venerdì 31 agosto 2018

Insalata con melopero


Insalata con melopero

L’astronomia è una delle più antiche scienze umane. Da sempre l’essere umano ha rivolto gli occhi al cielo e cercato di capire le motivazioni e il funzionamento della Terra e del cosmo. Dall’alba al tramonto, dall’alternarsi delle stagioni alle eclissi, l’osservazione della natura ha sempre nutrito la curiosità degli scienziati di tutte le epoche.
Questa ricetta è ispirata all’importanza della laicità nelle scienze.

Melopero
Canestrato teatino
Lattuga
Semi di girasole
Olio extravergine di oliva
Sale iodato

Sbucciare il melopero, tagliarlo a spicchietti, lavare l’insalata, spezzettarla e tagliare il formaggio a dadini. Porre in un’insalatiera, condire con sale e olio,

giovedì 30 agosto 2018

Polpettine omogeneizzate di manzo e vitella bolliti senza uovo o latte


Polpettine omogeneizzate di manzo e vitella bolliti senza uovo o latte

I punti di contatto e di attrito tra Karl Marx e Giuseppe Mazzini sono molti di più di quanto si pensi comunemente. Ambedue hanno partecipato alle Internazionali, riscuotendo molti favori, le loro idee sono state diffuse in modo clandestino e hanno animato discussioni, circoli e sette segrete, muovendo alla rivolta intere popolazioni, aggregando denari e persone, ispirando rivoluzioni e governi.
I due pensatori hanno inoltre manifestato, più o meno nello stesso periodo, un disagio profondo nei confronti della società che si stava venendo a creare con la rivoluzione industriale. Leggevano nel progresso tecnologico possibilità di sviluppo ma anche enormi lacune e difficoltà da risolvere che avrebbero, altrimenti, portato ad un impoverimento e, fondamentalmente, ad un’involuzione anziché ad un’evoluzione di quelle conquiste di libertà che avevano avuto un acme nella Rivoluzione Francese del 1789.
Se per Marx, però, la presa della Bastiglia e la sollevazione parigina furono il segnale per l’inizio di un lungo e proficuo periodo rivoluzionario, per Mazzini il medesimo evento storico rappresentava il culmine di un’epoca ormai conchiusa, dalle cui ceneri vitali sarebbe germogliata, e stava di fatto nascendo, una nuova epoca con necessità, esigenze ed istanze nuove dell’Umanità intera.
Partendo da due punti vicini ma anche alquanto differenti, i due elaborarono analisi del momento presente e proposero alcune soluzioni, animati dal medesimo bisogno di giustezza sociale.
Marx fotografò ciò che osservava, il mondo diviso in classi sociali, e auspicava la presa di coscienza di quello che oggi si chiamerebbe potere contrattuale degli appartenenti alle classi più povere di denari ma più ricche di capacità e di forze. Immaginava la dignità di proletari e di un proletariato unito, escludendo, di fatto, i più poveri di mezzi, di forze e di capacità, ovvero il sottoproletariato urbano e il contado. Il piccolo bottegaio e l’artigiano erano anche loro, in qualche modo, esclusi dalla possibilità di riscatto delle genti del mondo.
Mazzini invece era un uomo all’apparenza molto più vagheggiante, più visionario e idealista ma in realtà aveva una concretezza d’azione che gli aveva fatto immediatamente comprendere che qualunque analisi basata su classi sociali sarebbe stata riduttiva, inesatta e fondamentalmente avrebbe riproposto i medesimi schemi mentali e analitici imposti per millenni da clero e aristocrazia, o comunque dalle classi dominanti. Il genovese non soltanto non escludeva i contadini, i piccoli borghesi, i bottegai e gli artigiani, e finanche i grandi industriali, peraltro a ragione visti e considerati gli esperimenti sociali di altissimo rilievo quali quelli di Owen, ma ne affermava la forza rivoluzionaria, ne comprendeva il bisogno di vivere in una società più giusta in cui la dignità non fosse un concetto astratto bensì una pratica diffusa, un’ovvietà quasi, all’interno di una società libera. Non parlava di unione del proletariato bensì di unione di tutte le persone che compongono, individualmente, la Patria e l’Umanità nella sua interezza.
La produzione industriale certamente poneva alcuni interrogativi, tra cui cosa è universalmente utilizzato da chiunque in modo tanto generico da poter essere prodotto in grandi fabbriche, oppure quali problemi accomunano i lavoratori e i nuclei sociali che vanno a comporre il più ampio e composito quadro della società nel suo complesso.
La rivoluzione industriale, però, è fatta da persone ed è, a ben guardare, uno strumento ulteriore che, se utilizzato in modo assennato, può portare grandissimi benefici all’umanità intera.
Il battello a vapore, ad esempio, consentì una maggiore sicurezza per chi lavorava sulle imbarcazioni e una velocità molto maggiore, potenzialmente, nel trasporto delle merci ma i dazi doganali ne limitavano la velocità al punto che era più conveniente trasportare la mercanzia su carretti trainati da muli.
È più che evidente che l’apertura delle dogane avrebbe, come è accaduto molti decenni dopo con l’Unione europea, comportato una rivoluzione pacifica di portata immensa.
Mazzini comprese, in modo un po’ sbilenco, che la vera rivoluzione era già in atto e che le società avrebbero semplicemente dovuto adeguarsi per fornire quelle condizioni necessarie al progresso sociale, senza stravolgimenti violenti, altrimenti il rischio sarebbe stata, come è puntualmente avvenuto, la deriva totalitaria.
Marx capì i meccanismi produttivi della produzione industriale su vasta scala ma, forse, non ebbe abbastanza fiducia nelle capacità di resilienza delle libertà e delle società.
Questa ricetta è ispirata al rapporto controverso tra Marx e Mazzini, che tra loro ben si conoscevano e, se il tedesco chiamava il genovese ‘prete visionario’, l’italiano liquidò i tomi scritti dall’economista con poche, lapidarie e tristemente profetiche parole.


Manzo in pezzo unico acquistato dal macellaio di fiducia
Vitella in pezzo unico acquistata dal macellaio di fiducia
Acqua
Sale iodato
Semi di finocchio acquistati dal mercante di fiducia
Aglio
Salvia fresca
Rosmarino fresco
Foglie di cipolla fresca dell’orto
Mollica di pane casareccio
Bevanda di avena light
Pangrattato casereccio
Olio extravergine di oliva per la teglia

Far bollire l’acqua, sufficiente a coprire bene la carne, con gli odori, salare, quando bolle versare la carne, se possibile, prima il manzo, poi, dopo circa un’ora la vitella, riportare a bollore, coprire col coperchio e far cuocere a lungo. Far intiepidire. Privare la carne di grasso e nervi, omogeneizzarla aggiungendo il brodo, così da ottenere un composto abbastanza morbido ma non liquido. Nel frattempo, far ammorbidire la mollica di pane della bevanda di avena ben calda, quindi strizzarlo e spappolarlo bene nell’impasto omogeneizzato. Addensare col pangrattato ma non troppo, fare palline di circa cinquanta grammi l’una e panare col pangrattato. Lasciare in frigorifero per un paio d’ore almeno. Oliare la teglia, porre le polpette all’interno, condire con un filo d’olio, infornare in forno ben caldo a circa 180àC o 200°C per il tempo necessario alla cottura.

mercoledì 29 agosto 2018

Polpettine omogeneizzate con bollito di vitella


Polpettine omogeneizzate con bollito di vitella

Da alcuni anni si è innescata una polemica sulla opportunità di copiosi finanziamenti pubblici a grandi kermesse internazionali che si svolgono generalmente nelle grandi città per una durata molto limitata, una settimana o poco più. I prestigiosi festival che ottengono fondi pubblici a pioggia con controlli poco più che irrisori sarebbero anche importanti per le città e per il sistema cultura se esistesse in Italia un ‘sistema cultura’, come in Francia e in altri Paesi. Purtroppo, a fronte di un moltiplicarsi di tali festival vi è un costante impoverimento delle province e delle regioni che dovrebbero trarre beneficio da questi eventi che, per lo più, non si spostano dai capoluoghi di provincia e poco o niente riportano nei territori di riferimento, né visibilità, né promozione turistica, né aumento di attività produttive per l’agroalimentare, il turismo e l’artigianato.
Questa ricetta è ispirata al sistema cultura.


Vitella in pezzo intero acquistata dal macellaio di fiducia
Salvia
Semi di finocchio
Rosmarino
Timo
Cipolla
Erba cipollina
Acqua
Sale iodato
Pangrattato
Pane
Bevanda di avena light

Far bollire l’acqua con la cipolla, i semi di finocchio, salvia, rosmarino, timo, quando arriva a bollore, versare la carne in pezzo intero, salare, far cuocere il tempo necessario, quindi tagliarla e finire di cuocerla. Omogeneizzare la carne utilizzando il brodo se necessario nell’omogeneizzatore. Far ammorbidire la mollica di pane nella bevanda di avena light scaldata, strizzarla e unirla all’omogeneizzato, addensando con il pangrattato. Quindi panare nel pangrattato, far addensare in frigo per un’oretta, dunque friggerle oppure porre in una teglia oliata o con carta forno e infornare in forno caldo a 180°C o 200°C per il tempo necessario.

martedì 28 agosto 2018

Insalata di pomodori e cipollone con canestrato teatino


Insalata di pomodori e cipollone con canestrato teatino

La cipolla è un alimento ricchissimo di proprietà nutraceutiche e da qualche tempo è stata rivalutata appieno tra gli ingredienti importanti nella dieta mediterranea e in tutte quelle alimentazioni che pongono un’attenzione particolare al benessere generale.
Questa ricetta è ispirata alla locuzione pane e cipolla, utilizzata, fino a qualche tempo fa per indicare povertà e che oggi è invece sinonimo di una gran varietà di cultivar.

Canestrato teatino
Pomodori dell’orto tondi o cuore di bue
Cipollone rosso
Olio extravergine di oliva
Sale iodato
Prezzemolo
Basilico
Riso integrale

Lessare il riso integrale, scolarlo, farlo intiepidire, lavare i pomodori, scottarli in padella con il cipollone tagliato a fettine sottilissime, il basilico, il prezzemolo, l’olio e il sale, condire il riso con i pomodori e il formaggio a pezzettini abbastanza piccoli.

sabato 25 agosto 2018

Hamburgerini di vitella


Hamburgerini di vitella

La semplicità non banale è spesso alla base dell’eleganza e delle più sofisticate creazioni artigianali. Saper mettere in risalto la bellezza di una creazione artigianale, lussuosa, un paesaggio è talvolta questione di semplicissimi dettagli che fanno la differenza.
Questa ricetta è ispirata al saper fare.

Vitella macinata finemente acquistata dal macellaio di fiducia
Menta fresca
Timo fresco
Aglio
Sale iodato
Cipollina fresca
Zucchine dell’orto

Tritare finemente la cipollina, l’aglio e le erbe aromatiche, le zucchine, aggiungerle all’impasto della carne, salare  cuocere sulla piastra.

venerdì 24 agosto 2018

Spaghetti con ragù bianco di vitella e zucchine dell’orto


Spaghetti con ragù bianco di vitella e zucchine dell’orto

Il turismo è un importantissimo motore economico dell’Italia e il turismo responsabile è uno tra i tanti modi per far sviluppare e crescere i territori valorizzandone professioni tradizionali e prodotti locali.
Questa ricetta è ispirata al rispetto degli ecosistemi culturali, turistici, agroalimentari e artigianali.

Zucchine dell’orto
Sale
Olio extravergine di oliva
Macinato finissimo di vitella acquistato dal macellaio di fiducia
Menta fresca
Aglio
Acqua
Birra se ben tollerata
Spaghetti
Sale iodato

Cuocere in padella il macinato con l’aglio, l’olio e la menta, aggiungere il sale e l’acqua, se ben tollerata, sfumare con la birra. Nel frattempo lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli e saltarli in padella, se necessario aggiungendo un po’ di acqua di cottura.

giovedì 23 agosto 2018

Fusilli con melanzane, pomodori e stracchino, ricetta di Papà Claudio


Fusilli con melanzane, pomodori e stracchino, ricetta di Papà Claudio

L’opera lirica è una tra le più importanti importanti forme d’arte esportate dall’Italia in tutto il mondo. Espressione altissima di quell’opera d’arte totale che tanto impensieriva Wagner e Verdi, ha raggiunto le sue massime vette durante il Risorgimento.
Questa ricetta è ispirata ai tanti festival della lirica che animano le città italiane con tanta fatica e buona volontà da parte degli organizzatori.

Fusilli
Melanzane
Olio extravergine di oliva
Aglio
Sale iodato
Acqua
Pomodori

Lavare e affettare le melanzane, salarle, grigliarle farle insaporire per qualche giorno con olio e aglio. Tagliuzzarle con le forbici, ripassarle in padella con il pomodoro lavato e tagliato a pezzettini. Nel frattempo lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla, condirla con il sugo di melanzane e lo stracchino emulsionato con un po’ di acqua di cottura della pasta, non troppa altrimenti si ammolla. Mescolare bene.