martedì 10 gennaio 2017

Amatriciana rossa

Amatriciana rossa

Il sugo all’amatriciana è una variazione della ricetta bianca, taluni affermano che sia una ricetta elaborata direttamente ad Amatrice dopo l’introduzione del pomodoro in Europa dagli Stati Uniti, ma effettivamente il sapore è piuttosto ‘romanesco’. Fa decisamente pensare alla cucina un po’ pesante e molto popolare che vede nel menù piatti quali la coda alla vaccinara, la trippa e altre pietanze poco adatte a quelli che Artusi definiva ‘stomaci deboli’. Il sapore del grasso del maiale abbinato al sugo del pomodoro può risultare a taluni, abituati ad assaporare la delicatezza di tale ortaggio in combinazione con basilico, origano e delicato olio extravergine, alquanto ridondante, per non dire sgradevole. Molti altri possono invece apprezzare alquanto questa popolarissima e famosissima ricetta e soprattutto l’abbinamento tra pomodoro e grasso del maiale.

Guanciale di Amatrice
Pepe nero
Pecorino di Amatrice
Bucatini De Cecco
Sale integrale
Acqua
Vino bianco
Peperoncino
Olio extravergine di oliva
Pomodoro fresco oppure barattolo di pomodoro dell’orto conservato


In una padella antiaderente fredda porre il guanciale tagliato a listerelle, quindi far rosolare bene a fuoco abbastanza vivace, sfumare con il vino, quindi aggiungere l’olio e il peperoncino, far continuare a rosolare per benino, aggiungere il pomodoro, salare e far restringere, aggiungere pepe nero macinato al momento. Far lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla ripassarla nel sugo aggiungendo a pioggia il pecorino grattugiato. 

lunedì 9 gennaio 2017

Amatriciana bianca

Amatriciana bianca

In molte piazze italiane l’amatriciana per Amatrice, dal giorno del sisma nel Centro Italia, è diventata una sorta di enorme sagra nazionale, peccato che poi, allo stato delle cose, gli amatriciani, i marchigiani, gli umbri e le popolazioni colpite dagli effetti devastanti di un terremoto di quell’entità in un territorio antico, si siano trovati ad affrontare uno tra gli inverni più rigidi degli ultimi anni in condizioni a dir poco difficili.
La popolazione italiana è solidale, vuole aiutare, fare, agire e non sa bene cosa. Si scende in piazza, si organizzano amatriciane, si devolve il ricavato ai comitati e si guarda sgomenti le foto che testimoniano le enormi difficoltà che debbono affrontare i cittadini italiani tra promesse farlocche e viaggi di lusso di chi dovrebbe essere proprio in quelle zone a far sì che tutto sia a posto, che i civili siano sani e salvi. I politicanti italiani, è ormai tristemente noto, non hanno le capacità di svolgere il proprio mestiere. Gli italiani dovrebbero poter avere il modo di dar loro il benservito e di farsi governare da persone competenti e con il senso dello Stato. Parole che a volte sembrano quasi utopistiche. Quello che si prefigura, però, nelle aree terremotate, come è accaduto per L’Aquila, è una responsabilità penale di gravissima entità da parte di chi avrebbe come funzione primaria quella di tutelare e proteggere i cittadini, i civili.
Le foto, le immagini, le grida accorate di chi è senza più una casa, senza più un paese, una piazza, una chiesa, un bar o un’edicola, senza una vita normale e attanagliato dalla morsa del freddo, cercando di salvare gli animali e quel che resta della propria identità sono strazianti. E ancor più lo sono facendo un rapido e sommario conto di tutti i soldi che sono stati raccolti in Italia, tramite la Regione Lazio, la Protezione Civile, e le varie organizzazioni preposte a dare un rifugio alla popolazione, a mettere in sicurezza il sovrano Popolo Italiano.
Evidentemente le istituzioni italiane attuali sono piuttosto anarchiche e alla sovranità popolare fanno una sonora pernacchia degna del miglior Totò.
Questo si chiama anche rovesciamento dello Stato di Diritto, e ci sono fior di casi nella giurisprudenza penale internazionale che si fondano su tale forma di negazione dello Stato da parte dello Stato stesso. In altre parole: è molto grave e non è un caso che ciò sia avvenuto mentre l’Italia sta scivolando ancora più in basso nella classifica dei Paesi con un decente livello di informazione libera.
La libertà in una democrazia è anche sapere che essere cittadini ha un fondamentale valore a livello domestico e internazionale, avere certezza dell’esistenza dello Stato quale garante dell’incolumità e dei diritti dei cittadini è uno dei pilastri di qualunque sistema democratico.
Sarebbe auspicabile, a dir poco, che ciò avvenga in tempi brevissimi eppure la liberazione dell’Italia dall’oppressore attuale, la corruzione, sembra impresa ancor più complessa di quella che ha portato all’Unificazione, che sembrava un’utopia irrealizzabile e pur si è realizzata.
Questa ricetta è ispirata al senso profondo e concreto dello Stato, ed è la vera amatriciana, quella in bianco, il colore della neve che sta imbiancando i moduli abitativi e quello del ghiaccio che si accumula sulle tendine di tali moduli, anche se il sugo all’amatriciana è, per l’appunto, col sugo. La ricetta ‘originale’, quella bianca è elaborata dalla tradizione familiare e ripresa dal sito del turismo del paese laziale (www.amatriceturismo.it).

Guanciale di Amatrice
Pepe nero
Pecorino di Amatrice
Bucatini De Cecco
Sale integrale
Acqua
Vino bianco


In una padella antiaderente porre a freddo il guanciale tagliato a listerelle, farlo rosolare ben bene, sfumare con poco vino bianco e continuare a far rosolare fino a renderlo croccante ma non bruciato. In un’insalatiera di coccio porre il pecorino grattugiato e una spolverata di pepe nero appena macinato. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla lasciando da parte l’acqua di cottura, aggiungere il guanciale ben caldo al pecorino e girare bene, se è troppo asciutta aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura della pasta. 

domenica 8 gennaio 2017

Miso Soup veloce con alghe di Bretagna

Miso Soup veloce con alghe di Bretagna

Quasi tutti gli stili alimentari ‘sani’ hanno qualcosa di buono, una ricetta, un ingrediente insolito che si può integrare con la normale alimentazione, apportando benefici notevoli alla dieta quotidiana. C’è da dire che forse le abitudini alimentari di un determinato territorio spesso rispecchiano le esigenze nutrizionali adatte al clima che caratterizza quella determinata area geografica e culturale. In una landa poco adatta all’agricoltura e ricca di oceani è probabile che molti piatti tradizionali avranno una base di pesce e di alghe, forse di carne, qualche formaggio ed erbette di campo. In Italia la questione si pone in modo relativo, essendo il BelPaese pieno di terre fertili e di condizioni climatiche tali da permettere una enorme biodiversità. Il che non vuol dire che la cucina italiana venga in qualche forma preclusa a chi ha abitudini differenti, anzi, spesso si attinge da altri Paesi e da altre forme di rielaborazione del cibo per integrarlo nell’alimentazione nostrana, poi vi sono casi in cui si aggiunge semplicemente un piatto, tra una carbonara e una amatriciana. Questa ricetta di miso è ispirata alla dieta macrobiotica con qualche aggiunta locale.

Miso di riso
Foglie di cipolla dell’orto fresche oppure essiccate dall’estate precedente
Sale integrale
Acqua
Olio extravergine di oliva
Insalata di alghe atlantiche della Bretagna
Tofu


Mettere a bollire l’acqua, non troppa, salare e aggiungere le foglioline di cipolla. A parte lavare le alghe, mettere a mollo, lavarle di nuovo, metterle a bollire nella minestra per circa cinque minuti, a fine cottura aggiungere il miso e il tofu a pezzettini. 

sabato 7 gennaio 2017

Insalata di frutta e bulgur

Insalata di frutta e bulgur

Le feste sono un modo meraviglioso per stare insieme e ritrovare antichi, e in taluni casi, antichissimi rituali che si ripetono in modalità diverse da millenni, pressoché in qualunque parte del Pianeta. Sono anche una scusa per rimpinzarsi di cibo all’inverosimile e per mangiare ghiottonerie tradizionali di vario tipo, unendo alimenti in modo a dir poco calorico per l’organismo.
Quest’anno il detto ‘l’Epifania che tutte le feste si porta via’ è stato spostato di qualche giorno, complice il calendario e per cominciare il 2017 all’insegna del benessere e di uno stile di vita sano ed equilibrato si è dato più ascolto all’adagio ‘le diete si cominciano di lunedì’. Tra un bagordo e l’altro, comunque, può essere utile cercare di dare un po’ di respiro all’apparato digerente con delle insalate leggere e vitaminiche, che aiutino a ritrovare il fisiologico bisogno di freschezza.

Kiwi
Mandarini
Arance
Mandorle
Bacche di goji
Semi di zucca
Bulgur
Acqua
Menta
Melograno
Sale integrale
Olio extravergine di oliva

Far rinvenire il bulgur come scritto sulla confezione in acqua, sale e menta, sgranarlo. A parte sbucciare kiwi, mandarini, arance, sgranare il melograno e metterlo in un’insalatiera, quindi aggiungere il kiwi tagliato a triangoli sottili, il mandarino e l’arancia tagliati a dadini, le bacche di goji le mandorle, i semi di zucca. Salare e condire con l’olio, mescolare bene.


venerdì 6 gennaio 2017

Farro pasticciato

Farro pasticciato

Il concetto di bellezza è spesso confuso con l’idea di socialmente accettato in base a canoni estetici imposti da una élite che controlla di fatto la popolarità mediatica e che concretamente rispondono poco se non per nulla alla realtà della bellezza. La Venere di Botticelli, ideale assoluto di bellezza, sarebbe oggi indicata quale ragazzotta cicciottella e poco atletica con uno sguardo smielato. Idea che ovviamente contrasta fortemente con il senso di estasi provocato dalla perfezione botticelliana quando si ha la fortuna di ammirare il quadro in questione dal vivo. La medesima distonia si avverte quando si vede una ‘bella donna’ in foto e quando la si vede senza trucco camminare per strada. Spesso quello che ci sembra essere un bel soggetto per una foto è semplicemente una persona che risponde, sovente in modo artificiale e artificioso ad un ideale di Barbie, una bambola senza bellezza interiore, senza lume di scienza e coscienza, senza la sensualità del movimento libero, bensì con la forzata assurdità della pornografia più maschilista, becera e negatrice del piacere stesso della sessualità felice e consapevole. Questo accade molto spesso perché una persona infelice è più propensa a rimanere nel suo stato di illusorio benessere e fattuale malessere, dunque a spendere più soldi per vivere la propria esistenza in modo da essere considerata adatta ad esprimere quei (dis)valori di oppressione richiesti proprio da chi la opprime. Un meccanismo tanto perverso quanto insensato che però fa fare molti quattrini a chi specula sull’infelicità altrui.
Poi ci sono le donne e gli uomini che esprimono una bellezza naturale e coltivata con esercizi fisici e spirituali, percorsi di conoscenza e di scienza, e quelle sono davvero un gran piacere per gli occhi e per lo spirito.
Questa ricetta è ispirata ad una delle più belle coppie dell’immaginario contemporaneo, quella formata dall’attuale primo ministro del Canada e dalla sua consorte, una donna a piedi scalzi e un uomo femminista.  

Farro biologico e biodinamico Cascine Orsine
Mele
Piselli surgelati
Funghi champignon
Sale integrale
Olio extravergine di oliva
Curry biologico
Salvia
Acqua
Rosmarino
Tonno in olio d’oliva


Far ammollare il farro in acqua per una notte almeno. Scolarlo, lessarlo in acqua e rosmarino, scolarlo. Far cuocere i piselli in una pentolina ponendoli ancora surgelati sul fuoco con olio e sale, dunque aggiungere acqua e far sobbollire a lungo. Scaldare l’olio con il curry, aggiungere i funghi lavati e tagliati a fette, quindi il tonno scolato, il farro, salare e aggiungere i piselli cotti con l’eventuale liquido di cottura, in ultimo aggiungere la mela sbucciata e tagliata a pezzetti. 

giovedì 5 gennaio 2017

Penne gamberetti e piselli

Penne gamberetti e piselli

Alcuni artisti rimangono impressi nella memoria, altri sono una vera e propria rivelazione. Quando si guarda un capolavoro dell’arte spesso si cerca in esso qualcosa che si è letto o studiato sui libri, a scuola, qualcosa che possa ricordare altri elementi dipinti da altri artisti o dal medesimo autore e la visione non è mai unica, assoluta, è sempre in qualche modo condizionata dalle aspettative più che dall’esperienza. Poi ci sono i quadri e gli autori che si scoprono per la prima volta, quelli che non erano passati attraverso la chiave di lettura degli studi scolastici. Antonio Ligabue è uno tra questi artisti, uno di cui non si legge molto nei testi generalisti, che non si vede di frequente nei musei e che ha uno stile assoluto, emozionante al punto da far rimanere senza fiato, con la mente sgombra da preconcetti. Scoprire la sua opera così, perché c’è una mostra in uno spazio espositivo noto, è una vera e propria meraviglia. Si viene catapultati come d’incanto nel magico mondo della creazione pura, essenziale perché necessaria, colorata, sgargiante, selvatica eppure di un rigore formale che contraddice il caos vitale espresso da linee dense di assoluto.
Sensuale bellezza salgariana e tremendamente contemporanea che emoziona e invita a gioire della e con la Natura, in tutte le sue espressioni, quelle più orrende e quelle più splendenti.
Questa ricetta è ispirata ai contrasti e a quel sentimento di scoperta, chiamato in inglese ‘fresh eyes’, dell’opera di un grandissimo artista italiano.

Gamberetti surgelati sgusciati
Olio extravergine di oliva
Piselli surgelati
Sale integrale
Penne rigate De Cecco
Vino bianco Turà delle Venezie
Pepe nero
Acqua


In una padella far scaldare l’olio, aggiungere i piselli surgelati, salare. Nel frattempo mettere a bollire l’acqua, scolare i gamberetti e pulirli dalla glassatura, quindi porli nella padella, far cuocere un po’, alzare la fiamma, sfumare col vino, quindi abbassare la fiamma. Lessare le penne e ripassarle in padella. Spolverare con pepe nero appena macinato. 

mercoledì 4 gennaio 2017

Pizza con salsiccia e patate

Pizza con salsiccia e patate

Il femminismo è un concetto troppo spesso considerato obsoleto, una conquista, si fa per dire visto che moltissimi passi debbono ancora essere compiuti, recentissima eppure già rimessa nell’armadio delle battaglie vintage per qualche utopico mondo migliore. Ovviamente il femminismo è una battaglia universale, qualcosa che si intreccia profondamente con l’idea stessa di rispetto dei diritti umani. Un’idea peraltro espressa in modo assolutamente geniale da Mazzini, quando parla dell’angelo che c’è nelle case, espressione che farebbe saltare i nervi a qualsivoglia persona di sani principi femministi se non che, mora succulenta tra i rovi spinosi del linguaggio mazziniano, egli scrive, esorta a non lasciare che le donne vengano considerate estranee alla vita sociale, politica, civile del Paese, della Patria.
Concetti tanto ovvi quanto ancor oggi difficili da recepire e da comunicare.
Questa ricetta, schietta, semplice e gustosa, è ispirata al femminismo mazziniano, fatto di persone che lottano per la libertà non soltanto individuale bensì dell’umanità intera, della collettività, si direbbe oggi.

Salsiccia fresca
Farina
Lievito di birra fresco
Acqua
Patate
Sale integrale


Impastare la farina con il lievito sciolto in acqua tiepida. Far lievitare per una giornata circa. Stendere l’impasto, sbriciolarvi sopra la salsiccia fresca in abbondanza, finire di coprire la superficie con patate sbucciate, lavate, tagliate a julienne e salate. Infornare in forno molto caldo, oltre i 230°C, e far cuocere.