lunedì 10 ottobre 2016

Fagottelli con mozzarellina, cicoria e uva ursina

Fagottelli con mozzarellina, cicoria e uva ursina

La parola femminismo scatena sempre reazioni contrastanti, spesso integraliste e poco utili al cambiamento che nasce dal dialogo e dalla volontà di comprensione.
In realtà il concetto stesso di femminismo implica una necessità di rispetto e libertà. Rarissime volte si pensa a ciò che la parola o la storia di quella parola esprimono.
C’è poco altro da aggiungere alla definizione che ha fornito il Primo Ministro del Canada, Justin Trudeau, quando gli è stato chiesto per quale motivo, nel 2015, avesse costituito un governo ‘bilanciato’ genericamente e quindi composto da uomini e donne in egual misura, e tra loro ovviamente ha contato anche chi ha deciso di cambiar sesso o chi ha orientamenti fondati sull’amore per la persona in sé e non per la persona in quanto appartenente ad un genere o ad un altro.
“Because it’s 2015!”
“Perché è il 2015!”
Ha risposto semplicemente.
Questa ricetta, che racchiude il calore del Mediterraneo e l’amarognolo della cicoria, è ispirato a tutte quelle donne che hanno sentito un certo amaro in bocca quando hanno visto calpestare i propri diritti e le ovvietà espresse da quello che non sempre è ma dovrebbe essere il femminismo.

Farina bianca
Farina integrale
Lievito di birra
Acqua
Olio extravergine di oliva
Cicoria fresca
Sale
Cipollina ramata
Uva ursina
Acqua
Mozzarelline ciliegine




Lavare bene la cicorietta e scolarla appena, quindi tagliuzzarla. In una padella fare un soffritto leggero in acqua e olio con uva ursina e poca cipollina tritata finissimamente, aggiungere la cicorietta, salare e far cuocere a fuoco medio basso coperto, girare di quando in quando. Unire le farine integrale e bianca con una proporzione indicativa di 1:2 impastarle con il lievito di birra sciolto in acqua tiepida, porre in un recipiente, coprire con la carta pellicola, dunque con la coperta e far lievitare a lungo. Quindi fare dischetti di pasta di circa 10cm di diametro e 2 cm di spessore, riempire con una mozzarella e un po' di cicoria, richiudere, un filo d'olio e mettere nei quadratini di carta forno, quindi porre nella teglia per plum cake e infornare in forno già caldo a 200°C o 220°C per una ventina di minuti.  

domenica 9 ottobre 2016

Daikon in padella con aglio, olio e peperoncino

Daikon in padella con aglio, olio e peperoncino

La biodiversità italiana è una delle più impressionanti forme di ‘buoni rapporti’ tra natura e azione umana. Il paesaggio ne è la forma più pittoresca, più gradevole allo sguardo ma dietro le morbide colline alle pendici di maestose montagne attraversate da torrenti e ruscelli che arrivano prestissimo al mare punteggiate di costruzioni di incredibile beltà c’è un tesoro nascosto. Ogni pezzettino di terra è uno scrigno di biodiversità tale da superare di gran lunga Paesi come il verde Brasile o la grandissima Australia. Non v’è appezzamento di terra che non nasconda una tipicità, una specialità, qualcosa che è stato distillato in secoli di coltivazioni, invasioni e mutamenti, tale da rendere il cestino ortolano affatto diverso più che da stagione a stagione, da regione a comune e spesso a frazione minuscola di piccolissimi comuni campanilisticamente uniti e separati.
Tutto ciò che entra nella dispensa italiana viene rielaborata così da diventare speciale, meravigliosa base per splendide creazioni gastronomiche.
Il daikon, una specie di rapa cinese, non fa eccezione, tanto che ora è prodotto in Italia, con controlli qualitativi del MIPAAF che ispirano al consumatore consapevole italiano una maggiore fiducia.
Questa ricetta è ispirata alla capacità tutta italiana di inglobare al proprio interno le diversità e le differenze, accentuandole fino a farle diventare parte fondante dell’identità nazionale.

Daikon fresco
Olio extravergine di oliva
Peperoncino
Aglio rosso di Sulmona del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Sale iodato
Gomasio
Sale grigio di Bretagna


Sbucciare le rape di daikon e lavare accuratamente le foglie, tagliarle a pezzetti, considerando che la rapa cuoce leggermente prima della foglia. Scaldare l’olio con peperoncino e aglio tagliato sottile, quando inizia a soffriggere l’aglio mettere la verdura, salare con i sali e il gomasio, far cuocere a fuoco vivace, quindi abbassare la fiamma, coprire con un coperchio e continuare a cuocere. 

sabato 8 ottobre 2016

Minestrone con curcuma fresca e daikon

Minestrone con curcuma fresca e daikon

Ricominciare i ritmi naturali dopo la bella stagione può essere stressante per il nostro corpo e la nostra mente. Lo sciabordio delle onde, il soave canto di uccellini, grilli e cicale, gli odori delle montagne e i paesaggi incantati di terre antiche o sconosciute è nella nostra memoria sensoriale. Come fare dunque per non sfasare troppo i bioritmi faticosamente riconquistati durante il breve o lungo periodo di rilassamento e non inquinare di tossine corpo e mente? La natura è perfetta e sembra conoscere le esigenze di chi la popola, nonostante gli esseri umani abbiano preso da qualche secolo a sfruttarla e maltrattarla senza scrupoli, taluni si sono accorti dell’assurdità di tale atteggiamento e cercano di porre rimedio ai propri e agli altrui errori, talvolta anche con successo anche se la strada da percorrere è moltissima e il cammino non è sempre agevole. L’economia ha imparato a non contrastare in modo troppo netto le nuove tendenze e cerca invece di utilizzare idee, progetti e stimoli per lucrare sui nuovi bisogni di consumatori consapevoli, i quali, dal canto loro cercano di togliere le briglie della distruzione insostenibile per riportarla alla libertà dello sviluppo sostenibile.
Questa ricetta, in cui si utilizzano elementi altamente detossinizzanti per l’organismo, è uno tra i rimedi per ricominciare con grinta l’anno e riprendere la giusta forma, anche in vista delle festività invernali.

Bieta coste
Curcuma fresca
Patate
Cipolla ramata
Aglio rosso di Sulmona del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Sale grigio di Bretagna
Daikon fresco
Bacche di ginepro
Menta
Maggiorana
Carote
Sale iodato
Cetrioli
Acqua


Lavare le foglie di bieta e di daikon, sbucciare le patate, i cetrioli, le carote, la rapa di daikon, la cipolla e la curcuma, tenendo in considerazione che tale radice colora la pelle. Tagliare a pezzi non troppo grandi gli ortaggi, affettare sottilmente aglio e cipolla, aggiungere il ginepro, l’acqua e far sobbollire lentamente, salare e quasi a fine cottura aggiungere la menta e la maggiorana. 

venerdì 7 ottobre 2016

Pita Margherita

Pita Margherita

Il Mediterraneo è quello strano luogo in cui le culture di Asia, Africa e Europa si incontrano da millenni e in cui quelle di Americhe e Australasia, loro malgrado, si sono affacciate da almeno mezzo millennio. Inezie di fronte allo scorrere lento della Storia eppure epoche lunghissime per la storia dell’umanità. I dialoghi, gli scontri e gli incontri sono visibili nelle tracce più o meno visibili, più o meno individuabili e riconducibili alla fonte originaria, come nel caso tutto italiano dei legumi, che hanno lasciato nelle cucine mediterranee e tra queste quella italiana, così come per quanto concerne l’arte, primeggia in assoluto su tutte le altre cucine del Pianeta Terra. L’inventiva italiana, in tutte le sue espressioni, evoluzioni e rivoluzioni, si è concretizzata, e come avrebbe potuto essere diversamente visto che in cucina spesso c’erano quelle donne cui era negata qualunque altra forma di espressione?, in una straordinaria biodiversità che caratterizza in modo netto la produzione italiana.
Questa ricetta che ha i colori del Tricolore ed è racchiusa in un involucro di balcanica pasta fyllo, esprime queste diversità. Il basilico è originario dell’India, i pomodori, oltre ad essere dell’orticello, delle Americhe, il sesamo delle Indie e dell’Africa, la mozzarella è tutta italiana e il sale è il fiore di quel mare che lo ha trasportato fino alle nostre tavole lambendo tutte le terre conosciute, in una ideale unione tra terra, acqua, fuoco e cielo.

Pasta Fyllo
Olio extravergine di oliva
Basilico fresco
Mozzarella
Pomodori freschi dell’orto
Sale iodato
Gomasio o sesamo per la guarnizione


Lavare i pomodori, tagliarli a pezzetti, condirli con sale, olio, basilico, unirvi la mozzarella sbriciolata. Riempire la pasta fyllo nel modo tradizionale in una teglia oliata e cospargere la superficie con sesamo e un filo d’olio. Infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C per poco più di un quarto d’ora o comunque fino a cottura. 

giovedì 6 ottobre 2016

Pita vegetariana con tofu, maggiorana, gomasio e cavolfiore


Pita vegetariana con tofu, maggiorana, gomasio e cavolfiore

Il consumo consapevole è sempre più considerato più che una tendenza, un vero e proprio modo di vivere. Si sceglie di acquistare i prodotti da chi li produce con amore, si cerca di conoscere chi coltiva la frutta e la verdura che verranno poi messe sulla tavola, nei piatti e che quindi andranno a costituire il nutrimento per il proprio corpo. Il consumatore consapevole sa, si informa, parla e cerca di sapere il più possibile. Spesso si fida di marchi di controllo ma ancor più sovente cerca di capire chi vende e chi produce cercando di ristabilire condizioni civili del commercio quale base anche di accrescimento della conoscenza, riportando in auge un’usanza che per millenni ha caratterizzato la complessa storia del Mediterraneo e di tutte quelle civiltà fondate sull’interazione tra popolazioni differenti. Evitare qualunque forma di crudeltà è una scelta e molte persone scelgono di non inquinare il proprio ambiente e il proprio corpo con inutile e dannosa sofferenza.
Questa ricetta è ‘cruely free’, eccezion fatta per la plastica e i contenitori in cui sono custoditi gli alimenti utilizzati, prodotti con quel petrolio che inquina ambiente e mette a repentaglio continuamente la pace mondiale.

Curry mild
Panna di mandorle
Gomasio integrale
Tofu
Maggiorana
Pasta Fyllo
Olio extravergine di oliva
Semi di finocchio
Cavolfiore
Acqua


Lavare accuratamente e cuocere al vapore il cavolfiore, unirlo al tofu sbriciolato, un po’ di curry, poco, una manciatina di semi di finocchio, una spolverata di maggiorana e di Gomasio, quindi compattare il composto con la panna di mandorle. Oliare una teglia e stendere ogni foglio di pasta fyllo nel modo tradizionale. Quindi cospargere con gomasio, un filo d’olio e infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C per poco più di un quarto d’ora o comunque fino a cottura. 

mercoledì 5 ottobre 2016

Zuppa piccantina di borlotti, rosmarino e maggiorana con maltagliati di riso e saraceno

Zuppa piccantina di borlotti, rosmarino e maggiorana con maltagliati di riso e saraceno

Dopo la tempesta viene sempre il sereno, dice il proverbio e dopo le crisi economiche c’è sempre una rinnovata attenzione a non sprecare, ad acquistare consapevolmente.
Ecco che si ritrovano le tradizioni locali e le tipicità delle terre nascoste dall’oblio del disegno industriale e del design che spesso poco ha a che vedere con la qualità, la funzionalità e la bellezza durevole sebbene rappresenti un importantissimo fattore di sviluppo e creatività.
Quando si arreda o si acquista qualcosa si pensa alla possibilità che quell’oggetto possa durare nel tempo, sia per la qualità dei materiali utilizzati sia per lo stile. La riscoperta dell’artigianato e della qualità va di pari passo con la consapevolezza di compratori che non vogliono essere semplici consumatori bensì parte attiva di un’economia che rinnova profondamente le proprie radici e il proprio agire in base a quello che si chiama ‘sviluppo sostenibile’. Un oggetto creato da sapienti mani artigiane molto probabilmente durerà nel tempo e si tramanderà alle generazioni future non distruggendo bensì facendo crescere le potenzialità e possibilità di un luogo e di quelle arti e differenze che rendono assolutamente unica e meravigliosa l’Italia, dando nuova linfa a tutte quelle specificità e diversità che costituiscono l’identità europea e mediterranea.
Questa ricetta, in cui viene utilizzata una delle tantissime varietà, specificità tutta italiana, di legumi secchi, unisce alla tradizionale zuppa di fagioli l’innovazione del recupero di elementi considerati parte di usi e consumi contadini, quali il grano saraceno e la farina di riso.

Farina di grano saraceno
Farina di riso
Acqua
Fagioli borlotti freschi
Maggiorana
Rosmarino
Aglio rosso di Sulmona del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga
Cipolletta
Peperoncino
Ginepro
Olio extravergine di oliva
Sale iodato aromatizzato al rosmarino
Semi di finocchio
Uova


Preparare la zuppa facendo scaldare l’olio con l’aglio tagliato a fettine sottilissime, la cipolla tritata finemente, le bacche di ginepro, i semi di finocchio, il peperoncino e le erbe aromatiche. Aggiungere i fagioli e l’acqua, salare e far bollire a fuoco lento, cosicché resti acqua a sufficienza ma non troppa per bollire la pasta. Impastare uova, farina di grano saraceno e di riso in proporzione tale da creare un impasto sodo e malleabile. Stendere la sfoglia a mano o al primo buco dell’impastatrice, tagliare a casaccio con la rotellina, quindi cuocere i maltagliati nella minestra. 

martedì 4 ottobre 2016

Pizza rustica vegetariana con cavolfiore, gomasio e maggiorana



I libri sono splendidi esemplari della capacità umana di comunicare oltre le apparenze. Tra le righe, i segni stampati sulle pagine o evidenziate sui fogli elettronici si crea un rapporto unico e particolare tra il lettore e lo scrittore, un rapporto privato in cui le fantasie si incontrano e si intrecciano in un modo affatto unico e assoluto.
È per questo che vedere la trasposizione di un’opera letteraria in forma filmica scatena sempre reazioni contrastanti sulla ‘fedeltà’ del testo alle immagini e viceversa.
Può anche accadere che si stia leggendo un libro in cui si parla di un luogo, ad esempio di un piccolo convento del Monferrato, e si vada a fare una gita in un altro posto, ad esempio nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e si veda il medesimo luogo che si è immaginato mentre si sta leggendo.
A volte le apparenze ingannano ma le persone riescono sempre, anche a distanze siderali, a comunicare amore profondo o amicizia sincera.
Questa ricetta è ispirata alla capacità delle fantasie di comunicare tra loro oltre le apparenze.

Pasta sfoglia Giovanni Rana
Olio extravergine di oliva
Sale iodato
Maggiorana
Gomasio integrale
Cavolfiore
Semi di finocchio


Mettere a bagno, lavare e cuocere al vapore il cavolfiore. Condirlo con sale iodato, olio, maggiorana, semi di finocchio, unirvi quindi la ricotta fresca fino a formare un composto. Stendere la pasta sfoglia in una teglia oliata, riempirla con il composto, richiudere i bordi, spolverare con gomasio integrale e infornare in forno già caldo a 200°C o 220°C per circa trenta minuti. Servire con tisana di genepy. Adatto anche a vegetariani che non mangiano formaggio cagliato.