lunedì 7 settembre 2020

Pizza patate e fiori di calendula


Pizza patate e fiori di calendula

Stakatua era un geniale luogo di vacanza inventato dall’eccentrico Pippo, amico di Topolino, in un fumetto Disney pubblicato in Italia qualche anno fa. Il geniale amico aveva trovato il modo di vendere un pacchetto vacanze particolarmente vantaggioso, quello per la meravigliosa destinazione Stakatua, ovvero un pacchetto di foto, video, cartoline da luoghi esotici da mostrare agli amici senza il fastidio di doversi spostare ma rimanendo comodamente in casa. Quel fumetto, a distanza di anni, sembra profetico, soprattutto in piena era tecnologica, un’era in cui è possibile visitare i più grandi musei del mondo in tour virtuali, anche stando comodamente sdraiati su un’amaca in riva al mare
Questa ricetta è ispirata alle evoluzioni della cultura e della divulgazione culturale.

Farina integrale
Acqua tiepida
Lievito di birra
Patate
Olio extravergine di oliva
Fiori di calendula
Sale integrale

Impastare la farina con il lievito e l’acqua, far lievitare per circa 24 ore o di più, in base al gusto. Stendere la pizza, metterla su carta forno sulla leccarda o in una teglia oliata, condire con le patate sbucciate, lavate e tagliate sottilissime, pressochè trasparenti, sale, olio, fiori di calendula. Infornare in forno molto ben caldo a circa 220°C per il tempo necessario alla cottura.


domenica 6 settembre 2020

Segale e ceci


Segale e ceci

Alcuni lustri fa, agli albori dell’internet commerciale, in pochi avrebbero scommesso sui siti dedicati alle casalinghe e sull’internet da casa, quei pochi hanno invece trovato un grandissimo filone di guadagno economico perché hanno saputo comprendere le potenzialità di interconnessione e di intrattenimento del nuovo mezzo di comunicazione. Inizialmente internet venne visto come qualcosa che poteva ridurre spese e costi di lavori che richiedevano l’invio di lettere, con tanto di buste, fogli, francobolli, tempo per incollare le buste, per scrivere gli indirizzi, per uscire e fisicamente inviare messaggi e ‘mail’, posta. Inizialmente in pochi erano ‘connessi’, le connessioni costavano e bisognava avere un qualche ritorno economico per installare il modem, che produceva un caratteristico suono con tanto di rumore di composizione, attendere che fosse possibile prendere la linea, un po’ come i centralini di una volta, staccare il telefono nel frattempo perché i dati e la voce non erano ancora disgiunti e quindi o ci si collegava ad Internet o si parlava al telefono, a meno di avere una costosa linea dedicata. Oppure c’erano gli internet cafè, luoghi in cui c’erano uno o più computer collegati alla Rete, utilizzati da più persone, spesso con tastiere e modem piuttosto luridi e protetti da improbabili separè, in qualche angolo senza finestre, per garantire una cosa di cui soltanto in pochi parlavano, ossia la privacy, che tale è rimasta, ossia una parola straniera mal pronunciata in un Paese in cui la lingua madre è spesso il dialetto. In quelle condizioni quasi nessuno avrebbe pensato, e chi l’ha fatto è stato molto lungimirante, che internet sarebbe stato in primis uno strumento di socialità virtuale, un utensile utile in cucina e nelle piccole grandi cose di ogni giorno.
Questa ricetta è ispirata all’internet delle casalinghe (e dei casalinghi) e al suo grande impatto economico e sociale.

Segale integrale biodinamica
Ceci biodinamici
Acqua
Aglio
Rosmarino
Sale iodato
Olio extravergine di oliva

Far rinvenire i cereali e i legumi. Lessarli separatamente, la segale in acqua e i ceci in acqua, aglio e rosmarino. In un’insalatiera unire la segale e i ceci, condire con sale e olio.

sabato 5 settembre 2020

Spaghetti aglio, olio, timo e pecorino

Spaghetti aglio, olio, timo e pecorino

Nel variegato e luccicante mondo dell’intrattenimento di massa, tra varietà televisivi, festival musicali nazional popolari, vaudeville teatrali e pochade cinematografiche, soubrette e noti presentatori si è intrufolato un gruppo anarcoide, costituito in seno alla visionaria RCA, nella sede distaccata di Via Nomentana 1111 presso un laboratorio di idee, musica e parole che sarebbe poi diventato un gruppo comico-musicale dall’evocativo nome di Pandemonium. Il Pandæmonium, letterariamente, è un luogo inventato dallo scrittore britannico post-shakespeariano John Mill dove demoni e angeli caduti si riorganizzano in qualche modo, ribellandosi come possono al tiranno che li ha relegati all’inferno. Nella parlata comune il pandemonio è anche un gran frastuono, un insieme di suoni inarticolati disturbanti, un gran chiasso. Da questo luogo di sperimentazione e baccano si sviluppò un gruppo musicale che ha fatto del disturbo, del rumore, un’arma di comicità, un modo per gridare ‘il re è nudo’ ma forse senza troppa convinzione, lasciando la frase così, tra una battuta e l’altra, interposta: ‘ma che bell’abito, queste nuove mode di mandare in giro re nudi, che bell’abito che ha il re ma è proprio bello questo vestito’. Questa esperienza surreale viene raccontata in una conversazione, una lunga intervista con sé stesso da Gianni Mauro che, navigando a vista, tra un’arrabbiatura e una risata, ha traghettato il pandemonio attraverso i decenni in cui l’intrattenimento nazional popolare di massa ha cambiato volto e nomi, modalità e linguaggi, continuando a dire, sommessamente, che il re sempre nudo è.
Questa ricetta è ispirata al libro del mentanese salernitano Gianni Mauro Sono un premio no-bel. Faccio schifo sempre d’a matina ‘a sera, edito da Il papavero nel settembre 2019. 

Aglio
Olio extravergine di oliva
Timo fresco
Pecorino sabino stagionato Ecofattorie Sabine, non il romano DOP
Acqua
Sale iodato
Spaghetti integrali biodinamici

In una padellina antiaderente in pietra Bialetti far scaldare dell’olio sufficiente a condire la pasta con aglio a fettine e timo fresco, farlo soffriggere a fuoco medio basso giusto il tempo di far insaporire l’olio senza bruscare l’aglio. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata bollente, scolarla lasciando da parte dell’acqua di cottura, ripassare gli spaghetti in padella con l’olio, aggiungere il pecorino sabino, se necessario un po’ di acqua di cottura, e mangiare ben calda. 

venerdì 4 settembre 2020

Omogeneizzato di cavolfiore e stracchino


Omogeneizzato di cavolfiore e stracchino

I cittadini italiani non hanno molta fiducia nelle istituzioni, un po’ per diffidenza storicamente determinata, un po’ perché i politici italiani hanno dimostrato in varie occasioni di essere assolutamente inadeguati al ruolo ricoperto. Si potrebbe obiettare che i politici vengono eletti democraticamente, il che è abbastanza vero, ma i partiti più strutturati e riconoscibili hanno spesso preferito circondare personaggi mediocri da personaggi senza alcuna qualità e con una moralità prossima allo zero. Negli ultimi vent’anni, poi, si è assistito ad un deterioramento del linguaggio e della comunicazione politica fino al punto che le campagne elettorali sono state combattute a forza di slogan antisistemici, antidemocratici e anti-istituzionali. Più erano le dichiarazioni anarcoidi contro le istituzioni, il Parlamento, i partiti, la Costituzione, l’organizzazione dello Stato più si ottenevano consensi. Ora, non si può pretendere che i cittadini italiani, dopo queste premesse, pensino davvero che lo Stato, e soprattutto i politici che lo governano, stia agendo per il bene della collettività, se così fosse non avrebbero mai, neanche per scherzo, votato partiti che si dichiarano non partiti, politici che vorrebbero pulirsi il deretano con il tricolore e così via.
Questa ricetta è ispirata allo stupore mediatico e istituzionale di fronte alla mancanza di fiducia degli italiani nei confronti delle isituzioni.

Cavolfiore
Acqua
Sale iodato integrale
Olio extravergine di oliva
Brodo di verdure o acqua di cottura del cavolfiore
Stracchino

Tagliare il cavolfiore, lasciarlo a bagno per una mezzora, sciacquarlo, lessarlo, scolarlo, farlo intiepidire. Frullarlo nel mixer con olio, sale, brodo di verdure o acqua di cottura del cavolfiore, aggiungere lo stracchino e servire su tartine o bruschette o come salsa per patatine di mais.

giovedì 3 settembre 2020

Penne con sugo di castrato


Penne con sugo di castrato

Amélie Nothomb è un personaggio letterario prima forse di essere una scrittrice di grande successo. Figlia di una famiglia altolocata, ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza tra aeroporti, ambasciate e Paesi diversissimi tra loro, quando ancora Internet non era diffuso a livello commerciale e globale. Le sue produzioni letterarie sono particolari, essenziali, quasi scarnificate, a tratti ridondanti ma le sue parole si leggono con gusto e molto velocemente, lasciando negli occhi e nella mente la voglia di leggere ancora.
Questa ricetta è ispirata a Amélie Nothomb.

Castrato acquistato dal macellaio di fiducia
Aglio
Rosmarino
Timo
Pomodori pelati o freschi
Acqua
Olio extravergine di oliva
Sale iodato
Cipolla
Penne integrali biodinamiche

Affettare l’aglio e la cipolla, fare un soffitto leggero in acqua e olio, aggiungere il castrato, farlo rosolare bene, quindi aggiungere il pomodoro, l’acqua, il timo e il rosmarino, far bollire, abbassare la fiamma e far cuocere coperto per un paio d’ore o più, in base al gusto. Lessare la pasta, scolarla, condirla. Ideale anche con pasta all’uovo oppure fresca acqua e farina.

mercoledì 2 settembre 2020

Crema di broccoli e ceci


Crema di broccoli e ceci

L’indipendenza irlandese e scozzese potrebbe essere la nuova frontiera della libertà europea.
Questa ricetta è ispirata all’Unione europea quale luogo fisico e politico di pace.

Broccolo verde
Acqua
Sale iodato o gomasio
Olio extravergine di oliva
Ceci
Limone non trattato
Aglio
Rosmarino

Far rinvenire i ceci in acqua, lessarli con aglio, sale e rosmarino. Tagliare i broccoli così da avere tante rosette, metterli a bagno per una mezzora, lessarli in abbondante acqua bollente. Far intiepidire. Frullare i ceci e i broccoli nel mixer o nell’omogeneizzatore, con uno spicchio d’aglio fresco, una grattugiata di buccia di limone, olio, sale o gomasio, eventualmente qualche goccia di succo di limone, in base al gusto. Servire con pane carasau, torta al testo, piadine croccanti, patatine di mais o bruschettine.

martedì 1 settembre 2020

Tapas bruschette con crema di cavolfiore vegana


Tapas bruschette con crema di cavolfiore vegana

Storia e geografia nelle scuole italiane vengono, giustamente?, insegnate insieme, come fossero un’unica materia per tre ore a settimana. Sarebbe corretto considerando che la geografia politica, e talvolta anche quella fisica se si considera per ‘geografia fisica’ il paesaggio, è quasi sempre intrisa di storia, per lo meno in Italia, e che si può spesso insegnare la storia con una semplice passeggiata in una delle tantissime città d’arte che caratterizzano il territorio italiano. È anche vero che la geografia non inlcude soltanto i nomi di regioni e città, i confini politici e le differenze create dagli esseri umani. Studiare la geografia vuol dire in primo luogo comprendere il funzionamento della Terra, del pianeta, in relazione a sé stesso e al cosmo. Nella moderna pedagogia non si fanno più distinzioni nette tra le materie d’insegnamento ma la scuola ha un’organizzazione burocratica che impone la suddivisione tra le materie, con insegnanti che debbono insegnare soltanto un argomento, per un tot di ore retribuite. Questa ricetta è ispirata alle tante contraddizioni nella scuola italiana, tra cui l’insegnamento della religione cattolica, catechismo di Stato.

Cavolfiore
Brodo di verdure o bevanda d’avena, miglio o riso
Sale iodato
Olio extravergine di oliva
Pane

Tagliare il cavolfiore così da lasciare intere le rosette, metterlo a bagno in acqua fredda per una mezzora per eliminare eventuali animaletti, sciacquarlo, far bollire abbondante acqua, lessare il cavolifiore, scolarlo, farlo intiepidire, frullarlo nel mixer da cucina aggiungendo sale, olio, qualche mestolo di brodo di verdura. Affettare il pane, tostarlo, condirlo con la crema di cavolfiore.