lunedì 14 settembre 2020

Pollo ruspante con capperi


Pollo ruspante con capperi

Sarebbe molto importante, nei momenti più critici che attraversano le società, per evitare gli effetti devastanti delle teorie economiche friedmaniane, come ampiamente spiegato da Naomi Klein, cercare di monitorare tutto ciò che potrebbe cosituire una violazione delle leggi costituzionali e che potrebbe costituire un elemento di rischio per le democrazie, un po’ come il radicale centro di monitoraggio sul pluralismo radiotelevisivo.
Questa ricetta è ispirata alla forza e alle fragilità delle democrazie.

Pollo ruspante acquistato dal macellaio di fiducia e già eviscerato e tagliato a pezzi
Capperi
Birra
Timo
Aglio
Cipolla
Rosmarino
Sale integrale
Fiori di calendula freschi

Mettere a bagno il pollo nella birra, lasciarlo riposare per un paio d’ore. Scaldare l’olio in padella, aggiungere il pollo scolato, lasciando da parte il liquido di ammollo, farlo sigillare, quando la carne avrà finito di tirar fuori l’acqua naturale, aggiungere capperi ben sciacquati, rosmarino, aglio, cipolla, calendula, timo, un po’ di liquido di ammollo, girare bene e continuare a cuocere a fuoco abbastanza alto, salare, aggiungere liquido se necessario durante la cottura.

domenica 13 settembre 2020

Spezzatino di vitella con patate, calendula, timo, rosmarino, aromatizzato al limoncello di Nonno Pietro


Spezzatino di vitella con patate, calendula, timo, rosmarino, aromatizzato al limoncello di Nonno Pietro

La gentilezza sta diventando la nuova forma di ribellione sociale che, come spesso accade con le ribellioni sociali, sta iniziando ad imporsi come moda.
Questa ricetta è ispirata ad atti di gentilezza a casaccio.

Spezzatino di vitella acquistato dal macellaio di fiducia
Aglio
Timo
Cipolla
Olio extravergine di oliva
Acqua
Limoncello di Nonno Pietro
Birra o vino bianco
Sale integrale
Calendula, fiori freschi

Far scaldare l’olio in una pentola antiaderente o in acciaio, versarvi lo spezzatino, farlo sigillare, aggiungere aglio, cipolla, timo quando la carne comincia a tirare fuori il proprio sughetto naturale, sfumare con poca birra o vino bianco, abbassare la fiamma, quindi aggiungere acqua (1 bicchierino da liquore di limoncello in 1 litro d’acqua, all’incirca) aromatizzata al limoncello durante la lunga cottura (circa tre ore), a metà cottura aggiungere la calendula, salare, una mezzoretta prima della fine della cottura aggiungere un po’ più di liquido, le patate sbucciate e tagliate a pezzi grossolani aggiustare di sale e finire di cuocere.


sabato 12 settembre 2020

Spezzatino di vitella con patate e carciofi aromatizzato al limoncello di Nonno Pietro


Spezzatino di vitella con patate e carciofi aromatizzato al limoncello di Nonno Pietro

Cambiare le proprie abitudini per un breve periodo può avere delle conseguenze inaspettate e molto positive. Si può scoprire, ad esempio, che si possono evitare atteggiamenti dannosi per l’ambiente.
Questa ricetta è ispirata alle politiche per l’ambiente, che potrebbero effettivamente essere messe in pratica.

Spezzatino di vitella acquistato dal macellaio di fiducia
Aglio
Timo
Cipolla
Olio extravergine di oliva
Patate
Carciofi
Limoni per pulire i carciofi
Acqua
Limoncello di Nonno Pietro
Birra o vino bianco
Sale integrale
Calendula, fiori freschi

Far scaldare l’olio in una pentola antiaderente o in acciaio, versarvi lo spezzatino, farlo sigillare, aggiungere aglio, cipolla, timo quando la carne comincia a tirare fuori il proprio sughetto naturale, sfumare con poca birra o vino bianco, abbassare la fiamma, quindi aggiungere acqua (1 bicchierino da liquore di limoncello in 1 litro d’acqua, all’incirca) aromatizzata al limoncello durante la lunga cottura (circa tre ore), a metà cottura aggiungere la calendula, salare, una mezzoretta prima della fine della cottura aggiungere un po’ più di liquido, le patate sbucciate e tagliate a pezzi grossolani e i carciofi ben puliti così che non si sentano parti durette dopo la cottura, e tagliati a spicchi, aggiustare di sale e finire di cuocere.

venerdì 11 settembre 2020

Pizza patate e rosmarino impastata con lievitino


Pizza patate e rosmarino impastata con lievitino

L’Italia e l’Europa non debbono assolutamente derogare su sicurezze familiari, sociali, libertarie, economiche faticosamente conquistate.
Questa ricetta è ispirata ai furbetti del quartierino, a livello locale, globale e glocale.

Farina tipo 2
Lievito di birra, se secco anche un pizzico di zucchero
Acqua tiepida
Patate
Rosmarino
Olio extravergine di oliva
Sale integrale

Fare il lievitino impastando poca farina, neanche un etto, con acqua e lievito così da creare un composto denso ma non sodo, una specie di pastella soda. Farlo lievitare per un paio d’ore o più, in base alle esigenze. Impastare il lievitino con la farina e l’acqua, mettere in un recipiente, coprire in modo che possa passare un po’ d’aria, coprire con la coperta, far lievitare circa 24 ore, impastare di nuovo, aggiungendo farina ed eventualmente un po’ di olio, giusto sulle mani per impastare meglio, rimettere nel contenitore, coprire, avvolgere nella coperta e far lievitare altre 8 o 12 o 24 ore, in base al gusto. In una teglia antiaderente oliata, o su carta forno direttamente sulla leccarda, stendere la pizza abbastanza sottile, condire con patate affettate sottilissime, sale, olio, rosmarino, infornare in forno ben caldo a circa 220°C, la temperatura è inversamente proporzionale allo spessore dell’impasto, maggiore lo spessore minore la temperatura, cuocere per il tempo necessario.


giovedì 10 settembre 2020

Pizza rossa con aglio, cipolla, timo e patate. Impastata col lievitino.


Pizza rossa con aglio, cipolla, timo e patate. Impastata col lievitino.

Le libertà fondamentali sono un’abitudine che si considera presto come qualcosa di ovvio eppure, soprattutto nei momenti di emergenza, è necessario evitare il panico e ricordare, individualmente e collettivamente, che la democrazia, la libertà, è fatta di tanti piccoli dettagli, di tante cose all’apparenza poco importanti, di infinite sfumature.
Questa ricetta è ispirata alla necessità di monitorare costantemente, e continuamente lavorare per il rispetto delle libertà fondamentali e dei principi basilari su cui si fondano le democrazie anche, e soprattutto, durante le emergenze.

Farina tipo 2
Lievito di birra, se secco anche un pizzico di zucchero
Acqua tiepida
Sugo (pomodori, sale integrale, origano, aglio, cipolla)
Aglio
Cipolla
Patate
Timo
Olio extravergine di oliva
Sale integrale

Fare il lievitino impastando poca farina, neanche un etto, con acqua e lievito così da creare un composto denso ma non sodo, una specie di pastella soda. Farlo lievitare per un paio d’ore o più, in base alle esigenze. Impastare il lievitino con la farina e l’acqua, mettere in un recipiente, coprire in modo che possa passare un po’ d’aria, coprire con la coperta, far lievitare circa 24 ore, impastare di nuovo, aggiungendo farina ed eventualmente un po’ di olio, giusto sulle mani per impastare meglio, rimettere nel contenitore, coprire, avvolgere nella coperta e far lievitare altre 8 o 12 o 24 ore, in base al gusto. In una teglia antiaderente oliata, o su carta forno direttamente sulla leccarda, stendere la pizza abbastanza sottile, condire con sugo, cipolle, patate, aglio affetttati sottilissimi, condire con sale, olio, timo, infornare in forno ben caldo a circa 220°C, la temperatura è inversamente proporzionale allo spessore dell’impasto, maggiore lo spessore minore la temperatura, cuocere per il tempo necessario.

mercoledì 9 settembre 2020

Ciambelline alla birra e nocino di Nonno Pietro


Ciambelline alla birra e nocino di Nonno Pietro

All’epoca di Charles Dickens le condizioni dell’aria di Londra erano a dir poco pericolose per la salute umana. Le fabbriche producevano inquinamento a livelli che, oggidì, sarebbero impensabili perfino nelle aree più sfruttate e maltrattate del Pianeta. L’evoluzione tecnologica e una maggiore consapevolezza sociale hanno permesso di sviluppare tecnologie industriali meno inquinanti, di produrre in modo meno distruttivo per l’ambiente. L’essere umano, però, abbina ad una grande intelligenza anche una stupidità di fondo che si esprime spesso in un sentimento di onnipotenza, pertanto si è continuato ad inquinare, nonostante tutto. Ora, dopo l’epidemia mortifera del coronavirus ci si è accorti che l’inquinamento è un nemico che si può combattere. Dopo neanche una settimana di stop alle moderne attività umane, industriali, di spostamenti, etc. l’inquinamento atmosferico si è ridotto notevolissimamente al punto che nella laguna veneziana l’acqua è tornata limpida e si è ridotto il moto ondoso. Se ciò è possibile in pochissimi giorni, forse è il caso di capire che si possono cambiare alcune abitudini, che il telelavoro non è un’utopia tanto irrealizzabile, che è possibile agire concretamente per sconfiggere il nemico numero uno dell’umanità intera: l’inquinamento e che sarà poi molto difficile ripristinare un giusto equilibrio bio-climatico.
Questa ricetta è ispirata alle effettive possibilità di ricreare le condizioni armoniose per la vita sulla Terra per l’intera umanità.

1 bicchierino da liquore di nocino di Nonno Pietro
1 bicchiere di birra chiara, circa 100 gr.
1 bicchiere di olio extravergine di oliva, circa 100 gr.
1 bicchiere di zucchero semolato, circa 100 gr
Farina tipo 1 q.b., circa 600 gr.
Semini di anice, un paio di cucchiai da cucina
Zucchero per la parte superiore

Impastare, possibilmente facendo la ‘fontanella’ di farina con gli ingredienti liquidi al centro, tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto della giusta consistenza, sodo e abbastanza malleabile, con una buona elasticità. Fare i budellini di circa mezzo centimetro di diametro, segmentarlo e chiudere con le dita fino a creare delle ciambelline. Passare la parte superiore delle ciambelline nello zucchero, adagiarle sulla carta forno direttamente sulla griglia del forno con la parte zuccherata in alto, infornare in forno caldo a circa 180°C, far cuocere il tempo necessario, eventualmente girando le ciambelline.

martedì 8 settembre 2020

Pizza rossa con timo e rosmarino. Impasto con lievitino.


Pizza rossa con timo e rosmarino. Impasto con lievitino.

L’8 settembre del 1943 venne emanato il famoso Proclama Badoglio, che sancì la fine del Fascismo de jure ma non de facto, e diede inizio alla guerra civile in Italia dopo un ventennio di dittatura, qualche anno di guerre, deportazioni, torture di Stato. Viene ricordato in Italia per l’importanza storica e viene considerato come la prima grande vittoria della lunga, e spesso sotterranea, battaglia per la liberazione dell’Italia dalla dittatura nazifascista, anzi fascio-nazista. Questa guerra, combattuta all’interno della Seconda guerra mondiale da un popolo affamato, disorientato, spaventato, portò finalmente alla liberazione ma il prezzo fu altissimo, sia in termini di vite umane, sia di conquiste libertarie ottenute e raggiunte durante il Risorgimento.
Questa ricetta è ispirata al concordato e agli sciagurati patti lateranensi.

Farina tipo 2
Lievito di birra, se secco anche un pizzico di zucchero
Acqua tiepida
Sugo (pomodori, sale integrale, origano, aglio, cipolla)
Timo
Olio extravergine di oliva
Rosmarino

Fare il lievitino impastando poca farina, neanche un etto, con acqua e lievito così da creare un composto denso ma non sodo, una specie di pastella soda. Farlo lievitare per un paio d’ore o più, in base alle esigenze. Impastare il lievitino con la farina e l’acqua, mettere in un recipiente, coprire in modo che possa passare un po’ d’aria, coprire con la coperta, far lievitare circa 24 ore, impastare di nuovo, aggiungendo farina ed eventualmente un po’ di olio, giusto sulle mani per impastare meglio, rimettere nel contenitore, coprire, avvolgere nella coperta e far lievitare altre 8 o 12 o 24 ore, in base al gusto. In una teglia antiaderente oliata, o su carta forno direttamente sulla leccarda, stendere la pizza abbastanza sottile, condire con sugo, timo e rosmarino, infornare in forno ben caldo a circa 220°C, la temperatura è inversamente proporzionale allo spessore dell’impasto, maggiore lo spessore minore la temperatura, cuocere per il tempo necessario.