zone che dovrebbero essere paradisi terrestri per la vita sul pianeta. In secundis, in Italia non c’è mai stato un livello così alto di corruzione come da quando sono ‘scesi in campo’ alcuni personaggi che hanno fatto dell’essere settentrionali un cavallo di battaglia.
Questa ricetta è ispirata all’altro lato della medaglia.

Bieta
Spinaci
Zucca
Verza viola
Cipolla
Aglio
Acqua
Sale integrale siciliano da riserva WWF
Misto di campo
Broccolo romanesco
Timo fresco
Zenzero fresco
Curcuma fresca
Grano saraceno
Fiocchi di avena

Lavare bene le verdure, tagliarle, sbucciare la zucca, tagliarla a dadini, sbucciare la cipolla, lo zenzero, la curcuma, tagliarla, sbucciare l’aglio, mettere tutto in una pentola, aggiungere acqua, salare, far cuocere a lungo. Una mezz’oretta prima della fine della cottura, aggiungere grano saraceno ed eventualmente, se piacciono, fiocchi di avena, condire con olio a crudo.

mercoledì 13 maggio 2020

Spadellata di verza, zucca, spinaci e misto di campo


Spadellata di verza, zucca, spinaci e misto di campo

Venezia è stata, per oltre vent’anni, massacrata e seviziata da politicanti corrotti ed incapaci di gestire le più semplici questioni della città lagunare. L’ultima tortura inflitta ad una delle città più belle del mondo è stata la devastazione dell’acqua alta, non arrestata, non fermata da strutture ingegneristiche né placata dal divieto più che necessario dell’accesso delle grandi navi in laguna. Tutto ciò è accaduto, per una ironia macabra della storia, proprio nel cinquecentenario leonardesco, di quel genio italiano snobbato dai politicanti moderni studiato in tutto il mondo e che ha creato ovunque solidissime quanto leggere e poco invasive strutture per arginare l’acqua ancor oggi utilizzate in molte parti del globo terrestre. Una devastazione che è simbolo di una distruzione sistematica del patrimonio culturale del BelPaese a cui, però, proprio i veneziani, così come i sarajevesi durante l’assedio della ‘Parigi dei Balcani’, non vogliono arrendersi. E lo dimostrano con tenacia nel luogo in cui tutto è possibile, il teatro. Alla prima della Fenice non si manca, neanche con due metri di acqua.
Questa ricetta è ispirata all’importanza della cultura.

Verza viola
Zucca
Spinacini freschi
Misto di campo
Cipolla
Aglio
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Semi di zucca
Vino bianco dell’area del Chianti senese

Sbucciare la zucca, tagliarla a dadini, lavare benissimo le verdure, tagliarle a listarelle sottili, affettare sottilissimamente la cipolla, un paio di fettine, e l’aglio, circa ½ spicchio, lavare e affettare la verza viola. Far scaldare l’olio, aggiungere le verdure e gli aromi, tranne i semi di zucca, da aggiungere quasi alla fine e dopo aver sfumato col vino, salare, e cuocere a fuoco più o meno vivace in base alla freschezza e alla genuinità degli ingredienti, sfumare col vino per amalgamare i sapori, servire come contorno o come antipasto su tartine di mais, cerchietti di polenta o bruschette.

martedì 12 maggio 2020

Pizza con aglio e capperi, ricetta di Papà Claudio


Pizza con aglio e capperi, ricetta di Papà Claudio

Serendipity, tradotto malamente in italiano con serendipità, è una parola molto interessante che indica una scoperta, spesso fortunata, mentre si sta cercando altro o si sta facendo altro. Molto spesso, per accorgersene, è però necessario avere uno stato mentale libero da stress e nervosismi, essere rilassati e pronti ad amare la vita nel suo scorrere imprevedibile e talvolta bizzoso. Se determinazione e cocciutaggine possono spesso essere foriere di grandi conquiste è anche vero che rilassamento e tranquillità aiutano non poco nella continua ricerca di equilibrio.
Questa ricetta è ispirata alla serendipità.

Farina 2
Farina di grano duro Cappelli
Acqua
Olio extravergine di oliva
Lievito di birra
Sugo con i capperi (pomodoro, capperi, sale, aglio, cipolla, origano)
Aglio

Impastare la pizza, con circa 1 kg di farina 2 e 200 gr di Cappelli, acqua, lievito di birra e un cucchiaio d’olio, farla lievitare a lungo, stendere l’impasto molto sottile, disporlo su teglia oliata o cartaforno, condire con sugo coi capperi e fettine di aglio, infornare in forno ben caldo a circa 220°C per il tempo necessario alla cottura.  

lunedì 11 maggio 2020

Ciambellone con cocco e mirtilli rossi e neri


Ciambellone con cocco e mirtilli rossi e neri

I disciplinari per la produzione di DOC e DOP europei hanno, dopo l’approvazione e l’implementazione della CETA, il trattato commerciale tra Europa e Canada, la possibilità di essere riconosciuti anche oltreoceano. Ora il Paese degli aceri dovrà dotarsi di simili meccanismi di protezione, tutela e promozione dei tanti prodotti tipici locali, dai vari tipi di pesce oceanico afffumicato con i vari legni, ai frutti di bosco, dalle preparazioni tradizionali, dalla carne secca e affumincata tipica delle lande del Nord, passando per il vino del ghiaccio, fino alle preparazioni tradizionali delle nazioni indigene.
Questa ricetta è ispirata alle buone pratiche.

200 gr. di farina 2
100 gr. di farina di cocco, cocco rapè
200 gr. di zucchero
130 gr. di latte
100 gr. di olio extravergine di oliva
20 gr. di burro
2 uova
Una bustina di lievito per dolci
Una manciatina di mirtilli rossi e neri disidratati
Farina e burro per infarinare la teglia

Con lo sbattitore elettrico o con la frusta a mano, sbattere le uova con lo zucchero, dunque unire la farina a pioggia, il latte, l’olio, il burro, il cocco, i mirtilli, quindi il lievito. Sbattere per una decina di minuti o più, versare il composto in una teglia imburrata e infarinata con la tipica forma da ciambellone, spolverare la superficie con una manciatina di zucchero, infornare in forno caldo a 180° C o 200°C per 30’. Non aprire il forno durante la cottura per non interrompere la lievitazione ma, a fine cottura, aprire velocemente e controllare con uno stuzzicandenti lungo il grado di umidità e cottura.

domenica 10 maggio 2020

Ciambellone ‘bounty’ con cacao e cocco


Ciambellone ‘bounty’ con cacao e cocco

Non abbassare l’IVA sugli assorbenti è una idiozia maschilista che denota una incapacità di ragionamento da parte della classe politica italiana. Se è vero che gli assorbenti (e i pannolini, le traversine utilizzate per i malati ma anche dai sedicenti amanti degli animali, ecc.) sono molto difficili da smaltire nella spazzatura, è anche vero che sono disponibili sul mercato delle materie naturali per produrli, valide alternative compostabili. Politici degni del ruolo che rivestono dovrebbero avere l’accortezza di rendere illegale il confezionamento di tali prodotti con materiale altamente inquinante, obbligando le aziende a produrre soltanto senza eccessivi impatti ambientali, e abbassare l’IVA.
Questa ricetta è ispirata alla dignità.

200 gr. di farina 2
100 gr. di farina di cocco, cocco rapè
200 gr. di zucchero
130 gr. di latte
100 gr. di olio extravergine di oliva
20 gr. di burro
2 uova
Una bustina di lievito per dolci
Cacao amaro in base al gusto
Farina e burro per infarinare la teglia

Con lo sbattitore elettrico o con la frusta a mano, sbattere le uova con lo zucchero, dunque unire la farina a pioggia, il latte, l’olio, il burro, il cocco, il cacao, quindi il lievito. Sbattere per una decina di minuti o più, versare il composto in una teglia imburrata e infarinata con la tipica forma da ciambellone, spolverare la superficie con una manciatina di zucchero, infornare in forno caldo a 180° C o 200°C per 30’. Non aprire il forno durante la cottura per non interrompere la lievitazione ma, a fine cottura, aprire velocemente e controllare con uno stuzzicandenti lungo il grado di umidità e cottura.

sabato 9 maggio 2020

Ciambellone con cocco e zenzero


Ciambellone con cocco e zenzero

L’Unione Europea è uno dei più importanti meccanismi socio-politici creati dall’uomo per mantenere la pace. Le visionarie intenzioni e i primi coraggiosi passi dovrebbero però, attualmente, essere seguiti da un rafforzamento dell’unione verso la creazione di una vera e propria entità sovranazionale in grado di dialogare e di creare solidissime alleanze ed eventuali future unioni con altri Paesi e altre confederazioni di Stati, ampliando il concetto di allargamento.
Questa ricetta è ispirata al consolidamento della pace.

200 gr. di farina 2
100 gr. di farina di cocco, cocco rapè
200 gr. di zucchero
130 gr. di latte
100 gr. di olio extravergine di oliva
20 gr. di burro
2 uova
Una bustina di lievito per dolci
Zenzero macinato in base al gusto
Farina e burro per infarinare la teglia

Con lo sbattitore elettrico o con la frusta a mano, sbattere le uova con lo zucchero, dunque unire la farina a pioggia, il latte, l’olio, il burro, il cocco, lo zenzero, quindi il lievito. Sbattere per una decina di minuti o più, versare il composto in una teglia imburrata e infarinata con la tipica forma da ciambellone, spolverare la superficie con una manciatina di zucchero, infornare in forno caldo a 180° C o 200°C per 30’. Non aprire il forno durante la cottura per non interrompere la lievitazione ma, a fine cottura, aprire velocemente e controllare con uno stuzzicandenti lungo il grado di umidità e cottura.

venerdì 8 maggio 2020

Frittata soffice con cicoria e patate, ricetta di Nonni Lucilla e Pietro

Camminare è un ottimo modo per scoprire città e vivere il paesaggio,  oltre che mantenersi in forma.  Questa ricetta è ispirata alle scampagnate e ai trekking.

Uova
Patate
Acqua
Olio extravergine di oliva
Sale iodato
Cicoria

Lessare le patate con tutta la buccia, scolarle, sbucciarle, passarle col passapatate, condirle con sale e olio. Lessare la cicoria ben lavata, scolarla bene, tritarla nel mixer,  aggiungerla alle patate,  quindi aggiungere le uova ben sbattute,  versare il composto in una padella antiaderente in cui sia stato scaldato l'olio,  far cuocere a fuoco medio, girare col piatto quando necessario.