venerdì 9 giugno 2017

Pizza rustica ripiena tricolore, ricetta di Mamma Lucilla

Pizza rustica ripiena tricolore, ricetta di Mamma Lucilla

Il Risorgimento italiano è stato un importantissimo periodo di fermento intellettuale e di radicali cambiamenti sociali. Dopo la Rivoluzione francese, sintesi di un’Epoca secondo la definizione che ne dà Mazzini, è l’Italia il luogo in cui si sviluppano le più importanti e innovative idee di libertà. 
Il BelPaese in quel momento non è molto più di un insieme alquanto disorganico di stati e staterelli, spesso devastati dall’oppressione straniera, della Chiesa o di ciò che resta del Medioevo oppure, più semplicemente, dalla fame e dalla povertà ma qualcosa di profondamente nuovo si sviluppa in una patria che non può ancor dirsi nazione. 
Così come pressoché tutte le forme d’arte innovative dall’antica Roma fino agli inizi del ‘900 hanno origine in Italia, altrettanto accade nel Risorgimento per le idee di libertà. La rivoluzione industriale non è in fase troppo avanzata e lo sviluppo urbano si modifica con una velocità in nulla paragonabile a quella inglese o francese: la società è dunque libera di immaginare sé stessa dando origine a tutto ciò che è poi stato pensato nei due secoli a venire e che, a tutt’oggi, è da esplorare. 
L’Unione europea, il nuovo umanesimo, il liberalismo libertario umanitario, la cooperazione internazionale, il diritto umanitario sono soltanto alcuni di quei concetti che vengono dipanati e immaginati durante il Risorgimento italiano, tra un moto rivoluzionario e l’altro, tra una barricata e una missione impossibile con improbabili e fragilissime giubbe rosse. 
Mentre nei Paesi con una maggiore industrializzazione e un territorio già strutturato in forma nazionale si realizzavano rivoluzioni gloriosamente pacifiche, con qualche scontro sociale ma certamente non con la rivolta di intere popolazioni, che portavano ad un miglioramento graduale delle società, ad ‘aggiustamenti in corso d’opera’, in Italia si immaginava e si cercava di creare il futuro, quello che, a due secoli di distanza, sembra tuttora da realizzare o in fase di realizzazione.
Mazzini non aveva forse tutti i torti quando definiva la Rivoluzione francese non il comincio di una nuova Era, bensì la sintesi di un’Epoca, qualcosa che aveva necessariamente a che fare col passato, con l’affermazione stessa dell’identità dell’essere umano in quanto individuo, in quanto tale e non inserito all’interno di una fratellanza universale, di una progressione dell’umanità nel suo complesso, quale invece avrebbe dovuto essere l’uomo, e ovviamente la donna, del futuro.
Donne che non soltanto non venivano escluse dalle riflessioni mazziniane ma erano anzi parte attiva delle società, anche segrete, sia in quanto 'giardiniere' afferenti alla Carboneria o in altre forme settarie sia perché parte integrante di quel nuovo presente che sarebbe stato il futuro, un presente in cui l'oppressione tra le persone, affratellate nel progresso dell'umanità, non ha ragion d'essere.
Dall’affermazione dell’individualità e dell’inviolabilità dell’individuo attuata mediante la Rivoluzione francese si sarebbe dovuti arrivare alla centralità neoumanistica dell’essere umano non in quanto monade individualistica bensì in quanto parte di un disegno, ch’egli chiama divino, in cui gli esseri viventi siano interconnessi tra loro in una continua forma di solidarietà che non prevede l’annullamento di sé, bensì la realizzazione più piena e completa delle proprie aspirazioni morali, intellettuali, civili e, soprattutto, individualistiche all’interno di una società in cui, fondamentalmente, sia bello vivere.
Questa ricetta, creata da Mamma Lucilla quale coccola culinaria, è ispirata alla bellezza delle idee.


Pasta sfoglia
Ricotta di mucca
Mozzarella fiordilatte
Olio extravergine di oliva
Zucchine romanesche dell’orto
Origano siciliano
Sale integrale siciliano
Menta fresca
Basilico
Pomodori freschi
Rosso d’uovo per spennellare


Lavare bene le verdure, tagliare i pomodori, condirli con sale, olio e basilico. Tagliare le zucchine a tocchettini, far scaldare l’olio in padella, versarvi le zucchine, salare, aggiungere origano e qualche foglia di menta fresca, cuocere a fuoco vivace ma non troppo al dente. Far intiepidire, dunque versare in un’insalatiera lasciandone da parte un po’ per guarnire, aggiungere i pomodori conditi col loro sughetto naturale, la ricotta e la mozzarella sbriciolata con le mani, mescolare bene. Stendere una sfoglia nella teglia, farcire con il condimento, coprire con un’altra sfoglia, decorare con qualche zucchina e spennellare con il rosso d’uovo, infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per una mezzoretta o comunque per il tempo necessario alla cottura, servire tiepida o fredda. 

giovedì 8 giugno 2017

Pizza rustica con ricotta e fiori di zucchina

Pizza rustica con ricotta e fiori di zucchina

La qualità della vita ha a che fare con moltissimi elementi che possono essere più o meno importanti in base alle preferenze, abitudini e tradizioni personali. Vi sono alcuni standard che valgono per chiunque e che hanno a che fare con il funzionamento della società nel suo complesso e la possibilità di vivere una vita dignitosa ma anche su questo c’è una vasta gamma di sfumature e di criteri che sono importanti per le persone che compongono la cittadinanza delle varie Nazioni. Vi sono poi alcuni diritti fondamentali che sono e debbono essere rispettati in qualunque società voglia dirsi civile, uno tra questi è la creazione di sviluppo sostenibile, quindi consentire alle generazioni future di avere un Pianeta e un futuro.
Questa ricetta è ispirata alla bellezza del vivere in armonia con sé stessi, gli altri e la natura.

Fiori di zucchine freschissimi appena colti
Ricotta freschissima
Pasta sfoglia
Menta fresca
Mentuccia romana
Olio extravergine di oliva
Zucchine romanesche freschissime dell’orto
Sale integrale siciliano

Lavare con molta attenzione i fiori di zucchina eventualmente immergendoli in acqua fredda per qualche minuto dopo averli sciacquati molto bene, asciugarli su un foglio di carta assorbente o su un canovaccio pulito. Tagliarli a listerelle lasciandone uno o due interi. Lavare ben bene le zucchine, tagliarle a dadini non troppo piccoli. Far scaldare l’olio in una padella, versarvi le zucchine, salare, girare, quindi aggiungere la menta e la mentuccia ben pulite, far cuocere a fuoco vivace piuttosto al dente, quasi a cottura ultimata aggiungere le listerelle di fiori di zucchina. Far intiepidire, unire alla ricotta, stendere la pasta sfoglia, farcire con il ripieno, al centro porre il o i fiori interi, chiudere i bordi, infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per circa 20’ o per il tempo necessario alla cottura.

mercoledì 7 giugno 2017

Pizza rustica con zucchine, menta, ricotta e mozzarella di bufala

Pizza rustica con zucchine, menta, ricotta e mozzarella di bufala

Alla vigilia delle elezioni in Gran Bretagna è sempre più evidente che la Scozia sta acquisendo un preminente ruolo all’interno del Regno Unito e dell’Unione europea. La leader dello SNP-Scottish National Party, Partito nazionale scozzese, Nicola Sturgeon, ha dato grande prova di saper fronteggiare la premier Theresa May. Con determinazione e costanza, con chiarezza e semplicità ha smontato pezzo a pezzo un piano che non c’è e non c’è mai stato per l’uscita dall’UE verso una nuova forma di alleanze e di cooperazione tra Stati. Ha saputo denudare la retorica di una politica fondata sulla mancanza di idee, fondamentalmente retrograda e che nega il progresso di diritti umani e internazionalismo, e ammantata di ideali ormai non più attuali. 
Inizialmente chi aveva pensato che Brexit potesse costituire anche una opportunità per una ridefinizione di equilibri, per dare un segnale forte a Bruxelles affinché l’UE ritrovasse il proprio spirito originario, le idee di chi la immaginò e contribuì a fondarla, si è dovuto accorgere che la persona che avrebbe dovuto guidare questo cambiamento manca assolutamente di visione politica e dunque di capacità di prevedere, immaginare e creare le condizioni per nuove opportunità. 
Storia ben diversa quella della Scozia, una nazione che ha sofferto grandemente l’austerity e la povertà, riuscendo ad abbassare il livello di disoccupazione anche grazie alla fiducia profonda nella popolazione che si concretizza nella possibilità di educazione e di formazione continua, di collaborazione fattiva e fattuale con altri Stati, con la fiducia nelle libertà progressive all’interno di un quadro di rispetto della cittadinanza che include tutte le classi sociali.
Questa ricetta è ispirata all’importanza in politica e non soltanto della capacità di comprendere il presente e immaginare il futuro.

Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Pasta sfoglia Giovanni Rana
Menta fresca
Zucchine romanesche dell’orto freschissime
Ricotta di bufala La bottega del casaro
Mozzarella di bufala La bottega del casaro


Lavare bene e tagliare le zucchine, scaldare l’olio in padella, versarvi le zucchine e alcune foglie di menta fresca, salare, far cuocere piuttosto al dente a fuoco vivace ma non troppo, far intiepidire. Condire la ricotta con sale, olio e menta, quindi aggiungervi le zucchine tiepide e la mozzarella di bufala sbriciolata grossolanamente, girare bene e far insaporire. Stendere la sfoglia, farcirla con il composto, ripiegare gli orli, infornare in forno già caldo a 180°C o 200°C. 

martedì 6 giugno 2017

Filetto di manzo con cedro piretto

Filetto di manzo con cedro piretto

Dalle dichiarazioni ufficiali delle organizzazioni internazionali sembra abbastanza assodato che le nuove rivoluzioni tecnologiche hanno bisogno di rimettere al centro del discorso politico ed economico la persona, in quanto individuo parte di una collettività e in quanto essere umano, un’idea profondamente mazziniana ed estremamente contemporanea.
Questa ricetta è ispirata al nuovo umanesimo professato da Papa Francesco I Bergoglio e dalle maggiori organizzazioni internazionali.

Filetto di manzo acquistato dal macellaio di fiducia
Cedro piretto non trattato
Sale integrale siciliano
Olio extravergine di oliva


Lavare bene e grattugiare in modo non uniforme la scorza di cedro piretto così da ottenere fiocchi di scorza e delle fette decorate da usare in cottura. Scaldare la bistecchiera con il sale direttamente sulla piastra. Adagiarvi il filetto, sulla parte superiore condire con fiocchi di scorza di cedro, girare la carne, adagiare sul lato in alto fette di cedro. Cuocere nel modo desiderato. 

lunedì 5 giugno 2017

Spadellata di giugno

Spadellata di giugno

Il 5 giugno è la Giornata mondiale dell’Ambiente e quest’anno il tema, affidato al Canada, è ‘Connecting People to Nature’, collegare le persone alla natura, considerando però che in inglese ‘people’ vuol dire ‘persone’ e ‘popolo’. L’utilizzo di questa parola è particolarmente significativo per un Paese che sta risolvendo la secolare diatriba con le popolazioni autoctone e che ha, quale maggiore attrattiva turistica, immensi parchi e una natura che si estende pressoché indisturbata su superfici che sembrano infinite a qualunque europeo, tranne forse ai russi.
Entrare in contatto con la natura, amarla, coccolarla, agire con gentilezza per porre rimedio ai danni causati dall’essere umano, ad esempio con azioni di pulizia di parchi e aree verdi, oppure semplicemente dedicare questa giornata a ritrovare i propri bioritmi ricordando che siamo parte di un ecosistema meraviglioso che va prima di tutto compreso, preservato, rispettato e vissuto appieno è un buon modo per celebrare e festeggiare l'ambiente in cui viviamo.
La Natura non è un’entità astratta, ricorda questa Giornata, è qualcosa di cui siamo parte e in cui siamo immersi quindi forse è il caso di prendere l’abitudine di rispettarla, così come è il caso di rispettare sé stessi e il proprio corpo.
Potrebbe dunque essere un’occasione per vivere appieno all’aria aperta, per sporcarsi le mani con le foglie d’erba o per rotolarsi giù da una collina ridendo come bambini, oppure per organizzare una bella giornata di meditazione immersi nel verde di un bel parco non lontano da casa.
Questa ricetta, con verdura rigorosamente di stagione, è ispirata alla bellezza del vivere bene con naturalezza.

Cime di rapa rossa o barbabietola
Zucchine
Melanzane
Cipollina fresca
Patate novelle
Carote novelle
Foglie di carote novelle
Olio extravergine di oliva
Sale integrale siciliano
Timo fresco
Menta fresca
Taccole novelle anche dette fagiolini piatti

Lavare bene le verdure, tagliarle a dadotti e a listerelle. Sbucciare le patate e le carote, lavarle e tagliarle a dadini. Lavare bene anche le foglie di carote da utilizzare nella quantità di un’erba aromatica. Togliere le punte dalle taccole, lavarle e tagliarle a listerelle. Far scaldare l’olio in padella con una cipollina fresca tritata finemente, il timo e la menta ben puliti, aggiungere le verdure, salare, far insaporire con l’olio quindi abbassare la fiamma, non troppo, coprire e girare spesso. Quando le verdure saranno tutte cotte, togliere il coperchio, alzare la fiamma e far croccare. Servire con formaggio, crostini di pane o come contorno. 

domenica 4 giugno 2017

Pizza rustica ai formaggi sabini con ciliegie

Pizza rustica ai formaggi sabini con ciliegie

Con la potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione europea si porrebbe la questione della lingua ufficiale da adottare nelle comunicazioni istituzionali. Se oggi, infatti, le ‘lingue di lavoro’ sono, come in qualunque organizzazione internazionale e in ambito diplomatico, il francese e l’inglese non saranno poche le proteste, più che comprensibili, per cambiare nel prossimo futuro. Certamente se l’elettorato britannico sceglierà la via unionista più che l’isolamento senza pianificazione alternativa, preferendo la concreta solidità delle parole della scozzese Nicola Sturgeon alla vaghezza aprogrammatica delle affermazioni di Theresa May la questione non si porrebbe, pur rimanendo in piedi tutti gli interrogativi e le esigenze di riformare l’UE posti da Brexit. Altra opzione potrebbe essere, in un eventuale lontano futuro, l’ingresso nell’Unione della Scozia indipendente anche se le problematiche linguistiche e comunicative rimarrebbero.
Se l’Italia avesse sviluppato negli anni, e non lo ha fatto, la medesima rete di connessioni della Francofonia, vi sarebbe qualche remota possibilità di proporre l’italiano quale lingua di lavoro alternativa ma forse avrebbe più possibilità di essere presa in considerazione un’istanza per rendere il latino lingua di lavoro dell’Unione.

Questa ricetta è ispirata alle tante sfaccettature pratiche di ciò che talvolta appare soltanto teorico. 

Pasta sfoglia già pronta
Ricotta di pecora delle Eco Fattorie Sabine
Pecorino amatriciano
Ciliegie
Timo fresco
Olio extravergine di oliva

Lavare le ciliegie, privarle del nocciolo tagliandole a metà, porle in un recipiente con la ricotta, spolverare con pecorino amatriciano, da non confondere assolutamente con quello romano: quello sabino somiglia più ad un cacio di latte di pecora che ad un formaggio da grattugiare, grattugiato julienne, un filo d’olio e qualche fogliolina di timo fresco ben lavato. Stendere la pasta sfoglia sulla teglia, lasciandola sulla carta forno per maggiore praticità, quindi riempire col contenuto e infornare in forno ben caldo a 180°C o 200°C per il tempo di cottura. Servire tiepida o fredda. 

sabato 3 giugno 2017

Scrippelle al forno con emmenthal e ciliegie

Scrippelle al forno con emmenthal e ciliegie

Quando si pensa alla Polonia il primo collegamento che appare evidente è quello di Papa Giovanni Paolo II e del movimento sindacalista cristiano Solidarność. Eppure i collegamenti con l’Italia sono molteplici e hanno radici antiche che risalgono al X secolo. Senza approfondire il lascito intellettuale del più famoso astronomo polacco, Niccolò Copernico, e l’influenza che le sue teorie eliocentriche produssero nel mondo intellettuale italiano, basterebbe ricordare l’intreccio di idee e persone che animarono il Risorgimento italiano e contestualmente quello polacco. Non è certamente casuale se Mazzini, pensando ai popoli che debbono insorgere contro l’oppressore, immagina, prima ancora della Giovine Europa, la Giovine Polonia, molti infatti furono i polacchi che si unirono alle battaglie irredentiste e non pochi i garibaldini che si diressero in aiuto e soccorso delle fratellanze polacche. Certamente tra le teorie di Marx e quelle di Mazzini, che tanto semplicemente le criticava, il popolo polacco ha avuto maggiore fascinazione per quelle dell’ispiratore del Risorgimento italiano e oggi più che mai, con il tentativo di deriva illiberale e illibertaria di certa parte della politica di quel Paese, sarebbe importante riaffermare i valori mazziniani di pace, fratellanza, umanità. L’Unione europea e Bruxelles guardano da tempo con diffidenza, cercando il più possibile di sostenere e incoraggiare le forze più democratiche eppure qualcosa, qualche antica fascinazione per l’impero sovietico, o peggio ancora per lo zarismo, sembra volersi incuneare nello sviluppo di una delle Nazioni europee in piena crescita economica dopo il crollo del Muro di Berlino, che proprio Solidarność ha tanto contribuito a picconare.

Questa ricetta è ispirata all’importanza dell’implementazione degli ideali mazziniani nella politica polacca nei mesi e negli anni a venire. 

Uova
Farina
Latte
Acqua
Burro d’alpeggio della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Emmenthal svizzero
Ciliegie
Sale integrale siciliano
Olio extravergine di oliva
Menta fresca
Mozzarella

Creare la pastella per le scrippelle con circa 1 uovo, 300 grammi di farina, 80gr di latte e acqua tiepida quanto basta così da ottenere un composto morbido, denso, liquido, chiaro ma non bianchiccio. Mettere delle gocce di olio su un tovagliolo e oliare in questo modo una padellina antiaderente adatta all’uso. Scaldare la padella a fuoco mediamente basso, versarvi il necessario per una scrippella, attendere che si stacchi da sé, quando è al giusto grado di cottura, girarla, quindi toglierla dal fuoco, proseguire con le altre scrippelle. In una teglia oliata porre le scrippelle, una per volta, piegandole, riempiendole col ripieno senza esagerare, quindi chiudendole a metà. Per il ripieno, lavare bene le ciliegie, privarle del nocciolo tagliandole a metà, unire a mozzarella sbriciolata con le mani e pezzettini di Emmenthal. Quando la teglia sarà riempita di scrippelle ripiene piegate a metà e adagiate l’una affianco all’altra in modo che stiano strette ma non troppo, versarvi sopra una besciamella molto morbida fatta con farina, burro, latte e menta fresca. Infornare in forno ben caldo al 180°C o 200°C per una ventina di minuti circa o comunque fino a cottura.