sabato 7 gennaio 2017

Insalata di frutta e bulgur

Insalata di frutta e bulgur

Le feste sono un modo meraviglioso per stare insieme e ritrovare antichi, e in taluni casi, antichissimi rituali che si ripetono in modalità diverse da millenni, pressoché in qualunque parte del Pianeta. Sono anche una scusa per rimpinzarsi di cibo all’inverosimile e per mangiare ghiottonerie tradizionali di vario tipo, unendo alimenti in modo a dir poco calorico per l’organismo.
Quest’anno il detto ‘l’Epifania che tutte le feste si porta via’ è stato spostato di qualche giorno, complice il calendario e per cominciare il 2017 all’insegna del benessere e di uno stile di vita sano ed equilibrato si è dato più ascolto all’adagio ‘le diete si cominciano di lunedì’. Tra un bagordo e l’altro, comunque, può essere utile cercare di dare un po’ di respiro all’apparato digerente con delle insalate leggere e vitaminiche, che aiutino a ritrovare il fisiologico bisogno di freschezza.

Kiwi
Mandarini
Arance
Mandorle
Bacche di goji
Semi di zucca
Bulgur
Acqua
Menta
Melograno
Sale integrale
Olio extravergine di oliva

Far rinvenire il bulgur come scritto sulla confezione in acqua, sale e menta, sgranarlo. A parte sbucciare kiwi, mandarini, arance, sgranare il melograno e metterlo in un’insalatiera, quindi aggiungere il kiwi tagliato a triangoli sottili, il mandarino e l’arancia tagliati a dadini, le bacche di goji le mandorle, i semi di zucca. Salare e condire con l’olio, mescolare bene.


venerdì 6 gennaio 2017

Farro pasticciato

Farro pasticciato

Il concetto di bellezza è spesso confuso con l’idea di socialmente accettato in base a canoni estetici imposti da una élite che controlla di fatto la popolarità mediatica e che concretamente rispondono poco se non per nulla alla realtà della bellezza. La Venere di Botticelli, ideale assoluto di bellezza, sarebbe oggi indicata quale ragazzotta cicciottella e poco atletica con uno sguardo smielato. Idea che ovviamente contrasta fortemente con il senso di estasi provocato dalla perfezione botticelliana quando si ha la fortuna di ammirare il quadro in questione dal vivo. La medesima distonia si avverte quando si vede una ‘bella donna’ in foto e quando la si vede senza trucco camminare per strada. Spesso quello che ci sembra essere un bel soggetto per una foto è semplicemente una persona che risponde, sovente in modo artificiale e artificioso ad un ideale di Barbie, una bambola senza bellezza interiore, senza lume di scienza e coscienza, senza la sensualità del movimento libero, bensì con la forzata assurdità della pornografia più maschilista, becera e negatrice del piacere stesso della sessualità felice e consapevole. Questo accade molto spesso perché una persona infelice è più propensa a rimanere nel suo stato di illusorio benessere e fattuale malessere, dunque a spendere più soldi per vivere la propria esistenza in modo da essere considerata adatta ad esprimere quei (dis)valori di oppressione richiesti proprio da chi la opprime. Un meccanismo tanto perverso quanto insensato che però fa fare molti quattrini a chi specula sull’infelicità altrui.
Poi ci sono le donne e gli uomini che esprimono una bellezza naturale e coltivata con esercizi fisici e spirituali, percorsi di conoscenza e di scienza, e quelle sono davvero un gran piacere per gli occhi e per lo spirito.
Questa ricetta è ispirata ad una delle più belle coppie dell’immaginario contemporaneo, quella formata dall’attuale primo ministro del Canada e dalla sua consorte, una donna a piedi scalzi e un uomo femminista.  

Farro biologico e biodinamico Cascine Orsine
Mele
Piselli surgelati
Funghi champignon
Sale integrale
Olio extravergine di oliva
Curry biologico
Salvia
Acqua
Rosmarino
Tonno in olio d’oliva


Far ammollare il farro in acqua per una notte almeno. Scolarlo, lessarlo in acqua e rosmarino, scolarlo. Far cuocere i piselli in una pentolina ponendoli ancora surgelati sul fuoco con olio e sale, dunque aggiungere acqua e far sobbollire a lungo. Scaldare l’olio con il curry, aggiungere i funghi lavati e tagliati a fette, quindi il tonno scolato, il farro, salare e aggiungere i piselli cotti con l’eventuale liquido di cottura, in ultimo aggiungere la mela sbucciata e tagliata a pezzetti. 

giovedì 5 gennaio 2017

Penne gamberetti e piselli

Penne gamberetti e piselli

Alcuni artisti rimangono impressi nella memoria, altri sono una vera e propria rivelazione. Quando si guarda un capolavoro dell’arte spesso si cerca in esso qualcosa che si è letto o studiato sui libri, a scuola, qualcosa che possa ricordare altri elementi dipinti da altri artisti o dal medesimo autore e la visione non è mai unica, assoluta, è sempre in qualche modo condizionata dalle aspettative più che dall’esperienza. Poi ci sono i quadri e gli autori che si scoprono per la prima volta, quelli che non erano passati attraverso la chiave di lettura degli studi scolastici. Antonio Ligabue è uno tra questi artisti, uno di cui non si legge molto nei testi generalisti, che non si vede di frequente nei musei e che ha uno stile assoluto, emozionante al punto da far rimanere senza fiato, con la mente sgombra da preconcetti. Scoprire la sua opera così, perché c’è una mostra in uno spazio espositivo noto, è una vera e propria meraviglia. Si viene catapultati come d’incanto nel magico mondo della creazione pura, essenziale perché necessaria, colorata, sgargiante, selvatica eppure di un rigore formale che contraddice il caos vitale espresso da linee dense di assoluto.
Sensuale bellezza salgariana e tremendamente contemporanea che emoziona e invita a gioire della e con la Natura, in tutte le sue espressioni, quelle più orrende e quelle più splendenti.
Questa ricetta è ispirata ai contrasti e a quel sentimento di scoperta, chiamato in inglese ‘fresh eyes’, dell’opera di un grandissimo artista italiano.

Gamberetti surgelati sgusciati
Olio extravergine di oliva
Piselli surgelati
Sale integrale
Penne rigate De Cecco
Vino bianco Turà delle Venezie
Pepe nero
Acqua


In una padella far scaldare l’olio, aggiungere i piselli surgelati, salare. Nel frattempo mettere a bollire l’acqua, scolare i gamberetti e pulirli dalla glassatura, quindi porli nella padella, far cuocere un po’, alzare la fiamma, sfumare col vino, quindi abbassare la fiamma. Lessare le penne e ripassarle in padella. Spolverare con pepe nero appena macinato. 

mercoledì 4 gennaio 2017

Pizza con salsiccia e patate

Pizza con salsiccia e patate

Il femminismo è un concetto troppo spesso considerato obsoleto, una conquista, si fa per dire visto che moltissimi passi debbono ancora essere compiuti, recentissima eppure già rimessa nell’armadio delle battaglie vintage per qualche utopico mondo migliore. Ovviamente il femminismo è una battaglia universale, qualcosa che si intreccia profondamente con l’idea stessa di rispetto dei diritti umani. Un’idea peraltro espressa in modo assolutamente geniale da Mazzini, quando parla dell’angelo che c’è nelle case, espressione che farebbe saltare i nervi a qualsivoglia persona di sani principi femministi se non che, mora succulenta tra i rovi spinosi del linguaggio mazziniano, egli scrive, esorta a non lasciare che le donne vengano considerate estranee alla vita sociale, politica, civile del Paese, della Patria.
Concetti tanto ovvi quanto ancor oggi difficili da recepire e da comunicare.
Questa ricetta, schietta, semplice e gustosa, è ispirata al femminismo mazziniano, fatto di persone che lottano per la libertà non soltanto individuale bensì dell’umanità intera, della collettività, si direbbe oggi.

Salsiccia fresca
Farina
Lievito di birra fresco
Acqua
Patate
Sale integrale


Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida. Far lievitare per una giornata circa. Stendere l’impasto, sbriciolarvi sopra la salsiccia fresca in abbondanza, finire di coprire la superficie con patate sbucciate, lavate, tagliate a julienne e salate. Infornare in forno molto caldo, oltre i 230°C, e far cuocere. 

martedì 3 gennaio 2017

Basmati al curry con piselli e gamberetti

Basmati al curry con piselli e gamberetti

La bellezza è un bisogno naturale ed è rintracciabile in una incredibile varietà di espressioni. Esistono poi popolazioni per cui il senso del bello è qualcosa che fa parte del vissuto quotidiano, che si sviluppa giocando a palla con i compagni di scuola tra mura secolari, accanto a monumenti di assoluta importanza, riconoscendo luoghi ed emozioni che si sono ricreate nei medesimi istanti nel corso di millenni. Gli italiani sono sicuramente da annoverare tra le popolazioni il cui senso del bello è qualcosa di connaturato all’esperienza dello spazio, del tempo, delle emozioni, della vita e che si concretizza talvolta in mirabili espressioni di ricreazione dello stesso. Sono molte anche le forme di accanimento nei confronti di quella bellezza resiliente di cui sembra essere formato il BelPaese, esse si concretano nei sistematici tentativi di distruzione del paesaggio o negli scempi architettonici commessi da grandi ‘star’ di squadra e compasso. Taluni italiani sono benedetti dal sentimento della bellezza e dotati di grandi capacità artistiche e sono riusciti, nel corso di secoli e anni, ad esprimere tale meraviglia con maestria ineguagliabile e ineguagliata, anche se nel Ventesimo secolo il senso del bello è stato più volte vilipeso, con alcune notevoli e importanti eccezioni. Antonio Ligabue, pittore la cui fantasia e la cui biografia tanto fanno pensare allo scrittore veronese Emilio Salgari, è tra questi e vedere una sua mostra ad inizio anno è certamente un buon esercizio dello spirito e della mente per tener allenato quel senso del bello che a volte nella contemporaneità ha delle notevoli difficoltà ad esprimersi appieno.
Questa ricetta che rielabora alcune suggestioni esotiche in forma italiana è ispirata all’immaginario fantastico di due artisti tanto diversi eppure così simili tra loro.  

Burro della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore
Curry biologico
Piselli surgelati
Gamberetti sgusciati surgelati
Sale integrale
Vino bianco Turà delle Venezie o simile
Acqua
Foglie di cipolla fresche o essiccate dall’estate
Riso Basmati


Far sciogliere il curry nel burro, quindi aggiungere i gamberetti scongelati e ben sciacquati, dunque i piselli surgelati, far cuocere e far evaporare il liquido di cottura, dunque aggiungere il riso, salare, girare bene, sfumare col vino, quindi abbassare la fiamma e aggiungere acqua e foglie di cipolla, fino a cottura. 

lunedì 2 gennaio 2017

Rigatoni con piselli e robiolino

Rigatoni con piselli e robiolino

Anno nuovo vita nuova, dice il proverbio e quante volte vien voglia di dare un bel calcione alla monotonia per ricominciare tutto, senza lacci e lacciuoli, senza le costrizioni che inchiodano chi più chi meno a forme di coercizione autonomamente imposte oppure causate da una serie di condizioni e di difficoltà oggettive. C’è sempre una terza via, c’è sempre una possibilità diversa anche in casi estremi, c’è sempre una scelta. O almeno è bello credere che vi sia, è bello pensare che c’è e in fondo saperlo, seppur tenendo quella opzione rincantucciata in una remota stanza delle (im)possibilità. Un luogo della mente e della fantasia in cui tutto è possibile fintanto che è irrealizzabile, incompleto, inespresso e che a volte, molto raramente, fa valere il proprio diritto di esistenza, le proprie necessità e i propri bisogni. Ad inizio d’anno, chissà perché visto che in fondo i giorni, i mesi, le ore e gli anni sono nient’altro che una convenzione, un modo per comprendere il meraviglioso ritmo della Natura e sentirsene partecipi anche razionalmente, da quel ben celato luogo della mente e della fantasia sembra di udire una voce sempre più forte e stentorea, un grido di libertà che richiede a lettere cubitali la propria dignità d’esistenza, in tutto e per tutto. Talvolta accade che questa voce prenda il sopravvento sulle coercizioni e sulle convinzioni, che, senza troppi complimenti, faccia svanire come d’incanto lacci e lacciuoli e lasci la mente, il corpo, la fantasia liberi di essere felici. In quei rari, meravigliosi momenti di assoluta illuminazione o di meditazione profondissima, ci si rende improvvisamente conto che tutto quello che sembrava impossibile non lo è, anzi è talmente semplice liberarsi dalle costrizioni ed essere felici da parere ovvio. Come è stato possibile non pensarci prima, non agire prima? È un mistero.
Questa ricetta, altamente proteica e adatta ad affrontare con la giusta energia decisioni e libertà, è ispirata alla semplicità della felicità.

Rigatoni De Cecco
Piselli surgelati
Olio extravergine di oliva
Sale siciliano integrale
Acqua
Robiolino
Parmigiano reggiano della Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore


In una pentola porre i piselli ancora surgelati con un filo d’olio e il sale, girare fino a che non cambiano colore virando verso il verde più acceso del pisello fresco e crudo, dunque aggiungere acqua per circa il doppio del volume abbassare la fiamma, coprire e far cuocere a lungo, eventualmente aggiungere altra acqua. Grattugiare il Parmigiano. Mettere a bollire l’acqua, salarla, buttare la pasta, cuocerla per il tempo indicato e comunque per il tempo necessario. Immediatamente prima di scolarla, unire il robiolino ai piselli così da creare un composto uniforme, porvi la pasta scolata ma non troppo, eventualmente aggiungere dell’acqua di cottura, ma poca ché altrimenti il sapore del robiolino cambia. Mescolare bene, servire e spolverare di Parmigiano. 

domenica 1 gennaio 2017

Cavolo riccio in padella con kummel carvi e paprika dolce

Cavolo riccio in padella con kummel carvi e paprika dolce

L’ozio è una parte importantissima della vita delle persone, oziare di quando in quando fa bene alla salute, riduce notevolmente lo stress e aiuta a riprendere contatto con i propri bioritmi. Il primo giorno dell’anno, solitamente dedicato a svolgere delle attività che si vogliono o vorrebbero svolgere durante tutto l’anno seguendo il noto adagio ‘quel che si fa a Capodanno si fa tutto l’anno’ e che tipicamente si riescono a mettere in pratica soltanto o prevalentemente nei giorni festivi quali appunto il primo gennaio, è un’ottima occasione per dedicarsi a pigrare senza ritegno. Alzarsi per fare colazione e rituffarsi tra le coperte fino a mezzodì, fare una seconda e magari anche una terza colazione, coccolarsi con prelibatezze quali una centrifuga di frutta fresca o una spremuta di agrumi, pranzare in famiglia con lentezza nel primo pomeriggio, crogiolarsi sul divano a leggere qualcosa e quindi fare la spola tra letto e divano, alzandosi giusto il tempo della cena per riciondolare verso un libro o le braccia delle persone care, tra note musicali rilassanti e tanta voglia di non far niente. L’ozio, almeno il primo gennaio e in qualche altra rara e molto ricercata occasione, è decisamente un buon modo per salutare il nuovo anno e accoglierlo tra coccole e un po’ di sana pigrizia che fa tanto bene all’umore. A condizione, ovviamente, di fare una bella passeggiata e dedicarsi a pieno ritmo a qualcosa di interessante a partire dal due gennaio.
Questa ricetta, veloce e semplice, è ispirata alla bellezza dell’ozio, una volta tanto.


Cavolo riccio
Kummel carvi
Paprika dolce
Peperoncino
Foglie di cipolla essiccate
Sale integrale
Vino rosso corposo oppure birra saporita
Sedano
Olio extravergine di oliva
Acqua


Far scaldare l’olio con il kummel, il sedano lavato e tagliato sottile, la paprika, il peperoncino, le foglie di cipolla, quindi versarvi il cavolo lavato e tagliato a listerelle o a rombetti, salare e far cuocere a fuoco vivace, quindi sfumare col vino, continuare a far cuocere, aggiungere un po’ d’acqua, circa la stessa quantità del vino o poco più, coprire e continuare a far cuocere a fiamma medio-bassa.